Comitato rimborso: \'Con quale diritto l\'Astea chiede ancora iva per rifiuti?\'

3' di lettura 01/11/2009 - Nel corso della prossima settimana abbiamo in programma l\'incontro con un legale per valutare, in caso di reticenza dell\'Azienda, l\'eventuale ricorso in giudizio reclamando la mancata applicazione della sentenza 238/09 della Corte Costituzionale.

ATTACCHI STRUMENTALI?

L\'A.D. di ASTEA farebbe bene ad essere più preciso e non generalizzare.

Il comitato Rimborsodepurazione, pur avendo una propria opinione, non intende entrare nel merito delle scelte di estendere il servizio porta a porta a tutto il territorio perché essendo di natura politica ed amministrativa esula dallo scopo dell\'associazione.

Chi ha visionato il sito www.rimborsodepurazione.it avrà constatato che l\'obiettivo è quello di far rispettare le sentenze della Corte Costituzionale n. 335/08 riguardante la non applicazione e restituzione dei canoni di depurazione (se il servizio non viene erogato) e, recentemente, anche per la n. 238/09 inerente alla non applicazione dell\'IVA alla Tassa sui rifiuti.

I politici nazionali hanno aggirato la sentenza 335 facendo in modo che:

  1. l\'utente paghi un servizio che non gli viene concesso, con l\'affermazione che secondo lo Stato il servizio inizia con la progettazione (smentendo se stesso, perché se ora c\'è la progettazione, ammette che il servizio materialmente non esiste)
  2. il rimborso agli aventi diritto sia limitato a soli 5 anni,
  3. Le AATO siano autorizzate ad elevare le tariffe per fare in modo che l\'Azienda non subisca contraccolpi economici.

Così facendo si rivolta la frittata e l\'utente, da danneggiato, si trova costretto a risarcire un danno causato all\'Azienda che dopo cinque anni beneficerà di questo aumento straordinario delle tariffe. Personalmente troviamo la legge 13/09 ed il seguente decreto del Ministro Prestigiacomo semplicemente VERGOGNOSI.

Per chiarezza, ripeto: fino al 10 ottobre 2008 l\'ASTEA, come tutte le altre aziende che forniscono il servizio idrico integrato, non ha commesso nessun illecito poiché la legge le consentiva di applicare questa tassa indipendentemente dall\'erogazione del servizio.

L\'ammontare dei canoni di depurazione dovevano però essere accantonati in un\'apposito fondo destinato al completamento del collegamento al depuratore, per cui è legittimo domandarsi come e dov\'è stato impiegato.

Nel mese di luglio \'09, la Corte Costituzionale, riconoscendo con la sentenza n. 238 la TIA come una tassa e non una tariffa, bolla come incostituzionale l\'addizionale l\'IVA del 10%.

Ancora una volta, sempre i politici nazionali, sono in fermento, e tuttora (a parte la proposta della senatrice Bonfrisco del PDL che vorrebbe sostituire l\'IVA al 10% con l\'ex ECA del 1937) non esistono leggi che aggirano la sentenza della consulta.

Ci domandiamo: con quale diritto all\'ASTEA persiste nel richiedere agli utenti l\'IVA relativa al servizio di igiene urbana nelle bollette successive alla sentenza?

ASTEA farebbe bene a diramare un esplicito comunicato di restituzione all\'utenza dell\'IVA indebitamente applicata all\'igiene urbana nelle bollette dei mesi di agosto, settembre ed ottobre in attesa di nuove norme che disciplinino la materia.

Nel corso della prossima settimana abbiamo in programma l\'incontro con un legale per valutare, in caso di reticenza dell\'Azienda, l\'eventuale ricorso in giudizio reclamando la mancata applicazione della sentenza 238/09 della Corte Costituzionale.

Pier Luigi Agostinelli


da Pierluigi Agostinelli
Presidente Comitato Quelli che Risparmiano 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-11-2009 alle 23:15 sul giornale del 02 novembre 2009 - 2518 letture

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