Osimo in Comune: i nodi vengono al pettine

osimo 2' di lettura 23/08/2009 - La rivolta dei rappresentanti locali del Partito democratico contro il proprio establishment marchigiano racchiude un malessere emblematico.

E’ ormai chiaro infatti quale partita sia stata giocata durante le ultime elezioni comunali sotto le cinque torri: il mantenimento dello “status quo” ad Osimo che va bene per tutti. Non si può più nascondere come la conferma delle Liste Civiche fosse caldeggiata da tutte le forze partitiche sovracomunali, dal Pd del presidente Spacca - il quale vedeva con favore la continuità di chi come Latini rappresenta gli interessi del suo stesso blocco socio-economico regionale (Merloni, Brachetti Peretti, Catalano, Calamante, Simonetti etc.) – al Pdl dell’on. Ciccioli e Silvetti – che ha inscenato lo sterile teatrino degli esposti sull’ineleggibilità dei candidati delle Civiche (cosa irrilevante sia politicamente che giuridicamente) tanto per fare la voce grossa, salvo poi corteggiare l’ex sindaco. Una collusione trasversale fra poteri forti che trova la conferma nelle voci che da tempo danno Latini alleato con una sua lista del Partito democratico alle prossime regionali.



La storiella di una Osimo isolata politicamente a causa delle Liste Civiche è presto smentita. Semmai isolati sono i candidati locali del Pd, che come l’ignara Paola Andreoni mettono entusiasmo e poi vengono bruciati con artifici politici premeditati e pugnalate alla schiena. Mentre Latini esce allo scoperto e diventa sostenitore formale di quello stesso sistema che da anni nega l’Ospedale di rete baricentrico fra Osimo, Castelfidardo, Loreto e Recanati e che lui ha finto di combattere. Come Brandoni e Rifondazione comunista, che pur di non restare esclusi dall’alleanza di centro sinistra - pronto in Puglia e nel quadro nazionale ad una configurazione traslata verso il centro, che andrebbe da Sinistra e libertà all’Udc senza Rc - alle prossime elezioni e salvare le ultime poltrone rimaste negli enti locali, su indicazione del Pd si vendono pure le mutande svendendo l’ospedale SS. Benvenuti e Rocco di Osimo alla faccia dell’interesse collettivo. “Osimo in Comune” ribadisce la necessità di un Ospedale di rete per la zona sud nell’interesse generale e non di un doppione del presidio di Torrette che accontenterebbe solo gli interessi corporativi della classe medica, della casta partitica e delle cordate imprenditoriali amiche.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-08-2009 alle 18:08 sul giornale del 24 agosto 2009 - 2476 letture

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