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comunicato stampa

Parte la petizione popolare: 17 punti di rilancio economico e giustizia sociale

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Il comitato promotore della proposta di delibera popolare, l\'associazione L.u.p.o. e la lista civica Osimo in Comune hanno presentato al sindaco Simoncini ed al presidente del consiglio comunale Gallina le prime 400 firme dei cittadini residenti o lavoratori nel territorio osimano, raccolte nei tre presidi autorizzati, inerenti provvedimenti per un ritorno ad una gestione pubblica e trasparente dei servizi.

Il comitato promotore della proposta di delibera popolare, l\'associazione L.u.p.o. e la lista civica Osimo in Comune hanno presentato al sindaco Simoncini ed al presidente del consiglio comunale Gallina le prime 400 firme dei cittadini residenti o lavoratori nel territorio osimano, raccolte nei tre presidi autorizzati, inerenti provvedimenti per un ritorno ad una gestione pubblica e trasparente dei servizi - in particolare l\'acqua che al pari di altri beni collettivi deve avere riconosciuto uno status di bene universale inalienabile il cui accesso deve essere garantito e pubblico in quanto diritto umamo - per concrete misure anticrisi che perseguano tariffe e canoni sociali fino alla gratuità per famiglie e quanti hanno perso il lavoro in difficoltà economica.



La proposta che dovrebbe essere messa all\'ordine del giorno del consiglio comunale anche senza che sia presentata da un consigliere, raggiunto il numero di consensi richiesto come da statuto comunale, propone anche l\'accorpamento dei consigli di amministrazione delle società partecipate, inutili carrozzoni clientelari il cui costo non deve gravare sui meno abbienti, in tempo di crisi, la creazione di appositi organi di controllo composti da utenti, lavoratori e rappresentanti dell\'opposizione, propone l\'aggiramento di eventuali leggi nazionali quando impongano la privatizzazione, attraverso forme di azionariato popolare diffuso, misure che colpiscano la rendita parassitaria e la speculazione (in particolare immobiliare ed edilizia) ed incentivino la concessione di canoni e mutui agevolati.



In tutto 17 punti collegati in un disegno organico di rilancio economico e giustizia sociale, a differenza dei contradditori provvedimenti annunciati dall\'amministrazione che rincorrono le contingenze senza un progetto complessivo, un disegno che vede al centro il ritorno in mano pubblica dei settori legati ai servizi, all\'energia, soprattutto per quelle aziende che hanno ampie prospettive di crescita, come Astea, grazie alla scoperta dei giacimenti di gas ed alla dimensione concorsiale, che non devono essere ulteriormente privatizzate per fare facile cassa adesso da scontare in futuro ma, anzi, devono essere totalmente acquisite in mano pubblica e fare da volano per quelle attività che hanno natura necessariamente assistenziale.

La raccolta firme proseguirà almeno fino al 5 febbraio, quando presenteremo ai cittadini le prospettive dell\'iniziativa anche con la creazione di adeguati strumenti di lotta e di vertenza collettiva in un incontro pubblico previsto proprio alla sala Astea, azienda che nella nostra visione non va assolutamente penalizzata ma migliorata al servizio degli interessi della comunità.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-01-2010 alle 19:35 sul giornale del 22 gennaio 2010 - 1157 letture