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L.u.p.o., l'incontro delle Civiche sull'Astea: stucchevole

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In uno stucchevole clima conciliatorio - che segna il nuovo corso osimano tra maggioranza ed opposizione, figlio del matrimonio elettorale che vede i degni metodi delle liste civiche trasferiti alla corte ultraliberale del Pd regionale – si è svolto l’incontro sul futuro assetto di Astea dove è emerso sostanzialmente il timore di perdere il socio privato.
In uno stucchevole clima conciliatorio - che segna il nuovo corso osimano tra maggioranza ed opposizione, figlio del matrimonio elettorale che vede i degni metodi delle liste civiche trasferiti alla corte ultraliberale del Pd regionale – si è svolto l’incontro sul futuro assetto di Astea dove è emerso sostanzialmente il timore di perdere il socio privato e l’intimazione a non disturbare il manovratore, paventando anche querele o diffide legali per quanti si azzardassero a ribadire le critiche alle privatizzazioni o ai carrozzoni clientelari delle società partecipate. E’ stato rassicurato (non si capisce in base a quale assetto giuridico-normativo) che non ci sarà nessun esborso dalle nostre tasse per liquidare il socio Gpo in caso di recesso e non ci saranno perdite di posti di lavoro, quelli si , messi a repentaglio dalle irresponsabili critiche che piovono sulle scelte della nuova amministrazione e della giunta (ribadendo però la gogna di accuse ai dipendenti della parko, per carenze imputabili alla gestione); il resto è stata una sviolinata al neo-presidente Mengoni. Noi non mettiamo in dubbio la competenza o la capacità di un dipendente, tali da farlo assurgere a massimi ruoli dirigenti e tantomeno la priorità di una designazione da un ente pubblico rispetto alle imposizioni di un soggetto privato, ma il sospetto di voler mantenere il pieno controllo della società per poi operare con le mani più libere sul mercato rimane forte, viste le ulteriori professioni di fede nel mercimonio dei servizi essenziali e nel buon diritto dei privati a farne fonte di profitto - emersi anche ieri - e visti gli aumenti di tariffe e rette arrivate a stangare ulteriormente soprattutto i cittadini più poveri, colpiti dalla crisi, e le piccole imprese in difficoltà. Unico intervento fuori dal coro quello del comitato promotore della petizione popolare per la ri-pubblicizzazione dei servizi - petizione anche da noi sostenuta insieme alla lista civica Osimo in Comune - con il primo firmatario Pasquinelli che ha illustrato lo spirito ed il merito dei 17 punti che hanno incontrato il rapido consenso di centinaia di cittadini ai quali l’amministrazione ha ribadito l’intenzione di negare il diritto a discuterla in consiglio comunale, avocando disposizioni dello statuto comunale, in barba alle disposizioni in materia per legge dello stato. E’ stato detto che la nostra petizione è essenzialmente uno strumento politico, come se la politica intesa come visione del bene comune non dovesse guidare le scelte amministrative in settori che toccano i diritti fondamentali, come quelli che attengono l’erogazione di servizi assistenziali e beni essenziali; è stato detto che la nostra impostazione va bene sul piano concettuale ma non può tradursi in strumenti di intervento da lasciare – evidentemente - ancora una volta al mercato, al lucro dei privati ed alle amministrazioni liberalizzatrici. Noi ribadiamo che proprio la subalternità della politica al mercato ha portato alla crisi attuale e rispetto ai tanto citati patti di stabilità ed ai conseguenti vincoli delle leggi del governo che obbligano alle liberalizzazioni (cioè a privatizzare) è possibile aggirarle e quando sia il caso disubbidirle; abbiamo anche indicato gli strumenti, quali il ricorso all’azionariato popolare diffuso. In un paese dove le leggi vengono spesso fatte per essere disattese o raggirate, vedi il rientro dei capitali frutto di evasione fiscale e riciclaggio, non si capisce perché ciò debba essere fatto solo quando c’è in ballo l’interesse di pochi e non quando sono in ballo i diritti collettivi delle classi popolari; inoltre molti sindaci, governatori e presidenti di province e regioni ci hanno mostrato che si può e si deve disubbidire quando le leggi sono inique, basta pensare alle mobilitazioni contro la Tav, il ponte sullo stretto e le tante manifestazioni contro le previste installazioni delle centrali nucleari. Intanto invitiamo tutti i cittadini a disubbidire alla legge che introduce alla privatizzazione dell’acqua, attivandosi per il referendum popolare, la cui raccolta firme partirà dal prossimo 24 aprile, l’associazione L.u.p.o. ed Osimo in Comune saranno presenti con i banchetti, in occasione delle celebrazioni della Liberazione. Inoltre ci riserviamo le azioni più opportune per rispondere all’arroganza di questa amministrazione che, rifiutando di porre all’ordine del giorno la petizione sui servizi, mortifica non tanto noi ma i numerosi cittadini osimani che hanno espresso il loro appoggio alle nostre proposte. Lotta di Unità Proletaria Osimo


Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-04-2010 alle 18:22 sul giornale del 21 aprile 2010 - 1612 letture