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Osimo in Comune: licenziamenti nell'uovo di Pasqua delle 'Liste CiNiche'

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Questa volta tocca ai dipendenti Park.o. e Astea, i quali probabilmente dovranno pagare con il proprio posto di lavoro una politica delle privatizzazioni che l'amministrazione comunale osimana sta portando avanti da dieci anni.
La sorpresa dei licenziamenti nell'uovo di Pasqua delle "Liste CiNiche"

Questa volta tocca ai dipendenti Park.o. e Astea, i quali probabilmente dovranno pagare con il proprio posto di lavoro una politica delle privatizzazioni che l'amministrazione comunale osimana sta portando avanti da dieci anni. Politica che, oltretutto, ha causato un aumento spropositato ed ingiustificato delle tariffe a carico dei cittadini osimani e della collettività tutta, nel momento in cui ha deciso di delegare a soggetto giuridico privato la gestione di determinati servizi, come il trasporto pubblico e i parcheggi alla Park'O s.r.l. e la gestione di beni e servizi essenziali come l'acqua, l'energia elettrica ed il gas metano all'Astea s.p.a.


Carrozzoni costruiti in maniera tale che finché le cose vanno bene assumono personale precario, con funzione di elettorato (molto) attivo, ma nel momento in cui le vacche sono smunte gli amministratori (di nomina politica) iniziano a non rinnovare i contratti di lavoro a tempo determinato; in linea con la politica del lavoro liberista-ricattatoria che i governi di centro-destra e di centro-sinistra hanno progressivamente e chirurgicamente messo in atto negli ultimi quindici anni.

Nel caso osimano, come spesso accade, il tutto viene rappresentato come una pièce teatrale fitta di intrighi e misteri, dove i ruoli dei personaggi spesso si confondono e si intercambiano tra loro, ed ogni tanto viene inserito qualche colpo di scena che produce pathos, in molti casi patetico, come quello messo in scena dai "civici" che, invece di ammettere il fallimento di un'operazione "sincretica" come quella di delegare a soggetti privati la gestione di beni e servizi pubblici destinati alla collettività, scaricano la responsabilità sull'inefficienza dei lavoratori: fumano troppo (forse sigarette! Altro non è specificato) e non aspettano le vecchiette che devono salire sull'autobus. Pensate che scena da commedia all'italiana: l'autista d'autobus capellone, che magari ascolta i sex pistols a tutto volume, parlando al telefonino e tirando una presunta sigaretta (guida con le ginocchia!!), gira per le vie di Osimo e non si ferma alle fermate dell'autobus dove ci sono vecchiette che si mettono ad urlare e a correre dietro al "capellone fannullone" in preda all'adrenalina che il suo corpo sta producendo grazie alla traccia musicale roboante.


Più che "civici" possiamo definirli "ciNici": "Liste Ciniche Osimo".

Adesso che il socio privato Gpo di Genova se ne vuole andare a gambe levate perché Astea non produce profitti sufficienti a giustificarne la presenza, minor introiti dovuti a minor richiesta di energia da parte di aziende che, quando non hanno chiuso, si ritrovano a regime di bassa produzione oppure in stato di morosità per insolvenza, situazione che si verifica anche tra i cittadini, i "ciNici" attaccano i lavoratori (che devono migliorare la qualità di alcuni settori) e i sindacati (strumento politico di una Sinistra Sinistrata) che vorrebbero sapere quali saranno gli sviluppi in relazione ad un eventuale riassetto societario.

La verità vera è che le due società partecipate in questione stanno facendo acqua da tutte le parti, sia nei servizi che erogano sia nella situazione finanziaria che presentano, confermando la tesi che i beni e i servizi pubblici essenziali al cittadino ed alla collettività devono essere gestiti direttamente dal soggetto pubblico, in grado di applicare una politica redistributiva dei costi, oltre a garantire posti di lavoro sicuri, fondamentali in un periodo di crisi economica strutturale come quella che stiamo vivendo, configurandosi così come camera di compensazione.


Ed in questo caso anche i sindacati confederali non dovrebbero perorare la causa del socio privato che se ne va causando licenziamenti, difendendo così un regime economico-produttivo perdente sia per i lavoratori che si troverebbero agganciati ed incatenati alle logiche della produttività, e non alla contrattazione collettiva, sia per i cittadini-utenti che pagano sin d'ora tariffe e canoni elevati e a volte ingiustificati, affinché un profitto appetibile venga garantito al socio privato che altrimenti fuggirebbe. E inoltre questa configurazione societaria va combattuta anche perché la politica commerciale che propone spinge verso un eccesso di consumo, non in linea con i principi legati ad un modello di sviluppo economico sostenibile.

Tutto scritto nella petizione popolare presentata da "Osimo in Comune", primo firmatario Fabio Pasquinelli, verso la quale l'amministrazione comunale ha deciso di "discuterne" in Giunta e non in Consiglio comunale, l'unico consesso politico rappresentativo della cittadinanza tutta!


Osimo in Comune



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-04-2010 alle 14:06 sul giornale del 06 aprile 2010 - 2686 letture