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Come si finanzia chi vuole aprire una piccola e media impresa?

3' di lettura 13/05/2010 - Il sistema bancario ha trasformato radicalmente il proprio modo di porsi nei confronti del mondo dell'impresa ed è indispensabile che l'imprenditore ne prenda coscienza e incominci a parlare la stessa lingua della banca, ma è altrettanto indispensabile che anche gli istituti di credito ritornino a premiare le idee.

Quanti sono i giovani e meno giovani che per ricollocarsi nel mondo del lavoro magari provenienti da aziende che hanno licenziato o comunque in crisi desiderano avviare una propria attività in settori in cui hanno competenze?

Potrebbe essere questa una buona base di partenza per rilanciare l'economia, in altre parole la creazione di nuove piccole o micro imprese, ma come questo potenziale nuovo piccolo imprenditore può finanziare concretamente l'operazione?

Premesso che uno start up non viene quasi mai finanziato da società di leasing, si deve per forza di cose ricorrere ad un istituto di credito "banca", il quale pone la prima domanda: quale bene immobile ha da mettere in garanzia con ipoteca? Altrimenti tutto si blocca immediatamente, l'idea, il progetto, la moralità non conta più assolutamente nulla!

Presupponiamo che a fronte di un investimento di 200.000.00 €.+ I.v.a. = €. 240.000.00 l'aspirante imprenditore disponga di un immobile del valore di perizia pari alla stessa cifra con un residuo di mutuo ancora da pagare di €. 30.000.00, nella migliore delle ipotesi si vedrà finanziare un 80% del valore, meno il residuo del mutuo da pagare, meno l'importo da pagare al confidi senza il quale nessuna pratica viene deliberata, meno gli oneri bancari, meno quanto da pagare ad un consulente finanziario senza il quale l'operazione è di difficile gestione, meno il costo del Notaio per l'atto di ipoteca meno altri costi di perizia e altri costi occulti, in sostanza si vedrà errogare non più di €. 120/130.000.00 netti.

In alcuni casi le banche chiedono anche che parte della cifra sia lasciata in deposito a garanzia su un conto corrente per alcuni anni.

E' vero che l'imprenditore deve metterci del capitale proprio, ma in che misura? Se a fronte di un fabisogno finanziario complessivo di €. 240.000.00 ne riceve ipotecando la sua casa solo 120/130.000.00 circa?

Dobbiamo aggiungere che l'aspirante piccolo imprenditore per ottenere l'eventuale delibera della pratica e l'effettiva erogazione del finanziamento nella migliore delle ipotesi impiega non meno di tre mesi, di cui almeno uno dopo aver presentato tutta la complessa documentazione solo per ricevere la delibera, è possibile tutto ciò?

Il sistema bancario ha trasformato radicalmente il proprio modo di porsi nei confronti del mondo dell'impresa ed è indispensabile che l'imprenditore ne prenda coscienza e incominci a parlare la stessa lingua della banca, ma è altrettanto indispensabile che anche gli istituti di credito ritornino a premiare le idee, la moralità dell'imprenditore e non solo una quota parte del valore di un immobile.

Posso garantire che di potenziali piccoli imprenditori i quali desiderano investire ce ne sono tanti e devono essere aiutati con fatti concreti, con garanzie supplementari dalle istituzioni e con un alleggerimento delle richieste di garanzie da parte del sistema bancario, in quanto altrimenti il saldo fra nuove aperture e cassazioni di impresa sarà ancora per parecchio tempo inesorabilmente negativo con gravissime ripercussioni sul mondo del lavoro.


Andrea Pesaresi

Presidente di Apindustria Confapi


da Andrea Pesaresi
Apindustria Confapi
Consigliere Comunale Liste Civiche 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-05-2010 alle 16:12 sul giornale del 14 maggio 2010 - 800 letture

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