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L\'Orda, uno spettacolo per riflettere sulle ineguaglianze sociali

3' di lettura 01/02/2010 - Uno spettacolo come \"L\'ORDA\" ha ripristinato una informazione su ciò che è stato, sui chiari e scuri di un passato che gli organizzatori sperano costituisca un momento che possa far crescere la consapevolezza nel comprendere quanto di errato c\'è nelle scelte poste in essere nel prevedere l\'emanazione di norme che si sono inventato il reato di essere \"poveri\" e senza \"diritti\", per il solo motivo di essere nati in parti di un mondo che è considerato diverso dal nostro.

OSIMO, una serata diversa al Teatro la Fenice. Infatti come da programma Venerdi 29 gennaio la \"Compagnia delle Acque\" e la voce narrante di Gualtiero Betelli è stata rappresentata \"L\'ORDA\"(quando gli albanesi eravamo noi) testi e ricerca iconografica di GIAN ANTONIO STELLA. Una voce fuori linea che ha raccontato la storia, sottolineo la storia degli ultimi centocinquant\'anni di cui non se ne parla o si prova a raccontarla come fa più comodo o più utile e funzionale alle politiche dell\'oggi. Una voce narrante, le musiche, le poesie e le foto hanno messo in evidenza il vissuto che hanno caratterizzato la storia delle migrazioni dall\'Italia verso le altre nazioni più sviluppate : Stati Uniti, Canada, Argentina, Sud Africa, Australia, Francia, Belgio , Germania e Svizzera. Un vissuto in cui i nostri avi, ma non solo quelli del secolo scorso, ma anche e sopratutto quelli che hanno migrato fino al 1977, anno in cui è cominciata l\'inversione di tendenza e cioè del ritorno o meglio dell\'inizio delle migrazioni verso il nostro Paese.


Una scelta di programmazione di iniziative sui temi degli obiettivi del TARGET 2015 a cui le associazioni a-partitiche I CANTIERI DI PACE e OGNI GIORNO VALE hanno dato vita nell\'arco del 2009 insieme alla CARITAS, con l\'intento di far crescere l\'attenzione sui temi della pace e dei diritti uguali per tutti. Gabriele Villani nel presentare lo spettacolo insieme agli altri protagonisti del Comune di Osimo e della Caritas Diocesana, ha evidenziato l\'obiettivo che si è voluto raggiungere nello scegliere un tale tipo di spettacolo: raccontare la storia e riportare i fatti per quelli che sono stati e cioè che anche i nostri migranti erano clandestini e quando partivano la loro speranza fosse quella di andare a trovare un lavoro ed un lavoro ben retribuito ed invece spesso, come testimoniano le foto e le testimonianze scritte trovavano lavori retribuiti male o non retribuiti, ed erano costretti a vivere in dieci in una stanza.


Ma le storie narrate hanno messo in evidenza anche i tanti migranti che anche senza documenti una volta in quei Paesi hanno rivestito ruoli e incarichi di prestigio e di comando, tali che nel tempo hanno fatto degli italiani delle persone si considerate nere e di seconda categoria, ma anche persone geniali e da rispettare. Oggi dove la tendenza a riscrivere la storia o a negarne i fatti più eclatanti come quelli sulle leggi razziali e sulle camere a gas, uno spettacolo come \"L\'ORDA\" ha ripristinato una informazione su ciò che è stato, sui chiari e scuri di un passato che gli organizzatori sperano costituisca un momento che possa far crescere la consapevolezza nel comprendere quanto di errato c\'è nelle scelte poste in essere nel prevedere l\'emanazione di norme che si sono inventato il reato di essere \"poveri\" e senza \"diritti\", per il solo motivo di essere nati in parti di un mondo che è considerato diverso dal nostro.


da Michelangelo Tumini
coordinatore Sinistra e Libertà
ambito Aspio-Musone





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-02-2010 alle 16:12 sul giornale del 02 febbraio 2010 - 938 letture

In questo articolo si parla di cultura, teatro la nuova fenice, michelangelo tumini, offagna, immigrazione, sinistra e libertà





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