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Severini (PD): \'Ex Corridoni. Bene, la maggioranza rivede la sue scelte\'

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Finalmente un\'azione molto forte di una consigliera di minoranza del Pd, che è stata raccolta con grande risalto dai più attenti organi di stampa, è stata capace di indurre la Maggioranza a cambiare opinione su di un tema tanto scottante, come l\'edilizia urbana del centro storico.

Finalmente un\'azione molto forte di una consigliera di minoranza del Pd, che è stata raccolta con grande risalto dai più attenti organi di stampa, è stata capace di indurre la Maggioranza a cambiare opinione su di un tema tanto scottante, come l\'edilizia urbana del centro storico.

Le foto del Corridoni hanno messo l\'A.C. con le spalle al muro, tanto che Latini ha dichiarato di aver a cuore il destino dell\'Archivio e del Palazzo pubblico. Ha detto ciò dopo aver elaborato una proposta di delibera che indicava pesantissimi cambi di destinazione d\'uso e relativi aumenti di cubatura e modifiche interne sulle altezze e quindi sull\'intera struttura originale del primo decennio del Novecento.

I palazzi Viglietti ed Ex Mulino Bianchi hanno certamente molto scandalizzato la cittadinanza ed ora c\'è un\'attenzione tutta particolare verso la vicenda.


Malgrado i tentativi dell\'A.C. di \"rigirare la frittata\", le foto documentano lo stato di incuria del palazzo e dell\'Archivio, gettando le Liste Civiche in una condizione di grave difficoltà, soprattutto nei riguardi della parte della città più avanzata ed attenta che svolge un ruolo di egemonia culturale. Ma in questo caso siamo stati noi che abbiamo spinto questa parte della città a considerare la gravità della questione e ad esprimersi con chiarezza. E non è poco, anzi è moltissimo..

Di fatto l\'Amministrazione Comunale, da quando sono state pubblicate le foto in cui emerge lo stato di degrado del Corridoni e del conseguente rischio per il patrimonio archivistico che esso contiene, ha più volte dichiarato di propendere per il mantenimento pubblico del palazzo.

Ciò è chiaramente in netto contrasto con la proposta di delibera ferma e rimandata per tre consigli comunali in cui si propone di deliberare in favore di un cambio di destinazione d\'uso che comprende l\'aumento di volume pari al 10% da attuare mediante piano di recupero: Usi previsti Attività dell\'Amministrazione Pubblica e delle Aziende di servizio pubbliche, alberghi e strutture ricettive, esercizi di vicinato, commercio ad dettaglio con superficie di vendita tra 250 mq e 2500 mq, uffici e studi professionali, attrezzature socio sanitarie, attrezzature culturali, aumento della SUL nei limiti dei volumi ammessi, anche mediante modifiche delle altezze interpiano. Gli eventuali incrementi di standard urbanistici sono monetizzabili. Ciò è facilmente leggibile nel sito del Comune al link Proposte di deliberazione del 26-11-2009.

Si tratta della proposta di deliberazione n. P_0000000000001767 del Comune di Osimo e ci tengo a sottolinearlo perché la maggioranza ha già cercato di attribuire la responsabilità alla Provincia. Ma è il Consiglio Comunale che deve deliberare in proposito. Di fatto i nostri amministratori hanno rimandato la discussione e la votazione in Consiglio Comunale dichiarando di porre il Corridoni come merce di scambio per la realizzazione di un tratto della Strada di Bordo.


E\' veramente bislacco (anche se fa enormemente piacere) il fatto che la Maggioranza ora dichiari di essere favorevole al mantenimento pubblico del bene, ma lo è ancora di più il fatto che dichiari di subordinare la sua decisione a quella della Minoranza. Cosa mai accaduta in più di dieci anni di Liste Civiche: Latini e Simoncini governano la città da più di 10 anni e ciò fa ricadere su di essi tutte le responsabilità, comprese le scelte sbagliate.

Ritengo che sia finito il tempo di fare politica andando continuamente a tirar fuori le contrapposizioni decennali tra Istituzioni e tra Maggioranza e Opposizione. E\' giunto il momento della responsabilità, che deve manifestarsi attraverso scelte coraggiose e consapevoli.

Non credo che importi se il bene resterà di proprietà della Provincia, che potrà in quel caso decidere di investire in cultura, compiendo una grandiosa operazione di valore sovra comunale, o se sarà il comune, acquistandolo, a farsene carico, dotandosi così della grande opportunità di compensare la politica culturale misera e balbettante di questi anni, rilanciandola in grande stile per il futuro.

E\' per questo che ritengo giusto che il bene venga salvaguardato nel suo rispetto storico-artistico e nella volontà di garantire la massima valorizzazione e fruibilità dell\'Archivio in esso contenuto. Il massimo esperto e conoscitore dell\'Archivio, il direttore storico Luciano Egidi, sostiene che l\'Archivio non possa aver altra collocazione per tutta una serie di motivazioni che non sto qui a ribadire, ma che si incastrano ineludibilmente con il destino del Corridoni e dalla Biblioteca Cini. Per questo il recupero del Corridoni è urgentissimo e non rimandabile ulteriormente.


Da troppi anni non vengono scritte tesi sulla città di Osimo, si è interrotta una tradizione importantissima di ricerca, fondamentale anche per storici e ricercatori, anch\'essi ormai lontani dalla fruizione dell\'Archivio. Come ho già detto, l\'Archivio in quelle condizioni non è fruibile e muore.

Ricordo quando anch\'io, molto modestamente, scrissi una tesi intitolata \"Organi di governo e di assetto patriziale ad Osimo in età moderna\", completamente svolta in Archivio per quasi un anno e mezzo di lavoro e per questo posso testimoniare la ricchezza materiale e culturale che tale archivio rappresenta. Forse chi non ha mai avvicinato quelle carte non può capirne il valore, ma questo rende ancora più urgente il recupero e la valorizzazione di contenuto e contenitore.

Le vicende del Corridoni e dell\'Archivio e con essi il ruolo culturale della città sono strategicamente connessi e soprattutto stanno assumendo un valore simbolico-ideale rispetto alla propria visione del mondo e della città.


La crisi, che non è solo economica, ma morale e civile, spesso invocata come alibi capace di smontare ogni impegno ideale, non può essere superata sempre e solo con accorgimenti di microchirurgia economico-finanziaria; essa, dal mio punto di vista, va superata attraverso scelte coraggiose, magari in controtendenza, che non producono effetti immediati, ma che permettono il deposito di quei germi, di quella linfa vitale attraverso cui potersi appropriare del proprio Futuro. Ma non esiste Futuro senza Presente, e non esiste Presente senza Passato.


Argentina Severini


Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-12-2009 alle 15:31 sul giornale del 09 dicembre 2009 - 1445 letture