Loreto: un passo avanti sulla questione OGM

3' di lettura 30/03/2009 - Un convegno nazionale per fare chiarezza sulla normative che regolano la commercializzazione e l’utilizzo dei prodotti transgenici. L’Assam, in collaborazione con la Regione Marche e il Laboratorio Ghino Valenti (UNIMC), ha  coinvolto esperti e studiosi per affrontare  un tema non ancora chiaro: quello della convivenza fra produzioni Ogm e Ogm Free.

Fare chiarezza sulle normative che regolano la commercializzazione e l’utilizzo dei prodotti trasgenici, riportando così l’attenzione su un problema urgente sia dal punto di vista politico che etico. A questo è servito il convegno nazionale organizzato dall’Assam in collaborazione con la Regione Marche, dal titolo “Gli Ogm: dalla contaminazione accidentale ai distretti free”, che si è tenuto questa mattina (27 marzo, ndr) a Loreto. Un appuntamento che ha permesso anche di analizzare gli ultimi risultati del progetto europeo LIFE Ambiente SAPID (Strategy for Agricultural Products Identity Defence), individuandone le due linee di attività, ovvero garantire l’esistenza di modelli agricoli diversi e preservare l’identità delle produzioni di qualità.

Il progetto europeo SAPID ha così evidenziato come sia difficile azzerare in campo e nel resto delle filiere la contaminazione con OGM e come sia più attuabile una coesistenza “legale”, che consente comunque una contaminazione accidentale fino al 0,9%, sia sul prodotto convenzionale che su quello biologico. Se invece i livelli sono superiori allo 0,9% il prodotto biologico non sarà più da considerarsi tale, mentre il convenzionale dovrà essere etichettato.

Questa conclusione ha portato alla formulazione del “Distretto OGM free”, un territorio dove applicare, con l’accordo di tutti gli operatori, una moratoria nella coltivazione, commercializzazione ed utilizzo di OGM.

Un convegno – ha spiegato l’assessore all’agricoltura della Regione Marche Paolo Petrini - che ha permesso di compiere un importante passo in avanti sulla questione legata alla contaminazione fra prodotti ogm e non ogm”. E che, grazie all’intervento del presidente Raffaele Bucciarelli, ha permesso di spostare il problema da un punto di vista normativo a uno politico: “E’ fondamentale che la Regione- ha dichiarato Bucciarelli - sul finire dell’estate inizi a sensibilizzare un numero sempre maggiore di persone attraveso una diffusione più capillare della conoscenza e di tutti quelli che sono i rischi della degenerazione verso cui stiamo andando in contro. L’agricoltura è un settore vitale per la nostra regione e fondamentale per la ripresa economica”. Continuano a dire no, dunque, le Marche alle coltivazioni Ogm. E lo fanno attraverso un impegno che trova concretezza già da quella legge regionale n.5 datata 3 marzo 2004. In Italia è vietata la coltivazione di Ogm, non essendo ancora stati approvati i piani di coesistenza regionali. Ma è pur vero che nel nostro Paese gli Ogm sono presenti e vengono soprattutto utilizzati per la produzione di mangimi.

Ad aprire i lavori il saluto di Giulio Saccuti, Amministratore Unico dell’Assam a cui sono seguito il contributo di valenti studiosi di Diritto Agrario delle Università di Macerata, Molise e Pisa, con il supporto degli esperti della Commissione Europea e del ministero delle Politiche Agricole.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-03-2009 alle 18:32 sul giornale del 30 marzo 2009 - 1096 letture

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