utenti online

x

SEI IN > VIVERE OSIMO > POLITICA
comunicato stampa

Egidi, appello ai candidati: \'Salviamo l\'archivio comunale\'

4' di lettura
1001

Vorrei rivolgere ai nove candidati alla carica di Sindaco una domanda provocatoria: quanti di loro hanno pensato di inserire nel proprio programma questo argomento, spesso trascurato perché poco visibile, ma molto importante per lo sviluppo culturale della città, e come intendono risolverlo? 

La città di Osimo può vantare un complesso archivistico e bibliotecario di primo piano, tra i più importanti delle Marche, e sarebbe miope e poco lungimirante la politica di quell\'amministratore che non ne tenesse in dovuto conto e non valorizzasse il ricco materiale conservato nelle due istituzioni culturali.

Premesso che l\'Archivio e la Biblioteca, se adeguatamente utilizzati, possono essere di supporto utilissimo per le scuole di ogni ordine e grado, la politica culturale di una amministrazione dovrebbe partire proprio da questi servizi.


Entriamo quindi nella realtà osimana cercando di mettere in evidenza le carenze più vistose e di proporre qualche suggerimento:


L\'Archivio Storico, in cui sono conservati documenti a partire dall\'XI secolo, è dal 2002 ubicato nell\'edificio dell\'ex Istituto Tecnico Corridoni, attualmente non idoneo alla conservazione del materiale e alla consultazione da parte degli studenti e studiosi. Tuttavia è assolutamente sconsigliabile effettuare un nuovo trasferimento in altra sede (i traslochi archivistici sono sempre traumatici), soprattutto se questa dovesse essere i locali seminterrati del palazzo Campana, inidonei a causa dell\'umidità e divenuti nel frattempo ampiamente insufficienti anche in considerazione del fatto che l\'Archivio Comunale è un archivio vivo e quindi suscettibile di periodici incrementi, ivi comprese le donazioni dei privati; a meno che non si decida di trasferire fuori di Osimo una parte di esso affidandone la gestione a privati (soluzione già infelicemente adottata qualche anno fa dall\'Ospedale civile).


La soluzione migliore e quindi, oserei dire, l\'unica praticabile, sarebbe quella di definire finalmente, dopo sette anni di contenzioso, la proprietà dell\'ex Corridoni con l\'Amministrazione Provinciale, che recentemente ha manifestato la volontà di giungere alla sua alienazione, anche se non può essere condivisibile la variazione della destinazione d\'uso proposta. Una volta acquisito l\'edificio e realizzati subito dopo i lavori essenziali per la sua messa a norma, in esso c\'è la possibilità di collocare non solo il materiale antico tuttora giacente in modo indecoroso nel sottotetto del palazzo comunale, ma anche altri archivi pubblici e privati, come quello dell\'antica famiglia Sinibaldi, il cui versamento, deciso ed accettato da tempo, non è stato attuato a causa dell\'attuale precaria situazione.


Si verrebbe così a creare un vero e proprio Palazzo degli Archivi, in una sede prestigiosa, opera realizzata a partire dal 1914 dal massimo architetto osimano, Costantino Costantini, che anche per questo merita di essere restaurata e valorizzata.

Parallelamente anche la Biblioteca Comunale, che ha un patrimonio di oltre 110 mila volumi in continuo aumento, potrebbe veder finalmente risolti, per un lungo periodo di anni, i suoi annosi problemi di spazio, potendo collocare alcuni fondi meno consultati negli ambienti sottostanti, e nello stesso tempo accettare le donazioni dei cittadini, spesso necessariamente rifiutate.


Questa operazione richiede naturalmente un certo impegno economico, che potrebbe tuttavia essere frazionato in più esercizi finanziari, ma l\'Amministrazione che si fa carico di tale onere potrà ben dire di aver realizzato un progetto utilissimo alla popolazione studentesca e a quanti desiderano usufruire dei servizi offerti dalle due istituzioni culturali.

Volere ad ogni costo, come qualcuno vorrebbe, riportare l\'Archivio Storico nella vecchia sede del Palazzo Campana significherebbe decretare la fine sia dell\'Archivio che della Biblioteca, poiché verrebbe a mancare lo spazio vitale per il loro naturale sviluppo, ed inoltre si rischierebbe di perdere definitivamente il ricco Archivio Notarile rivendicato dall\'Archivio di Stato di Ancona.


In concreto a Comune e Provincia suggerisco di porre fine alle ripicche e si addivenga ad una soluzione pacifica della questione, dando finalmente dimostrazione di avere a cuore i problemi veri della cultura, perché ogni giorno di ritardo va a discapito esclusivo degli studiosi, che sono in attesa di poter ritornare a consultare i documenti, utili per le ricerche, gli studi, le tesi di laurea.

Concludendo, vorrei rivolgere ai nove candidati alla carica di Sindaco una domanda provocatoria: quanti di loro hanno pensato di inserire nel proprio programma questo argomento, spesso trascurato perché poco visibile, ma molto importante per lo sviluppo culturale della città, e come intendono risolverlo?



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-05-2009 alle 15:58 sul giornale del 28 maggio 2009 - 1001 letture