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Osimo in Comune e L.u.p.o.: presidio per la scuola pubblica

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Anche ad Osimo la \"bufera Gelmini\" ha mietuto le sue prime vittime, sia tra gli insegnanti sia tra i genitori di quei bambini delle scuole dell\'infanzia che in questo periodo stanno lottando contro un\'amministrazione che non rispetta i suoi obblighi in materia di edilizia scolastica, facendo confluire centinaia di bambini in strutture non adeguate per capienza e rispetto delle norme di sicurezza.

Anche ad Osimo la \"bufera Gelmini\" ha mietuto le sue prime vittime, sia tra gli insegnanti sia tra i genitori di quei bambini delle scuole dell\'infanzia che in questo periodo stanno lottando contro un\'amministrazione che non rispetta i suoi obblighi in materia di edilizia scolastica, facendo confluire centinaia di bambini in strutture non adeguate per capienza e rispetto delle norme di sicurezza.

\"Osimo in Comune\" prevedeva tale scenario e nel suo programma promuoveva un\'attenzione particolare alle tematiche della scuola, tra cui anche un maggior sostegno verso le famiglie con minori disabili.

Ma questo comune è troppo impegnato a vendere le scuole per ricavare denaro dalla speculazione immobiliare, costruire fantomatici campus che provocherebbero la chiusura dei plessi scolastici situati in zone più periferiche. Spopolare il centro e rendere le frazioni quartieri dormitorio, togliendo così spazi pubblici indispensabili all\'integrazione e coesione sociale, per non parlare delle conseguenze drammatiche cui andranno incontro le famiglie con minori disabili che si vedranno diminuite le ore di sostegno scolastico ma, crediamo, non usufruiranno di un maggior numero di ore di assistenza educativa, servizio erogato dalla società partecipata Asso (con totale capitale pubblico, tanto per ricordarlo!).

Questa è la strategia dell\'amministrazione comunale che, in linea con lo spirito della \"riforma Gelmini\", cerca di accorpare i plessi scolastici (dall\'asilo alle scuole medie) creando delle cattedrali nel deserto come i campus. L\'accorpamento non riguarderebbe esclusivamente il concentramento degli edifici scolastici in un\'unica \"cittadella educativa\", bensì comporterebbe l\'accorpamento delle classi che diverrebbero sempre più numerose sino a raggiungere il numero di trenta alunni per classe, relegando la figura dell\'insegnante a mero baby-sitter.

In questo senso l\'operato del comune si pone in linea con la volontà governativa di investire sempre meno risorse nella scuola pubblica dequalificandola, a favore della scuola privata che, al contrario, non ha subito tagli nell\'ultima legge finanziaria, con grande soddisfazione del Pd che si è pronunciato ufficialmente a favore. Per questo Domenica 8 novembre, dalle ore 17.00, in Piazza Boccolino, è stato indetto un presidio.


La lista \"Osimo in Comune\" e l\'associazione \"L.U.P.O.\" ribadiscono la loro assoluta contrarietà alla politica della privatizzazione dei beni e servizi essenziali, politica di cui questo comune ne ha fatto un cavallo di battaglia (la questione Astea è emblematica di quanto sia fallimentare gestire un\'azienda seguendo i principi aziendalistici, portando solo ad una socializzazione delle perdite, causate dagli amministratori). \"Osimo in Comune\" aveva nel suo programma elettorale paventato gli scenari attuali, proponendo l\'azzeramento dei consigli di amministrazione delle società partecipate ed il progressivo ritorno in mano pubblica dei settori strategici dell\'energia, dell\'acqua e dei servizi.

\"Osimo in Comune\" e l\'associazione \"L.U.P.O.\" organizzano una conferenza pubblica venerdì 13 novembre, alle ore 21.15 presso la sala Astea, alla presenza di Riccardo Petrella, economista di fama mondiale, noto per le sue battaglie contro la privatizzazione dell\'acqua e dei beni essenziali.

A cavallo dei due appuntamenti centrali verrà svolta una puntuale attività di informazione tramite volantinaggi in scuole e luoghi pubblici.


Osimo in Comune Associazione L.U.P.O.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-11-2009 alle 13:36 sul giornale del 09 novembre 2009 - 1140 letture