Mosca: i miei suggerimenti per superare la crisi

Roberto Mosca 4' di lettura 12/03/2009 - Mi auguravo la nascita di una lista trasversale senza simboli e targhette politiche, per ripulire la città e per fronteggiare la crisi, ma sapevo che questa era un\'utopia visto che la politica purtroppo è in mano ai \"politici\" e ambizione e sete di potere alla fine prevalgono....

PREMESSA PROVOCATORIA: mi chiamo Roberto, ho da poco compiuto 50 anni, molti mi conoscono soprattutto come produttore di malte e vernici naturali o per la lunga attività di valorizzazione delle grotte osimane. Sono stato anche consigliere comunale di Osimo in Movimento per un anno, prima che il turn-over previsto mi concedesse di lasciare il testimone a Sandro Cittadini.



Sto contribuendo da luglio scorso, con comitati e associazioni politiche, a stilare documenti programmatici (soprattutto su economia, ambiente, cultura) in vista delle prossime elezioni comunali. Mi auguravo la nascita di una lista trasversale senza simboli e targhette politiche, per ripulire la città e per fronteggiare la crisi, ma sapevo che questa era un\'utopia visto che la politica purtroppo è in mano ai \"politici\" e ambizione e sete di potere alla fine prevalgono.



Molti di essi desiderano partecipare a quella cosa che è il consiglio comunale di Osimo da dieci anni a questa parte, con Latini che impartisce continuamente ordini via sms ai suoi yes-men, senza che nessuno ascolti nessuno. Personalmente credo di essere più utile alla società osimana col mio lavoro e col mio attivismo sociale, piuttosto che perdere tempo.



La mia vita è soprattutto ricerca e libera sperimentazione su diversi campi (lavoro, cultura, sociale). Ho cinque brevetti d\'invenzione industriale, il \"caso Spring Color\" è ormai un modello sui manuali di responsabilità sociale d\'impresa e la mia solida ditta è subissata di richieste di lavoro da parte di ex dipendenti di aziende che fino all\'anno scorso erano considerate esempi da seguire e i loro capitani d\'industria si pavoneggiavano in mille modi.



Non ricevo aiuti né politici né economici, non dò mazzette pur lavorando in edilizia e credo di aver previsto questa crisi da almeno quindici anni. Per cui penso proprio di essere in grado di dare suggerimenti sul come affrontarla, soprattutto a chi dovrebbe gestire la prossima amministrazione comunale osimana. Suggerimenti da copiare.



SUGGERIMENTO PER CHI STA ANCORA SCRIVENDO IL PROGRAMMA ECONOMICO:


l\'Amministrazione Comunale, come strumento principale per l\'attuazione di un modello economico sostenibile, si avvarrà dell\'emissione di Buoni Osimani, nel rispetto della legge sulla circolarità e tenendo conto delle esperienze sulle monete locali, sia a livello europeo, sia a livello nazionale (in particolare quella di Arcipelago SCEC), sia quelle teorizzate o sperimentate con troppo anticipo sui tempi dal Consorzio Marche Eque e dalla Rete di Economia Solidale delle Marche.


I Buoni osimani servono per coprire lo sconto su ogni acquisto di beni e servizi offerti in particolare da artigiani e agricoltori appartenenti ad una filiera corta locale organizzata dal Comune, che utilizzerà spazi pubblici o fabbriche chiuse come mercati diffusi coperti o all\'aperto, funzionali al circuito. Se ad esempio lo sconto è del 20%, si paga l\'80% in euro e il resto in Buoni, distribuiti gratuitamente dal Comune tramite le associazioni culturali, di volontariato e sportive (riunite in un consorzio no profit). Il Buono aumenta il potere d\'acquisto delle famiglie, incentiva la popolazione ad acquistare beni e servizi da fornitori locali, incentiva gli stessi fornitori a spendere i Buoni incassati nello stesso circuito che si chiude ogni anno con i tributi locali che i fornitori pagano al Comune, scontati con i Buoni.


I soggetti più deboli (neodisoccupati, disabili, emarginati) saranno recuperati, indirizzati, formati verso nuovi mestieri \"primari\" anche con la creazione di nuove cooperative partecipate, che saranno promosse e valorizzate dal Comune e che non potranno subire le schizofrenie della globalizzazione ultraliberista. Nei \"mercati diffusi\" si venderebbero sani alimentari freschi e secchi, mobili, abbigliamento e altri beni prodotti da agricoltori e artigiani locali, magari più durevoli e riparabili (sempre da artigiani locali), il che potrebbe significare lavoro diretto e indiretto per tutti gli abitanti della nostra zona, sottratti a impieghi non etici e non sostenibili.


NOTE FINALI: chi pensa che potremo tornare all\'economia di scala, dovrebbe informarsi meglio sugli studi internazionali dei geologi più seri, in particolare le previsioni sulla disponibilità di petrolio, carbone, metano e uranio. Quest\'ultimo sarebbe l\'ingrediente necessario per le centrali nucleari. Chissà, se il PD vincesse le prossime elezioni, forse Rosy Bindi poserebbe la prima pietra, proprio come ha fatto una decina d\'anni fa su un cantiere di un ospedale in provincia di Ancona, poi franato.


Roberto Mosca





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-03-2009 alle 16:32 sul giornale del 12 marzo 2009 - 2213 letture

In questo articolo si parla di politica, bioars, roberto mosca, crisi





logoEV