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Il fungo di San Giorgio a tavola degli amici del gruppo micologico

3' di lettura 12/05/2010 - Domenca 9 la raccolta è andata discretamente, certo, essendo in tanti, non tutti hanno raccolto il san Giorgio, ma abbiamo raccolto le gambe secche (marasmius orades) e qualche "pinarolo"  e delle melanoleuca. L'aspetto conviviale è stato gradito da tutti, la giornata si è conclusa dandoci l'appuntamento per la prossima uscita nel mese di giugno.

Come da programma, si è svolta, domenica 9 maggio l'uscita per la raccolta del fungo di San Giorgio (calogybe gambosa). Come ben saprete, questo fungo non è di facile individuazione a causa della sua crescita in prati con erba abbastanza alta (nel bosco è un tantino meglio). Occorre tastare il terreno con le mani vicino ai cardi, ai biancospini, ai ginepri o alle rose selvatiche avendo però l'accortezza di battere sempre il terreno con un bastone affinché le vibrazione della terra facciano fuggire le vipere che in questo periodo cominciano a svegliarsi. Sul monte Amandola le vipere, per la salvaguardia dell'equilibrio faunistico, sono state reinserite, fate quindi attenzione. Nel caso di morsi, non vi fate prendere dal panico, cercate di fare pochi movimenti e di recarvi subito in ospedale, non usate altri mezzi che sono più dannosi che altro.

La raccolta è andata discretamente, certo, essendo in tanti, non tutti hanno raccolto il san Giorgio, ma abbiamo raccolto le gambe secche (marasmius orades) e qualche "pinarolo" e delle melanoleuca. La lezione che è seguita, a cura di Marco Papa, ha riguardato principalmente il San Giorgio, tutti i presenti ne hanno apprezzato sia il sapore che l'odore che sono fondamentali per la determinazione dello stesso oltre al riconoscimento della forma del cappello delle lamelle e del gambo.

L'aspetto conviviale è stato gradito da tutti, la giornata si è conclusa dandoci l'appuntamento per la prossima uscita nel mese di giugno.

Vi "regalo" una ricetta molto gustosa per scoprire le ottime qualità del San Giorgio:

tagliate grossolanamente i funghi e metteteli in una padella antiaderente con dell'olio extra vergine (regolatevi secondo la quantità dei funghi, diciamo un cucchiaio ogni tre funghi) fateli rosolare a fuoco medio per una ventina di minuti, fino a quando non saranno dorati. Nel frattempo, in una ciotola di vetro atta a contenere i funghi cotti, preparate una noce di burro aggiungendovi lo scalogno, l'aglio e il prezzemolo tritati, (non occorre molto di tutto, regolatevi) amalgamate ben bene. Quando i funghi sono pronti versateli nella ciotola aggiungendo un po di sale e pepe. Provateli!


Peccato per Claudio e per Marcello che hanno tardato venirmi a trovare, li avevo preparati per loro, mia figlia se li è "spappolati" per merenda visto che non arrivavano mai.


da Franco Focante
Presidente Gruppo Micologico Osimo




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-05-2010 alle 17:12 sul giornale del 13 maggio 2010 - 1065 letture

In questo articolo si parla di attualità, Franco Focante, Gruppo micologico Osimano





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