Castelfidardo: scandalosa l\'amministrazione della gestione idrica e della rete fognaria

acqua 4' di lettura 09/04/2009 - Nel corso degli ultimi mesi all’attenzione dei cittadini di Castelfidardo sono arrivate problematiche solo apparentemente diverse tra loro, ma tutte riconducibili ad una matrice comune che noi abbiamo individuato nella cattiva gestione della risorsa idrica, sia essa in termini di acqua potabile che di acque di scarico pertinenti alla rete fognaria.

L’evento più eclatante si è verificato il 12 marzo 2009 con la sospensione dell’erogazione dell’acqua potabile per la manutenzione di una condotta in via Jesina. Presumibilmente a causa di una cattiva programmazione di tale intervento, la sospensione idrica si è protratta più del previsto ed ha provocato una serie di disservizi a tutti i cittadini e, in particolare, al gestore di tutte le mense scolastiche.



Il servizio mensa alle scuole è stato poi garantito soltanto grazie all’intervento di un’autobotte della Protezione Civile. Il successivo ripristino del flusso d’acqua ha inoltre causato danni in svariati punti della rete cittadina. A tutta questa serie di disservizi, come se non bastasse, ha poi fatto seguito un penoso rimpallo delle responsabilità tra APM e Acquambiente Marche. Piogge appena più copiose del normale causano frequenti intasamenti nella rete fognaria del Cerretano in corrispondenza del collettore per il conferimento delle acque reflue al depuratore, e provocano frequenti allagamenti in una zona ad elevata concentrazione di industrie che utilizzano impianti chimici di varia natura e che risulta già inserita dalla Regione Marche tra le zone più soggette a questo tipo di rischio per le caratteristiche naturali del territorio.



La rete fognaria di tutta la zona sud-ovest della città di Castelfidardo (quartieri Cerretano e Badorlina ) è costituita in buona parte da condotte a cielo aperto che, secondo i piani regolatori, sarebbero dovute già essere state tombinate da alcuni anni, ma che allo stato delle cose oggi lo sono soltanto parzialmente. Il progressivo allargamento del centro abitato verso aree in passato rurali ha fatto sì che le fogne a cielo aperto risultano talmente vicine alle abitazioni che, in particolari condizioni atmosferiche, le esalazioni da esse provenienti, oltre a causare cattivi odori, creano un preoccupante abbassamento generale delle condizioni igienico-sanitarie.



Il contenzioso aperto da una buona parte degli abitanti di S. Rocchetto e zone limitrofe a seguito della sentenza della consulta nr. 335 dell’Ottobre 2008, con la quale viene sancita l’illegittimità delle tariffe di depurazione applicate alle utenze non allacciate a tale servizio, ha riportato alla luce proprio un problema irrisolto e cioè che una grossa fetta degli scarichi civili cittadini oggi non viene depurata prima dello scarico nei corsi d’acqua naturali. Si è potuta constatare una certa reticenza della nostra amministrazione nel prendere una chiara posizione a favore dei nostri concittadini, finché la stessa APM non ha per vie proprie stabilito le modalità di applicazione della sentenza.



A causa di vari problemi strutturali della nostra rete di distribuzione dell’acqua potabile, riconducibili tutti alla sua obsolescenza e alla sua inadeguatezza per una popolazione che non è più quella per cui il sistema è stato progettato e realizzato, le perdite di esercizio, ovvero spreco di un bene comune prezioso, si attestano attorno a valori dell’ordine del 30% o superiori. Tale valore risulta inaccettabile non solo se confrontato con le medie europee (17-18% in Francia ed Inghilterra e, addirittura, 7-8% in Germania), ma anche con almeno 30 provincie italiane, le cui perdite non superano il 25%. Stigmatizziamo il fatto che nessun intervento strutturalmente rilevante è stato effettuato nella zona ex-INTERECO a seguito dell’alluvione del Settembre 2006 Anzi, il progetto del megastore da costruire proprio in quell’area sembra riprendere il suo iter nel disinteresse generale.



Che cosa dobbiamo aspettarci dalle nostre istituzioni il giorno che il fenomeno dovesse ripresentarsi? Grideremo ancora alla fatalità? Gli amministratori diranno che era inevitabile e che non se l’aspettavano? Diranno che gli interventi sono stati colpevolmente ritardati da qualcun altro? Riusciranno una buona volta a capire che la cementificazione di tutte le zone a valle delle nostre colline crea un invaso non previsto che aumenta ulteriormente la forza del flusso d’acqua? Anche alla luce dei recenti drammatici eventi, non è più tollerabile che il consumo del territorio e delle risorse ambientali comuni venga saccheggiato a scapito della cura e della tutela dell’ambiente e della salute umana. Occorre lavorare per prevenire.



Con questo intervento il GRUPPO AMBIENTE E TERRITORIO del CIRCOLO PD di Castelfidardo vuole invitare e stimolare, ( come consuetudine del Circolo, vedi anche ad esempio la Scuola, la ex Nobili, S.Agostino, la nuova struttura ospedaliera, la “Strettoia Fornaci,” la viabilità, i convegni PER LA GRAVE CRISI ECONOMICA DEL TERRITORIO, ecc..ecc.) , con forza gli enti, le aziende e le istituzioni amministrative locali ad agire con responsabilità secondo la propria sfera di competenza per preservare un bene prezioso quanto indispensabile per la salute e il benessere generale dei cittadini, qual è l’acqua in tutte le sue forme .






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-04-2009 alle 16:04 sul giornale del 09 aprile 2009 - 1285 letture

In questo articolo si parla di politica, acqua, partito democratico





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