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comunicato stampa

Loreto: Le Confraternite a tutela delle \'salme senza interesse\'

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l cristiani continuano a pensare che il corpo è il tempio dello spirito. Gli anni recenti hanno però diffuso una pratica che si discosta dalla tradizione cristiana: la cremazione, che viene ora accettata se non intenzionalmente mirata a spregio del corpo del defunto e a negazione della finale resurrezione dei morti.

Tra i fini istitutivi delle Confraternite, quelli relativi alle opere di misericordia corporali e spirituali hanno costituito loro assidua attività plurisecolare, che si è purtroppo andata affievolendo negli ultimi decenni. Ciò per il concomitante concorso di due cause culturali e sociali: l\'idea che il mondo confraternitale avesse ormai fatto il suo tempo, dopo secoli di servizio misericordioso alla umanità dolente, e l\'idea che questa nostra umanità, dolente non fosse più come un tempo, essendosi ormai avviata sulla strada di un saldo e irreversibile progresso socio-economico. Entrambe le idee, che hanno inconsciamente e spesso incoscientemente dilatato l\'ampiezza della loro immotivata affermazione, sono state smentite dal turbinoso sconquasso degli ultimi anni: non è vero che le Confraternite hanno fatto il loro tempo, nè è vero che l\'umanità ha cessato di essere dolente, perchè c\'è ancora tanto spazio di lavoro per le Confraternite e tante nuove povertà da servire con l\'umiltà di sempre.


Come non ricordare infatti che le ultime opere di misericordia, sia corporali che spirituali, vogliono i confratelli impegnati a \"seppellire i morti\" e a \"pregare Dio per i vivi e per i morti\". A questi imperativi è però necessario dare un taglio nuovo, adeguato alla realtà contemporanea, secondo una visione consapevole di nuove modalità di esercizio delle ultime opere di misericordia, conclusive di un programma umano e cristiano. l cristiani continuano a pensare che il corpo è il tempio dello spirito e che perciò è necessario onorare anche il corpo del defunto, dandogli cristiana sepoltura mediante inumazione. Gli anni recenti hanno però diffuso una pratica che si discosta dalla tradizione cristiana: la cremazione, che viene ora accettata se non intenzionalmente mirata a spregio del corpo del defunto e a negazione della finale resurrezione dei morti. Cremazione intesa come pratica di necessità, quindi, e non pratica di volontà. Ci sarebbe molto da dire in proposito, ma è certo comunque che essa si sta diffondendo considerevolmente.


E\' notizia di cronaca recente, vistosamente riportata dalla stampa nazionale, come in una grande città del nord si registri ormai addirittura un caso su tre di cremazione d\'ufficio: \"salme senza interesse\", vengono definite dalla legge quelle di defunti, spesso anziani, abbandonati dai parenti a morire soli in ospedale. Sono i defunti che nessuno vuole e che rimangono all\'obitorio senza sepoltura fino a quando non intervengono i servizi comunali per una rapida inumazione: niente esequie religiose, nessun suffragio, nè una preghiera. La legge 130 del 31 marzo 2001 prevede la possibilità della dispersione delle ceneri in natura e dell\'affidamento dell\'urna ai familiari o comunque a persone interessate alla conservazione.


Viene allora da domandarsi se i confratelli, di fronte a tanta insensibilità civile e sociale, alla mancanza di qualsiasi umana compassione per tante \"salme senza interesse\", come le chiama la legge, non possano riflettere sul loro modo di porsi utilmente a servizio di questa umanità dolente, che non ha più rispetto per i morti e nemmeno per i \"propri\" morti. Potrebbero allora decidere di tornare a esercitare opere di suffragio e di sepoltura chiedendo di conservare nella propria chiesa confraternitale le urne cinerarie delle \"salme senza interesse\" cremate e che sarebbero altrimenti disperse, per assicurare a quei defunti abbandonati un po\' di umana e cristiana misericordia.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-11-2009 alle 16:56 sul giornale del 03 novembre 2009 - 1158 letture