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Offagna, Schneider: 'Trasmettere i ricordi della 2° guerra mondiale è un dovere'

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“Trasmettere alle nuove generazioni le mie memorie legate ai periodi tragici della Seconda guerra mondiale è un atto dovuto per far capire ai giovani di oggi che cosa è successo nel secolo scorso”. Così la scrittrice tedesca Helga Schneider a Offagna.

“Trasmettere alle nuove generazioni le mie memorie legate ai periodi tragici della Seconda guerra mondiale è un atto dovuto per far capire ai giovani di oggi che cosa è successo nel secolo scorso”. Così la scrittrice tedesca Helga Schneider, 72 anni, autrice di undici libri, tra i quali “Il rogo di Berlino”, edito nel 1995 da Adelphi, è quello che la rappresenta di più come memoria storica, all’incontro svoltosi nella tarda mattinata di ieri, domenica 25 aprile, in una delle sale del Museo della Liberazione di Ancona, ad Offagna, alla presenza del vicesindaco Loredana Pesaresi (il sindaco Stefano Gatto era in Calabria, nel Comune di Cerchiara Calabra per un gemellaggio), del direttore del Museo, Mario Frattesi, e della presidente dell’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nelle Marche, Luisella Pasquini. Un incontro emozionante, con la Schneider che ha raccontato, in sintesi, la sua vita, un percorso alla base del libro “Il rogo di Berlino”. La Schneider all’ età di 4 anni venne abbandonata dalla madre, e solo dopo trent’anni scoprì il perché di tale decisione, andando a trovare la madre nella sua casa di Vienna.

Un abbandono dovuto al fatto che la madre, quando vivevano a Berlino, si arruolò come ausiliaria nelle SS, diventando guardiana al campo femminile di Ravensbruck e successivamente di Auschwitz-Bierkenau. Nel dicembre del 1944 Helga e suo fratello Peter, grazie alla zia Hilde collaboratrice nell'ufficio di propaganda del ministro Joseph Goebbels, vengono scelti, insieme a molti altri bambini berlinesi, per essere “i piccoli ospiti del Führer”, null'altro che un'operazione propagandistica escogitata da Goebbels, che li porterà nel famoso bunker del Führer dove incontreranno Adolf Hitler in persona, descritto dalla scrittrice come un uomo vecchio, dal passo strascicato, con la faccia piena di rughe e la stretta di mano molle e sudaticcia. Un’autrice di spessore, tanto da vincere, nel 2000, la XV edizione del “Premio letterario Chianti” con il libro “Il piccolo Adolf non aveva le ciglia", e, nel 2003, il “Premio Elsa Morante” con il libro “Stelle di cannella” per la letteratura infantile.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-04-2010 alle 19:07 sul giornale del 26 aprile 2010 - 601 letture