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Osimo in Comune: petizione popolare per Astea e partecipate

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Osimo in Comune presenterà a breve una proposta di iniziativa popolare, con relativa petizione, riguardante misure di salvaguardia dei beni e servizi pubblici che possono adattarsi al caso Astea come ad altre società partecipate erogatrici di servizi.

Riteniamo di dover intervenire riguardo i problemi posti nella ridefinizione del consiglio di amministrazione, la nomina dell\'amministratore delegato e le nuove competenze spettanti ad Astea derivanti dal consorzio di comuni di cui Osimo si pone come capofila, problemi che sembrano spingere il socio privato Gpo di Genova a recedere per chiedere la liquidazione della sua parte di capitale.

Questa vicenda dimostra ancora una volta che gli investitori privati hanno il solo obiettivo di fare profitti e controllare le politiche amministrative e gestionali delle società partecipate di cui vanno a rilevare le quote e questo si pone in inevitabile contrasto con quelle attività e quei servizi di rilevanza sociale la cui fruizione deve essere garantita a tutti, specialmente ai cittadini ed alle famiglie più disagiate, al dì là della rilevanza economica.

Osimo in Comune presenterà a breve una proposta di iniziativa popolare, con relativa petizione, riguardante misure di salvaguardia dei beni e servizi pubblici che possono adattarsi al caso Astea come ad altre società partecipate erogatrici di servizi.

Possiamo anticipare la proposta di mantenere o recuperare la maggioranza assoluta e il controllo strategico pubblico di dette società e quando la privatizzazione fosse resa obbligatoria dalle leggi dei governi liberisti di destra-sinistra succedutesi in questi anni (come il dl 135-2009 su 23 bis133-2008 che consente la privatizzazione di un bene essenziale alla vita stessa come l\'acqua) suggeriamo di aggirarla mediante forme di partecipazione azionaria diffusa da parte degli utenti i quali dovrebbero anche essere rappresentati adeguatamente in un comitato di controllo sugli enti di gestione dei servizi pubblici con poteri ispettivi e di accesso agli atti; tale comitato dovrebbe essere composto anche da tecnici, rappresentanti dei lavoratori e consiglieri di minoranza e dovrà avere il compito di assicurare trasparenza politica e monitorare la gestione finanziaria degli enti, l\'applicazione dei diritti dei lavoratori e degli utenti, la congruità delle tariffe.

Nella nostra petizione chiediamo anche di riformare i consigli di amministrazione delle società partecipate inserendo un esponente indicato dalle opposizioni, uno indicato dai lavoratori ed uno dagli utenti, chiediamo di abolire le indennità per sostituirle con un gettone di presenza da equiparare a quello dei consiglieri comunali, suggeriamo di ridurre od eliminare i lauti compensi per manager e consulenti e di arrivare gradualmente ad un unico consiglio di amministrazione che accorpi le società partecipate in vista di un loro completo ritorno in mano pubblica per una gestione negli interessi collettivi, libera da ricatti clientelari e dagli appetiti degli speculatori.

Aziende che hanno dinnanzi ampie prospettive di crescita, viste anche le recenti scoperte di riserve di gas sul nostro territorio, devono restare a maggior ragione in mano pubblica e fare da volano per quelle attività necessariamente meno lucrative o in perdita per la loro natura assistenziale.

La petizione popolare sarà presentata durante un incontro conviviale presso il centro sociale dell\'area attrezzata di campocavallo sabato 19 dicembre a partire dalle ore 19.00.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-12-2009 alle 14:30 sul giornale del 15 dicembre 2009 - 1930 letture