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comunicato stampa

Situazione a Gaza, presidio in Piazza Boccolonico della L.U.P.O.

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Si è svolto il presidio in solidarietà con la \"gaza freedom march\" lo scorzo 30 dicembre in piazza Boccolino ad Osimo. L\'iniziativa ha avuto una buona partecipazione e momenti significativi, come quando  siamo riusciti a collegarci con Vittorio Arrigoni da Gaza che ci ha aggiornato sulla situazione difficile a causa del diniego delle autorità egiziane, disposte a concedere l\'ingresso ad una sola delegazione composta per lo più da americani.
Si è svolto il presidio in solidarietà con la \"gaza freedom march\" lo scorzo 30 dicembre in piazza Boccolino ad Osimo. L\'iniziativa ha avuto una buona partecipazione e momenti significativi, come quando siamo riusciti a collegarci con Vittorio Arrigoni da Gaza che ci ha aggiornato sulla situazione difficile a causa del diniego delle autorità egiziane, disposte a concedere l\'ingresso ad una sola delegazione composta per lo più da americani, proposta respinta sia da Hamas che dalla gran parte dei volontari internazionali, i quali insistono per entrare in massa dai valichi di Rafah e di Eretz, organizzzando proteste e manifestazioni; oltre all\'opera di informazione sono anche stati attaccati sull\'albero di natale che campeggia da giorni sulla piazza i nomi delle 1415 vittime, molti donne e bambini, provocate dalla invasone israeliana dello scorso anno con la criminale operazione denominata \"piombo fuso\", collegandoci così simbolicamente con quanto avviene in questi giorni nella striscia di Gaza, dove sono esposti identici elenchi.
di seguito aggiungiamo il volantino distribuito ai cittadini osimani:

Solidarietà alla \"gaza freedom march\"

In queste ore migliaia di volontari provenienti da oltre 52 paesi insieme a tanti palestinesi ed israeliani sono bloccati in Egitto ed in Cisgiordania mentre tentano di raggiungere i valichi di Rafah ed Eretz per rompere l\'asssedio militare, economico e diplomatico con il quale le potenze imperialiste ed i loro alleati, anche nel mondo arabo, stanno cingendo la popolazione di Gaza.

Soprattutto l\'Egitto si sta distinguendo per la sua linea collaborazionista, allineata ai diktat sionisti, progettando di costruire un muro di metallo che dovrà scendere fino a 20 metri di profondità per sigillare i tunnel, uniche vie atte a garantire i rifornimenti e la sopravvivenza alla popolazione assediata; il governo egiziano sta frapponendo in questi giorni ostacoli e misure repressive contro i partecipanti alla marcia, consentendo soltanto a qualche container con aiuti umanitari di attraccare agli scali e concedendo l\'ingresso soltanto a qualche sparuta delegazione, giusto con l\'intento di salvare la faccia.

Nei giorni scorsi si sono levate numerose forme di protesta verso le autorità egiziane, anche dalla nostra città, con e-mail e telefonate che esortano a concedere l\'ingresso in massa ai volontari e questo presidio vuole essere una ulteriore forma di pressione e un doveroso omaggio in ricordo delle vittime dei massacri israeliani perpetrati con l\'operazione \"piombo fuso\"

di cui ricorre in questi giorni l\'anniversario.

Infatti il 27 dicembre 2oo8 le truppe sioniste ricevettero il disco verde per un\'operazione che si poneva l\'obiettivo della punizione collettiva per la popolazione civile, rea di aver democraticamente eletto, 2 anni prima, una leadership non gradita e voleva altresì decapitare la struttura politica e sociale di Hamas.

Gli israeliani riuscirono soltanto nel primo intento:1415 vittime, molte donne e bambini, più di 5ooo feriti e mutilati, 11.000 case distrutte, ospedali e 200 fabbriche rasi al suolo, oltre 100.000 sfollati rimasti senza tetto.

Israele fece uso di armi proibite, dal fosforo bianco alle armi nucleari a gettata limitata, bombe a microframmentazione ed altre usate in via sperimentale per le quali è stata condannata dal tribunale internazionale delle Nazioni Unite per crimini di guerra; in conseguenza dell\'impiego di tali armi in una delle aree più densamente popolate del mondo sono aumentati i livelli di inquinamento chimico e radioattivo, sono rimasti avvelenati i pozzi d\'acqua, si registrano aumenti esponenziali di tumori e leucemie, si rilevano malformazioni genetiche, soprattutto sui neonati che si prevedono aumentare per il futuro… insomma Israele oltre alle devastazioni ed ai massacri immediati dei bombardamenti ha perseguito il genocidio scientifico per rallentare la crescita demografica della popolazione araba.

Grande è la responsabilità e l\'ignavia dei paesi occidentali e dei governi arabi corrotti, i quali avallano l\'assedio di Gaza, sempre più ridotta ad una prigione a cielo aperto; criminale la politica estera degli Usa che con Obama, insignito con paradossale cinismo del nobel per la pace, si pone in continuità con l\'amministrazione Bush proseguendo e rafforzando la guerra ai musulmani in Afghanistan, Somalia, Medio Oriente, riempiendo di basi e consiglieri militari l\'America Latina, preparando i futuri interventi per spezzare le resistenze dei popoli al loro ordine imperiale, ordine di cui Israele costituisce il fedele avamposto militare nel cuore del mondo islamico, oltre che il bastione ideologico.

Invitiamo a sostenere la stoica e quotidiana Resistenza delle donne, dei bambini, dei combattenti mai piegati di Gaza e della causa palestinese, appoggiamo il legittimo governo popolare costituito da Hamas, contro le menzogne dei collaborazionisti, oggi purtroppo al vertice dell\'ANP, Boicottiamo Israele nelle forme che possiamo, anche con il boicottaggio economico e commerciale, evitando di acquistare prodotti di sua provenienza e di investire in banche o agenzie ad esso collegate.

Lotta di Unità Proletaria Osimo



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-01-2010 alle 15:55 sul giornale del 02 gennaio 2010 - 1283 letture