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Cavina (IDV): \'La TIA va applicata secondo la \'misurabilità\' dei rifiuti prodotti\'

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Riteniamo oltretutto sia una grave inesattezza affermare che con la Tia l\'utente paga i \"veri rifiuti accumulati\"! L\'Amministrazione Comunale sa bene infatti che il D.P.R. N°158/99, che regola il metodo per definire la tariffa da applicare, prevede che la parte variabile della medesima, tuttora calcolata  solo in base al numero di componenti il nucleo familiare, debba arrivare, dopo una fase transitoria, ad una tariffazione puntuale basata su forme certificabili di attribuzione del rifiuto prodotto dalle singole utenze.

In merito alle precisazioni fatte dalle Liste Civiche sulla questione inerente la tariffa rifiuti sollevata dall\'IdV replichiamo che:

  1. Quanto abbiamo detto nel nostro comunicato è esplicitamente riferito all\'illegittima applicazione dell\'IVA e ciò vale anche dopo la trasformazione da tassa(TARSU) a tariffa (TIA) perché, citiamo testualmente la sentenza 238/09 della Corte Costituzionale al punto 7.2.3.6: \"entrambe le entrate debbono essere ricondotte nel novero di quei «diritti, canoni, contributi» che la normativa comunitaria esclude in via generale dall\'assoggettamento ad IVA, perché percepiti da enti pubblici «per le attività od operazioni che esercitano in quanto pubbliche autorità\". A questo proposito non c\'è alcun cenno nella precisazione dell\'Amministrazione Comunale.

    Riteniamo oltretutto sia una grave inesattezza affermare che con la Tia l\'utente paga i \"veri rifiuti accumulati\"!!

    L\'Amministrazione Comunale sa bene infatti che il D.P.R. N°158/99, che regola il metodo per definire la tariffa da applicare, prevede che la parte variabile della medesima,tuttora calcolata solo in base al numero di componenti il nucleo familiare, debba arrivare, dopo una fase transitoria, ad una tariffazione puntuale basata su forme certificabili di attribuzione del rifiuto prodotto dalle singole utenze. I nostri amministratori si vantano di aver introdotto fin dal 2000 la TIA, ma per ottenerne i benefici pensati dal legislatore in termini ambientali,economici e di equità per gli utenti, avrebbero dovuto provvedere, dopo una fase transitoria, alla \"misurabilità\" dei rifiuti delle singole utenze. Questa fase transitoria dura ormai da 10 anni: quanto dovremo ancora aspettare? Vi sembra plausibile che per avere un minimo d\'incentivo alla raccolta differenziata il cittadino osimano debba prendere la macchina per recarsi al centro di raccolta di S.Biagio, soprattutto se abita dalla parte opposta della città? Vi sembra sia di stimolo alla partecipazione, ecologicamente sostenibile e senza sperequazioni? Del resto poi i fatti parlano chiaro, le nostre bollette anche e soprattutto con la TIA sono sempre inesorabilmente aumentate in questi 10 anni.


  1. Se è vero che il sistema \"porta a porta\" determina una riduzione del 65% di rifiuti da portare in discarica, come mai per anni l\'Amministrazione delle Liste Civiche, nonostante le sollecitazioni, non ha fatto nulla per implementarla? Invece di aspettare il 2011 per avere un beneficio economico si poteva averlo già da tempo senza aggravare ulteriormente la situazione ambientale e tra l\'altro incrementando l\'occupazione.

  1. Vorremmo ricordare infine, a proposito dell\'autonomia dell\'Astea, che il Comune di Osimo è attualmente il socio con la maggioranza relativa e che il Piano Finanziario Tariffa Rifiuti viene sottoposto annualmente al vaglio del Consiglio Comunale per la sua approvazione. A ciò aggiungiamo anche che il Sindaco, in situazioni come quella segnalata a proposito dell\'illegittimità dell\'Iva sulla TIA , ha il dovere di farsi carico degli interessi della collettività disponendone l\'immediata cancellazione.

Il Coordinatore IdV Osimo

Giuseppe Cavina



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-01-2010 alle 12:09 sul giornale del 09 gennaio 2010 - 1522 letture