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Cavina (Idv): 'Tia, l’aver tolto l’IVA è stato solo uno specchietto per le allodole'

3' di lettura 23/05/2010 - Non saremo scafati come i nostri amministratori, ma non siamo nemmeno stupidi e i conti li facciamo sulla tariffa giornaliera a prescindere che la bolletta riguardi un bimestre o un trimestre. Ci sembra quindi evidente che l’aver tolto l’IVA, dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale, è stato solo uno specchietto per le allodole.

“… Il comune di Osimo, come molti altri comuni italiani ha deciso di adeguarsi alla sentenza della Corte Costituzionale. Conseguentemente il piano finanziario 2010 è stato redatto con l’assunto che il gettito della TIA si configuri come un’entrata per il comune incassata dal soggetto gestore in nome e per conto dello stesso, a fronte di uno specifico corrispettivo per il servizio prestato, soggetto ad Iva nella misura del 10%. L’incremento complessivo per l’utente finale, che ora a differenza di prima non paga l’iva, è del 17,54%.....”. L’Amministrazione Comunale Non saremo scafati come i nostri amministratori, ma non siamo nemmeno stupidi e i conti li facciamo sulla tariffa giornaliera a prescindere che la bolletta riguardi un bimestre o un trimestre.

Poiché nell’ultima bolletta che Astea sta inviando agli utenti e in cui si dice che è stata tolta l’IVA, oltre ai mesi di gennaio e febbraio 2010 c’è anche dicembre 2009, è immediato poter verificare l’effettiva differenza tra la tariffa giornaliera 2009 e 2010. Siccome ci preme che gli utenti capiscano come stanno realmente le cose alleghiamo un esempio concreto e spieghiamo in maniera molto semplice come calcolare l’aumento applicato. Come si può vedere la tariffa è suddivisa in una quota fissa e in una variabile. Sotto la dicitura quota fissa ci sono 2 voci: la prima del mese di dicembre 2009 e la seconda di gennaio-febbraio 2010 . Per sapere la quota giornaliera che è stata pagata nel 2009 basta dividere il totale(13,31euro) per il numero di giorni (31). Arrotondando il risultato è 0,429 euro/giorno (quota fissa 2009). Ripetendo la stessa operazione per la seconda voce della quota fissa che riguarda gennaio e febbraio 2010 abbiamo: 30,78:59=0,522 euro/giorno (quota fissa 2010). A questo punto, passando alla quota variabile, ripetiamo la stessa operazione sulle 2 voci relative: 14,81:31=0,478 euro/giorno (quota variabile 2009) 36,75:59=0,623 euro/giorno (quota variabile 2010). Ora sommiamo le tariffe del 2009 e del 2010: 0,429+0,478=0,907 euro/giorno (quota totale 2009) 0,522+0,623=1,145 euro/giorno (quota totale 2010) La percentuale di aumento della tariffa 2010 rispetto a quella del 2009 è: (1,145-0,907): 0,907=26,24% A ciò si deve aggiungere anche l’incremento dell’imposta provinciale del 5% calcolata su una tariffa salita rispetto al 2009 di ben il 26,24%.

Ci sembra quindi evidente che l’aver tolto l’IVA, dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale, e stato solo uno specchietto per le allodole. L’IVA, cari concittadini, doveva essere tolta a prescindere dall’aumento del 16% che ci avevano annunciato . Quindi nel 2010, se avessero mantenuto la parola data, eliminando l’IVA, avremmo sborsato solo il 6% in più rispetto al 2009. Anche l’Amministrazione Comunale, mascherandosi dietro un discorso volutamente sibillino (vedi sopra), ha comunque dovuto ammettere che, nonostante l’eliminazione dell’IVA, l’aumento ha raggiunto il 17,54% perché quel 10% è stato aggiunto sulla tariffa 2010. Invitiamo tutti gli utenti osimani a verificare nello stesso modo la propria bolletta per avere un riscontro oggettivo e puntuale delle nostre affermazioni Il Coordinatore IdV Osimo Giuseppe Cavina






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-05-2010 alle 13:43 sul giornale del 24 maggio 2010 - 602 letture

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