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Agostinelli: Il bluff della restituzione del canone di depurazione e dell\'IVA

3' di lettura 15/02/2010 - Apprendiamo con soddisfazione la dichiarazione dell\'ASTEA di uniformarsi alle leggi dello Stato ed alle sentenze della Corte Costituzionale, sperando che questa volta intenda passare dalle parole ai fatti; tuttavia ci sentiamo in dovere di svelare lo squallido bluff che si cela dietro i rimborsi nazionali che ha frenato i nostri propositi di richieste di documenti ed eventuali azioni legali.

Apprendiamo con soddisfazione la dichiarazione dell\'ASTEA di uniformarsi alle leggi dello Stato ed alle sentenze della Corte Costituzionale, sperando che questa volta intenda passare dalle parole ai fatti; tuttavia ci sentiamo in dovere di svelare lo squallido bluff che si cela dietro i rimborsi nazionali che ha frenato i nostri propositi di richieste di documenti ed eventuali azioni legali.

Con la firma del decreto di attuazione del dl \"Misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell\'ambiente\" convertito dalla legge 13/2009, da perte del ministro Presigiacomo in data 29/09/09 si dà via libera ai riborsi già previsti nella sopracitata legge a partire da ottobre 2009, limitandone la retroattività a soli cinque anni, ed accordando lo stesso tempo al completamento dell\'azione risarcitoria.

La legge in sostanza dice che a partire dal 30 dicembre 2008 data del decreto \"salva aziende\" n. 208, tutti i cittadini sono tenuti al pagamento del canone di depurazione purchè l\'azienda che gestisce il servizio abbia commissionato un progetto di realizzazione o di cablaggio della rete fognaria ad un depuratore stravolgendo la sostanza della sentenza n. 335 del 10.10.\'08 che legittima la richiesta di un corrispettivo all\'utente solo a fronte della effettiva erogazione dello stesso. Le AATO che coordinano le varie aziende sul territorio nazionale hanno la facoltà di determinare il corrispettivo del servizio idrico integrato garantendo alle aziende una certa percentuale di utile, ed il gioco è fatto!

Le aziende che fanno capo ad una AATO, la informano che in base ai loro calcoli dovranno rimborsare 5.000.000 di euro, nell\'arco di cinque anni ad utenti che non hanno usufruito del servizio di depurazione (in pratica 1.000.000 € per anno). L\'AATO che, ipotizziamo, corrdina un territorio di 100.000 utenti non dovrà fare altro che alzare la tariffa di 10 euto annui a tutti gli utenti (compresi quelli che non usufruiscono del servizio di depurazione) per cui oltre ad aver pagato in precedenza un servzio inesistente, ora saranno costretti ad accollarsi ulteriori oneri per autoripagarsi un disservizio che tuttora persiste !!! Inoltre alla fine del quinto anno di rimborso, le aziende potranno beneficiare dell\'aumento che oggi ci verrà applicato. Stesso discorso per l\'IVA addizzionata alla TIA che la Corte Costituzionale ha reso inapplicabile con la sentenza 238/09. Finalmente dopo sette mesi i gestori del servizio hanno deciso che era ora di uniformarsi alla sentenza ma solo dopo avere avuto assicurazioni che la cara vecchia IVA verrà sostituita come nelle intenzioni di alcuni Senatori con un nuovo o vecchio balzello del 10% come ad esempio la ex ECA in modo che anche per i possessori di partita iva debbano accollarsi questo onere senza possibilità di portarlo in detrazione con buona pace di chi li ha condannati ad un risarcimento per incostituzionalità dell\'applicazione di una tassa su un\'altra tassa.

Tutto ciò non vi sembra paradossale che stia avvenendo nella nostra Italia?

Pier Luigi Agostinelli


da Pierluigi Agostinelli
Presidente Comitato Quelli che Risparmiano 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-02-2010 alle 19:07 sul giornale del 16 febbraio 2010 - 1128 letture

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