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Castelfidardo: 'Ti raccolgo una idea': dal riciclo di materiali all’arte

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Dal riciclo di materiali all’Arte Contemporanea Carte riciclate, cartoni da imballo, oggetti di uso comune e scarti di lavori industriali trasformati in arte, saranno in mostra dal 10 al 25 Aprile presso l’Auditorium di San Francesco a Castelfidardo.

Dal riciclo di materiali all’Arte Contemporanea Carte riciclate, cartoni da imballo, oggetti di uso comune e scarti di lavori industriali trasformati in arte, saranno in mostra dal 10 al 25 Aprile presso l’Auditorium di San Francesco a Castelfidardo. L’idea non riguarda semplicemente il “recupero”, ma la possibilità di leggere gli oggetti ed i materiali secondo un altro punto di vista, sottraendoli al ciclo del tempo per consacrarli al mondo eterno dell’arte.

Nelle opere di Paoletti si cela all’interno un’anima fatta di vecchi imballaggi di polistirolo o di cartone. Alternando materiali di scarto a materiali nobili egli crea un continuum in cui si finisce per non distinguere più l’uno dall’altro realizzando forme e figure in bilico tra la necessità di comunicare e la volontà di non svelarsi.

Le carte, amorevolmente recuperate nelle opere di Cristina Messora, una volta distaccate dal normale ciclo vitale di tutte le cose, sembrano rigenerararsi combinandosi con segno e forme geometriche irrazionali. Arricchite dall’uso di cromie che supportano figure leggere, le sue opere ci trasportano dal terreno della vita alla suggestione delle emozioni.

In Papini materiali di scarto si mescolano ad oggetti d’uso sottratti alla monotonia della quotidianità e sublimati ad opere d’arte. Egli realizza composizioni che hanno il potere della meraviglia grazie alla ricchezza di un linguaggio mistico e spirituale. Riduttiva è l’idea del “recupero” per chi, come lui, è in grado di far perdere agli oggetti la mera qualità di essere semplicemente “cose” e di trasformarli in arte pura.

In tempi in cui il ciclo vitale degli oggetti è accorciato dal consumismo sfrenato che riduce rapidamente le “cose” in rifiuti, pensare che essi possano non solo essere recuperati, ma sublimati attraverso l’arte diventa un importante spunto di riflessione per quanti decideranno di entrare e perdersi nelle infinite possibilità di lettura di questa mostra spogliandosi di tutti ciò che è precostituito ed abbracciando un linguaggio fatto di segni, forme e colori.


Isabella Paoletti





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-04-2010 alle 19:22 sul giornale del 10 aprile 2010 - 706 letture