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comunicato stampa

Tassa rifiuti, gli aumenti dal 2005 al 2010 motivati da costi discariche

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In riferimento agli aumenti, dal confronto della tariffa dal 2005 al 2010, si può vedere che gli incrementi sono stai sempre motivati dal lievitare dei costi di smaltimento (discariche), tranne nell\'ultima tariffa in cui è stato spesato il costo di trasformazione del servizio per il passaggio al porta a porta. 

La sentenza della Corte Costituzionale n. 238 del 24 luglio 2009 precisa che lo scrutinio di legittimità riguarda unicamente la tariffa di cui all\'art.49 del Dlgs 22/97 (cd. \"Decreto Ronchi\") poichè si tratta dell\'unica tariffa applicabile . La tariffa del \"Codice Ambientale\" di cui all\'\'art. 238 del Dlgs 152/06, ribattezzata in sentenza \"tariffa integrata ambientale\", è infatti tuttora priva del relativo regolamento. Astea è in continuo contatto con le fonti Ministeriali e delle associazioni di categoria ( Federambiente) in attesa di un regolamento attuativo che sancisca le nuovi fasi di gestione e le eventuali forme di rimborso agli utenti.


Per quanto riguarda il gestore e gli utenti (in particolare le utenze non domestiche), soggetti passivi di IVA, non dovrebbero esserci conseguenze, poichè dovrebbe risultare applicabile il principio della tutela dell\'affidamento e delle buona fede del contribuente, sancito dall\'art.10 della legge 212/2000 di derivazione costituzionale.


In forza a tale principio, un soggetto passivo che ha fatto affidamento alle pronunce dell\'amministrazione finanziaria (circolari, risoluzioni e decreti) non può subire conseguenze pregiudizievoli da eventuali mutamenti di opinione dell\'amministrazione stessa. Nella fattispecie va ricordato che l\' Agenzia delle Entrate si era più volte pronunciata in favore dell\'applicabilità dell\'IVA alla TIA, in ragione della ipotizzata natura corrispettiva di questa ( da ultimo con la risoluzione n. 250/E del 2008).


Rimane il problema del rimborso alle famiglie per il quale si attendono indicazioni dal Ministero, fermo restando che l\'imposta IVA ha carattere di \"partita di giro\" per il gestore del servizio, che quindi potrà restituirla solo a seguito dell\'intervento del soggetto (Ufficio delle Entrate) al quale è stata versata.

Il decreto \"Milleproroghe\" n. 194/2009 blocca fino al 30/06/2010 e di fatto per tutto il 2010 la possibilità di effettuare il passaggio dalla Tarsu alla Tia prevista dal codice ambientale. Il Comune di Osimo, per mezzo del gestore del Servizio Igiene Urbana (Astea), ha deciso di adeguarsi a quanto previsto dall\'art. 49 del Dlgs 22/97 e applicare la tariffa igiene urbana in sostituzione della vecchia Tarsu.


In base alla normativa vigente l\'unico sistema \"normalizzato\" è quello previsto dal Dpr 158/99. Fino al 1997 il sistema di finanziamento dei costi sostenuti dagli Enti Locali si basava sull\'imposizione agli utenti di un tributo (Tarsu) delineato dal Dlgs n. 507/1993 e imperniato sulla occupazione da parte degli utenti degli spazi adibiti a qualsiasi uso sul territorio Comunale. Tale sistema, fortemente sperequativo, non teneva affatto conto della produzione specifica dei rifiuti, ipotizzando e legando direttamente tale produzione alla metratura dell\' edificio occupato o in uso. Pertanto il singolo utente che utilizzava un appartamento di 100 mq pagava quanto una famiglia di 4 persone (quindi con una maggiore quantità di rifiuti prodotta).


Il Dlgs 22/97 ha introdotto in Italia un nuovo modello di prelievo, per sostenere i costi di smaltimento e di gestione dei rifiuti solidi urbani, che si fonda su un sistema tariffario composto da una parte fissa e una parte variabile. L\'art 49 dispone in particolare che \" la tariffa è composta da una quota determinata in relazione alle componenti essenziali di costo del servizio, riferite in particolare agli investimenti per le opere e i relativi ammortamenti, e da una quota rapportata alla quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all\'entità dei costi di gestione, in modo che sia assicurata la copertura totale dei costi di investimento e di esercizio\".


Il sistema tariffario introdotto dall\'art 49 del Dlgs 22/97 sembra rispondere pienamente ai principi di \"sostenibilità ambientale\" , \"efficienza, efficacia ed economicità\" ed \"equità contributiva\", nonchè al principio sancito dal Parlamento Europeo nella Direttiva del 19 novembre 2008 n. 2008/98/Ce che richiama il principio secondo cui \"chi inquina paga\". Astea, nel rispetto di quanto sopra richiamato e con la contemporanea applicazione dei Piani Regionali e Provinciali sulla trasformazione del servizio (porta a porta) sta ottenendo un duplice importante risultato:


- l\'aumento della percentuale della raccolta differenziata ( già sopra il 40% del 2009), per adeguarsi anche qui a quanto previsto dalla normativa e raggiungere l\'obiettivo del 65% nel 2012;

- l\'adozione di un sistema di raccolta puntuale (porta a porta) già predisposto per la natura intrinseca del servizio e per gli accorgimenti tecnici adottati a poter applicare entro pochi anni un sistema di misurazione puntuale che possa rispondere al meglio alle esigenze dell\'utenza nel rispetto delle normativa vigente.


Infine, in riferimento agli aumenti, dal confronto della tariffa dal 2005 al 2010, si può vedere che gli incrementi sono stai sempre motivati dal lievitare dei costi di smaltimento (discariche), tranne nell\'ultima tariffa in cui è stato spesato il costo di trasformazione del servizio per il passaggio al porta a porta.


Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-01-2010 alle 14:29 sul giornale del 13 gennaio 2010 - 3887 letture