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Cavina (IDV): Rifiuti, Il punto sul rimborso IVA

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Il 13 gennaio scorso, in merito alla questione sollevata dall\'IdV a proposito dell\'illegittimità dell\'IVA sulla TIA, l\'amministrazione comunale ha diffuso un comunicato stampa in \"politichese\", pieno di tecnicismi incomprensibili alla quasi totalità dei cittadini.

Il 13 gennaio scorso, in merito alla questione sollevata dall\'IdV a proposito dell\'illegittimità dell\'IVA sulla TIA, l\'amministrazione comunale ha diffuso un comunicato stampa in \"politichese\", pieno di tecnicismi incomprensibili alla quasi totalità dei cittadini. Siccome l\'IdV, come abbiamo già avuto modo di dire, si prefigge innanzitutto che tutti possano capire il merito dei problemi e come vengono risolti, proviamo sinteticamente e con chiarezza a fare il punto della situazione.

La sentenza della Corte Costituzionale \"sembra\" aver messo la parola fine sulla vicenda e si sta aspettando che il legislatore (il Parlamento) modifichi la legge. Alcune società di gestione come l\'Asit di Narni, l\'Ato di Messina e L\'Amiu di Genova hanno già comunicato ai cittadini la sospensione dell\'IVA, mentre altri, e tra questi l\'Astea di Osimo, continuano a farla pagare fino a nuovi sviluppi.


Attualmente nessun emendamento sia della maggioranza che dell\'opposizione, è passato, ma visto che, solo per i rimborsi, si parla di una somma che va da 0.5 a 1.3 miliardi di euro, la maggioranza di governo sta tentando in tutti i modi di vanificare gli effetti della sentenza. Al momento, in caso di rimborso, la formula più probabile sembra sia l\'introduzione di un credito d\'imposta sulla denuncia dei redditi, ma ,lo ripetiamo, si sta facendo di tutto per non rendere nemmeno un euro ai cittadini. A questo proposito, tra i tanti emendamenti presentati in commissione bilancio del Senato, ce n\'è uno della Senatrice Bonfrisco (PDL) che vogliamo portare a titolo d\'esempio.

Esso, pur confermando che la TIA è esente dall\'IVA, reintroduce, con effetto retroattivo, un\'altra tassa (l\'ex ECA) pari, guarda caso, proprio al 10% dell\'imponibile, pari quindi all\'IVA.

La conseguenza appare chiara al comma 3 dell\'emendamento che citiamo testualmente: \"l\'imposta sul valore aggiunto corrisposta dai soggetti diversi dagli esercenti arti e professioni o dagli imprenditori con regime di detraibilità totale o parziale, è integralmente compensata con l\'addizionale erariale\"(ECA) e quindi \"gli enti gestori della tariffa di cui sopra, non dovranno procedere al rimborso dell\'imposta sul valore aggiunto\"(IVA) .


Tradotto significa che i cittadini non vedranno mai i rimborsi IVA che legittimamente hanno chiesto, perché l\'IVA, sostanzialmente, \"cambia nome\"!!!

Questo cambiamento, però, riguarda solo i privati cittadini. Per le aziende, infatti, che non hanno presentato e non presenteranno richieste di rimborso, perché hanno \"scaricato\" l\'IVA, tutto rimane come prima. Se fosse stata resa valida anche a loro la logica di applicare l\'ex ECA si sarebbe giunti al paradosso di vedere le aziende rifondere all\'Erario l\'IVA recuperata in questi anni sulla TIA.

Un vero e proprio \"salto mortale\" legislativo, che vede cittadini ed imprenditori diversi rispetto alla stessa tariffa, in maniera di poter cambiare tutto senza cambiare nulla; senza, insomma, rendere un euro ai cittadini!!!

Grazie al cielo questo emendamento sembra non essere passato, ma, come dice il proverbio, se il buon giorno si vede dal mattino ………

Il Coordinatore IdV Osimo

Giuseppe Cavina


Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-01-2010 alle 10:34 sul giornale del 20 gennaio 2010 - 1449 letture