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Pasquinelli (Osimo Sociale): \'Il Consiglio si esprima sulla petizione popolare\'

2' di lettura 10/02/2010 - La finalità della \"Petizione Sociale\" consiste nel proporre un nuovo piano di intervento pubblico per ammortizzare gli effetti violenti della crisi, fisiologicamente destinati ad abbattersi sulle classi sociali popolari, e per evitare che le risorse di capitale disinvestite dalla produzione (e dalla speculazione edilizia) siano reinvestite, tramite la finanza, nell\'esproprio \"proprietario\" dei beni comuni e dei servizi pubblici.

La finalità della \"Petizione Sociale\" consiste nel proporre un nuovo piano di intervento pubblico per ammortizzare gli effetti violenti della crisi, fisiologicamente destinati ad abbattersi sulle classi sociali popolari, e per evitare che le risorse di capitale disinvestite dalla produzione (e dalla speculazione edilizia) siano reinvestite, tramite la finanza, nell\'esproprio \"proprietario\" dei beni comuni e dei servizi pubblici.

E\' di tutta evidenza che la complessità dell\'impianto propositivo non consente una misura specifica e diretta, così come è innegabile che l\'onere di \"fare\" gravi sulle spalle del potere esecutivo (in questo caso la Giunta Comunale). Tale proposta, volutamente scevra da toni meramente propagandistici e moderatamente critica nei confronti della politica amministrativa esistente, vuole essere strumento di sollecitazione propositiva e momento vertenziale anche concertativo.

Tuttavia non è condivisibile sostenere che la naturale collocazione della discussione nel merito sia la Giunta Comunale, in quanto, da un lato, i cittadini firmatari hanno il diritto che sia il Consiglio Comunale, pubblicamente, a confrontarsi e magari esprimersi con un voto sulle proposte, dall\'altro, non vi sono ragioni di carattere istituzionale che giustifichino l\'assegnazione in capo all\'organo presieduto dal Sindaco di competenze esclusive per materia.

Si esprima il Consiglio Comunale, così come richiesto dai cittadini firmatari, in modo che la Giunta avrà maggiori strumenti e legittimazioni per rafforzare il proprio intervento nell\'economia pubblica. Sarebbe, oltre che rispettoso della legalità e della partecipazione democratica - di cui il Consiglio Comunale è massima espressione -, un gradito cambiamento di rotta, visto che negli ultimi dieci anni troppe cose sono andate troppo avanti, senza passare al vaglio del Consiglio degli eletti.



Fabio Pasquinelli





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-02-2010 alle 18:32 sul giornale del 11 febbraio 2010 - 754 letture

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