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La redazione del bilancio consolidato non è un obbligo per il Comune

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La normativa è tuttavia in evoluzione e il suo percorso è strettamente correlato sia all'approvazione definitiva del regolamento attuativo dell'art. 23 bis della legge 133/20087 in materia di servizi pubblici locali a rilevanza economica, sia all'approvazione del nuovo codice delle autonomie.
Con la mozione avente per oggetto "Patto di stabilità e conteggio dei risultati economici-operativi delle Società partecipate", il Pd chiede in sostanza di allegare al rendiconto del Comune il cosiddetto bilancio consolidato, comprendente anche le risultanze economiche delle società partecipate.

Al riguardo si fa innanzitutto rilevare che l'articolo 230 comma 6 del D. Lgs 267/2000 rende facoltativa e non obbligatoria la compilazione del conto consolidato. Il principio contabile n. 4 degli enti locali emanato dall'Osservatorio per la finanza locale esordisce al punto primo "Ambito di applicazione" che la redazione del bilancio consolidato non rappresenta un obbligo di legge pur costituendo un elemento necessario ai fini della rappresentazione degli andamenti economici di un insieme di aziende comprendenti l'ente locale controllante.

La normativa è tuttavia in evoluzione e il suo percorso è strettamente correlato sia all'approvazione definitiva del regolamento attuativo dell'art. 23 bis della legge 133/20087 in materia di servizi pubblici locali a rilevanza economica, sia all'approvazione del nuovo codice delle autonomie.

Il Comune di Osimo senz'altro si adeguerà al principio contabile suddetto a seguito di una definizione normativa e previa individuazione degli strumenti e delle metodologie atte a omogeneizzare i dati contabili delle società partecipate con quelle dell'ente.

Si fa osservare al riguardo che questo Comune attualmente effettua un costante monitoraggio delle proprie società partecipate.

L'approvazione del rendiconto degli enti locali è stato anticipato al 30 aprile con 20 giorni di deposito. Le Assemblee delle Società partecipate dovranno approvare i bilanci parimenti entro lo stesso termine per cui già esiste una discrepanza nei tempi che non consentirà di avere in tempo utile i dati dei conti economici delle società partecipate per il deposito suddetto. Anche in questo caso sarà necessario un intervento del legislatore per il riallineamento dei termini previsti per l'approvazione dei rendiconti sia del Comune che delle proprie partecipate.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-04-2010 alle 17:54 sul giornale del 21 aprile 2010 - 2079 letture