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Castelfidardo: Ospedale di rete all’Aspio, il Consiglio Comunale non ci sta

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Contro la decisione della Regione, seduta “calda”. Attacchi al Pd di Castelfidardo che si è allineato ad Ancona. L’Unione si divide al momento della votazione.

Riunito d’urgenza per discutere della questione relativa al posizionamento dell’Ospedale di Rete-Inrca, il Consiglio Comunale ha approvato martedì sera all’unanimità dei presenti un documento a tutela e salvaguardia della salute dei cittadini. In sostanza, contro la decisione assunta dalla Regione Marche che - sovvertendo le valutazioni dei suoi stessi tecnici - ha scelto il sito dell’Aspio di Camerano, si impegna il Sindaco Soprani «ad intraprendere tutte le iniziative più opportune e determinate anche congiuntamente con le Amministrazioni degli altri 9 Comuni interessati per sollecitare ed impegnare la Regione Marche e l’Asur Marche a rivedere la posizione assunta, anche mediante l’attivazione, con le stesse Amministrazioni comunali della Valle del Musone, di una petizione popolare nei rispettivi territori, per ribadire l’emergenza della struttura ospedaliera di zona, per la salvaguardia dell’assistenza sanitaria e la necessità della sua localizzazione strategica e baricentrica da identificarsi definitivamente con la località “Acquaviva” di Castelfidardo».


Molto intenso il dibattito che ha preceduto la votazione. In apertura il Sindaco Soprani ha letto, contestandone ogni passo, il comunicato-stampa diffuso dalla Regione, con la quale si è ufficializzata la scelta dell’Aspio. “Si motiva questa decisione definendola baricentrica – ha detto Soprani –: tale è rispetto ad Ancona, non certo agli altri Comuni e alle cinque strutture ospedaliere che verranno o sono già state chiuse. La Regione ha scavalcato la graduatoria super partes stilata dai tecnici (dichiarandola non vincolante!), i quali avevano preferito la soluzione Acquaviva: segno che la volontà è sempre stata questa. E allora, perché convocare decine di volte tutti i Comuni per trovare un accordo, perché stilare quella graduatoria dei siti idonei? Sovvertirla è un atto puramente politico: è come se, in un concorso pubblico, assumessi il secondo piazzato, anziché il primo, perché mi va più a genio. Una mistificazione. E’ un falso totale, inoltre, che il terreno dell’Aspio risponda in pieno ai criteri di sicurezza: sta scritto nel P.A.I. con una parte di collina in frana. E il vincolo paesaggistico ambientale che dicono sussista all’Acquaviva, c’è anche altrove e non implica la non costruzione, dato che è sufficiente una pronuncia della Soprintendenza. Questa non è una battaglia della sola Castelfidardo, né di Mirco Soprani, ma di 120.000 abitanti che sono stati presi in giro e penalizzati da una decisione già scritta politicamente da tempo e celata dietro una maschera di falsa democrazia”.


Altrettanto duro l’intervento dell’assessore Nardella, che ha sottolineato che “quello che sorgerà all’Aspio non è l’ospedale di rete con tutti i crismi che chiedevamo, ma di fatto è l’agenzia per la terza età, tanto che, rispetto alla previsione originaria, alcuni servizi e reparti, come ostetricia, sono spariti”.


Molto aspro anche il consigliere Catraro (Unione), che ha detto di sentirsi “preso in giro due volte, perché ero fra coloro che nel ’94 avviarono il progetto dell’ospedale di rete: dobbiamo far sentire forte la nostra voce, con uno scatto di dignità ed orgoglio a difesa di una struttura di zona”. A suo parere, “il partito democratico ha fatto gli interessi di Ancona per salvarne la Giunta dalla disfatta”. Il capogruppo della lista dell’Unione Lorenzetti ha invitato a “non ridurla a una questione di km ed evitare inutili guerre fra partiti, che fanno soltanto perdere tempo, o infinite impugnazioni legali che disperdono risorse economiche”.


Una strada che Cingolani (An), incita invece a percorrere sino in fondo a tutela degli interessi dei cittadini, auspicando manifestazioni popolari di piazza. Sulla stessa linea Scattolini (Forza Italia), che ha evidenziato il campanilismo del capoluogo: “Ancona ha fatto valere il peso dei suoi consiglieri regionali, ma anche noi questa volta diciamo chiaramente da che parte stiamo, cioè con Castelfidardo e con il sito dell’Acquaviva”. Alla discussione hanno preso parte anche i consiglieri Moreschi e Gambi del gruppo di maggioranza, nonchè Magi, Pompei e Carini dell’opposizione. Il documento finale è stato votato dalla maggioranza di Solidarietà Popolare, da Catraro, Pompei e Carini dell’Unione, da Scattolini di FI e Cingolani di An. Non hanno votato l’o.d.g. i consiglieri dell’Unione Magi e Lorenzetti, che sono usciti dall’aula. L’atto verrà inviato a tutti i Comuni coinvolti, alla Provincia, alla Regione e all’assessore regionale alla sanità.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-09-2008 alle 01:01 sul giornale del 18 settembre 2008 - 1534 letture