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Uscito il primo numero di \'A pugno chiuso\'

3' di lettura 31/01/2010 -

Perché  un nuovo giornale? Leggendo la domanda che vi sottoponiamo qui nel titolo, verrebbe da rispondere così:  \"perché mai quanto oggi ce n\'era bisogno\". Per due motivi, il primo politico e il secondo di metodo.



È uscito il primo numero del mensile A PUGNO CHIUSO

Perché un nuovo giornale?

Leggendo la domanda che vi sottoponiamo qui nel titolo, verrebbe da rispondere così: \"perché mai quanto oggi ce n\'era bisogno\". Per due motivi, il primo politico e il secondo di metodo.

La questione politica nasce da un contesto locale e regionale, in cui i partiti tradizionalmente riconducibili alla generica definizione di \"sinistra radicale\", sono stati ormai formalmente (Sinistra e Libertà) o sostanzialmente (Rifondazione) inghiottiti da quel calderone appositamente costruito che è il Partito Democratico. E pure laddove l\'apparenza può suggerire altro, sono stati portati a condurre un\'azione politica in funzione della volontà del più forte, costretti da quella machiavellica logica di \"politica come mantenimento del potere\", che oggi è ormai necessaria alla sopravvivenza di un piccolo schieramento e rappresenta la preoccupazione quotidiana per i rispettivi dirigenti, se non si vuole scendere dal carrozzone istituzionale. Ci riferiamo alla grande spartizione delle poltrone in comuni, province e regioni. Dentro questa prospettiva, si apre per il movimento che il mensile autofinanziato \"A pugno chiuso\" esprime, una ghiotta occasione di colmare lo spazio vuoto alla sinistra dello schema partitico. Un buco che si potrà riempire, cominciando col riavvicinarsi ai lavoratori, dai metalmeccanici a chi sta nella funzione pubblica.

La ragione di metodo, legata alla prima, riguarda prettamente l\'informazione. La pluralità di testate giornalistiche in Italia è per noi una mistificazione della realtà, dove invece i contenuti diffusi dai mass-media sono quelli bipartisan imposti dal quadro parlamentare, che attraverso la censura fissa dei paletti invalicabili. La strategia dell\'informazione, è l\'aspetto più emblematico di quella trasversalità fra schieramenti - da destra a sinistra, come dimostrano il legami fra la Sanitopoli pugliese e i festini di Papi - che denota un\'alleanza, fatta anche di conflitti, fra i grandi gruppi finanziari italiani, i quali sono presenti con ingenti capitali in ogni consiglio di amministrazione di giornali e televisioni. Le conseguenze di questo cancro si ripercuotono anche ad Osimo, soprattutto in vista della grande ammucchiata - grosse koalition per palati più fini - prevista nel centrosinistra alle regionali 2010. Così, come avviene sul piano nazionale, anche qui le lotte sociali dei movimenti di base, escluse dal consiglio comunale, non trovano spazio sulla stampa quando si parla di tematiche come la privatizzazione dei servizi, la cementificazione del territorio e il welfare locale solidale con le famiglie. Su questo terreno, i partiti che rappresentano gli interessi dell\'imprenditoria affarista sono troppo compromessi e quindi costretti a sbarrare l\'accesso nell\'informazione ai gruppi come noi, che cercano di conferire una razionalità alla rabbia popolare, la quale è spesso disorientata, qualunquista e dispersiva, proprio come vogliono i potenti di turno.

L.U.P.O. - Osimo in Comune

da L.U.P.O. (Lotta Unità Proletaria Osimo) e Osimo in Comune






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-01-2010 alle 14:46 sul giornale del 01 febbraio 2010 - 3362 letture

In questo articolo si parla di attualità, simone bompadre, osimo in comune





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