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Severini (PD): \'E lo chiamano ecclettismo\'

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argentina severini
Le Liste Civiche dichiarano candidamente, anzi si vantano di essere state le prime in città ad inaugurare una visione nuova nella gestione della cosa pubblica, in cui transitare \"da Destra a Sinistra e ritornare senza problemi… per recuperare la parte moderata e la estrema\" rientrerebbe nella normalità.

Le Liste Civiche dichiarano candidamente, anzi si vantano di essere state le prime in città ad inaugurare una visione nuova nella gestione della cosa pubblica, in cui transitare \"da Destra a Sinistra e ritornare senza problemi… per recuperare la parte moderata e la estrema\" rientrerebbe nella normalità. Se ieri ciò veniva contrastato, oggi un tale modo di operare verrebbe contemplato nel più confortevole \"eclettismo\" politico, nocciolo duro della politica dei tempi che corrono.


Di fatto l\'aberrazione più grave delle Liste Civiche, cioè l\'imbarazzante assenza di rigore nelle proposte, nei metodi, negli abboccamenti, nella Visione politica con tutte le sue accezioni, sarebbe filtrata anche nei partiti tradizionali, secondo un pragmatismo sfrenato, il cui unico obiettivo è portare a casa il risultato e godere dei suoi abbondantissimi frutti. In una società in cui i partiti tradizionali sono spesso divenuti il fine e non il mezzo attraverso cui agire per il bene comune, è normale che il modello eclettico delle Liste Civiche goda di ottima salute.


I partiti tradizionali d\'altro canto si sono sempre di più piegati ai modelli liquidi, liberi dai pesanti fardelli ideologici del passato, ma lo stesso Partito Democratico sta tornando sui suoi passi, cercando di recuperare un po\' della \"pesantezza\" che aveva caratterizzato i partiti di cui esso è erede. Il vuoto creato con il crollo delle ideologie è stato colmato ovunque troppo in fretta da realtà incerte, fragili, e solo dove c\'è stato un capo carismatico i vuoti sono stati riempiti con facilità. Ciò non è successo alla Sinistra italiana, che sembra eternamente alla ricerca di sè stessa ma che, credo, sia vicina ad una sua nuova maturità. Perché è l\'unica realtà esistente nel panorama politico locale e nazionale che si stia interrogando da tempo su tali questioni: gli altri si stanno limitando a godere i frutti del potere.


Sono convinta che questi siano temi troppo importanti perché tutti noi non vi riflettiamo seriamente e non ci interroghiamo. E\' perché rifletto in tali termini che non mi piace la faciloneria (versione realistica del decantato eclettismo) delle Liste Civiche e dei partiti che inseguono il loro versatile modello, infatti, essi mi fanno soltanto percepire il senso di una politica opportunistica, svilita rispetto alla sua virtuosa missione: Aldo Moro parlava di politica come \"organizzazione della speranza\", come mezzo attraverso cui i partiti potevano pensare, organizzare con pazienza e lungimiranza un domani migliore. Qui mi ritrovo a constatare una politica che, attraverso ondivaghe fluttuazioni, improvvise resurrezioni ed incomprensibili parti viene gestita in vista di spartizioni di potere, di incarichi, di vantaggi personali, e premessa naturale, di strategiche vittorie.


Non immaginavo tanta povertà di ideali, ma ogni giorno i quotidiani non fanno che rinforzare in me tale sensazione. Malgrado ciò credo che sia ancora possibile operare fuggendo dal facile eclettismo, magari percorrendo i tortuosi sentieri dell\'impegno responsabile, dell\'autocritica, indispensabile per il miglioramento, dell\'idea che la politica sia un servizio, solo un nobile servizio.


Argentina Severini



argentina severini

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-03-2009 alle 17:28 sul giornale del 24 marzo 2009 - 3450 letture