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Pasquinelli (RifCom): CNA e Comitato Pro Ospedale di Rete promuovano iniziative pubbliche

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Vorrei invitare la CNA della Zona Sud di Ancona e il Comitato Pro Ospedale di Rete a promuovere rispettivamente due iniziative pubbliche aperte alla cittadinanza dedicate alla strada di scorrimento veloce e all\'ospedale di San Sabino, in cui siano invitate ufficialmente le amministrazioni pubbliche interessate ed i loro massimi esponenti.

I comunicati della CNA della Zona Sud di Ancona sulla viabilità e del Comitato Pro Ospedale di Rete di ieri (28 maggio) rappresentano due importanti passaggi per la vita dei cittadini della Bassa Val Musone, sia per quanto concerne i contenuti in essi espressi, sia per quanto concerne il metodo di ragionamento e di proposta.


Le due questioni, attuali ed importantissime, vengono affrontate dalle due realtà sociali, così differenti tra loro per ragione e funzione sociale, con modalità e tonalità sicuramente diverse, ma tramite l\'elaborazione impeccabile di contenuti ugualmente critici e costruttivi. Ciò conferma ancora una volta che, mentre alcune entità politiche sembrano essersi asserragliate nelle stanze del potere, perdendo il contatto con i problemi reali e dimostrando incapacità di affrontarli (in particolare le istituzioni ed i partiti che le occupano, comprese le liste-partito di Latini che governano Osimo), altre, di vario genere e finalità, riescono a centrare problemi e soluzioni, e ad essere più critiche dell\'opposizione e più costruttive del governo.


Il primo comunicato, relativo alla necessità di razionalizzare e decongestionare la viabilità, propone la realizzazione di una strada di scorrimento veloce sull\'asse Ancona-Macerata che dirotti il traffico fuori dai centri abitativi di Osimo. Tale proposta, pienamente condivisibile, consiste nella realizzazione di una bretella di collegamento che dalla strada Settempedana passi esternamente a Via Marco Polo. Se l\'Amministrazione comunale non la prendesse in considerazione e quella provinciale non la sposasse da subito, dovremmo prendere coscienza che il nostro territorio sarebbe male amministrato ed abbandonato al tempo stesso, in una spirale in cui entrambe le condizioni gravano drammaticamente e contemporaneamente l\'una sull\'altra, e tutte e due su di noi. Infatti, vale la pena aggiungere e sottolineare - mediante una lettura attenta ed una seria interpretazione del testo - che il ragionamento della CNA muove da due puntuali rilievi critici altrettanto condivisibili.


Da un lato nei confronti della Provincia, la quale, sebbene stia facendo molto per la viabilità locale, rischia di perdere di vista una questione strutturale e prioritaria, come quella della già descritta opera viaria, ed al tempo stesso di dimostrarsi inerte nei confronti della forte domanda di intervento presente sul territorio. Dall\'altro nei confronti dell\'Amministrazione Comunale, la quale con la scelta della strada di bordo impone una soluzione sbagliata, in quanto non risolutiva della problematica questione viabilità ed oltremodo dannosa per il territorio osimano e per la vita dei cittadini, a causa della massiccia edificazione di abitazioni di cui essa necessita che, riducendola ad una strada di lottizzazione, aggraverebbe la generale condizione di congestionamento viario a fronte di un aumento della cementificazione e dei nuclei abitativi. Per questa ragione sospetto e temo che la \"campagna populista\" per la strada di bordo, sostenuta e promossa dalle liste di Latini, sia funzionale solamente ad ottenere la bassa legittimazione di un Piano regolatore generale tanto irregolare quanto impopolare.


Altrettanto auspicabile, così come invoca la CNA, è che Osimo esca dalle barricate ed inizi a collaborare con gli altri enti locali che, per legge, hanno delle competenze concorrenti e sussidiarie a quelle dei comuni, in primo luogo abbassando gli sterili toni polemici e le strade unilaterali che ci hanno condotto all\'attuale condizione di stallo, in subordine ponendo realmente e sostanzialmente Provincia e Regione davanti alle loro responsabilità.



Il secondo importante comunicato è quello del Comitato Pro Ospedale di Rete che, in modo propositivo ed impeccabile, riporta al centro ancora una volta la \"questione ospedale\". Con questo comunicato si vuole aderire ed unitamente conferire un eco alle posizioni del Comitato che, purtroppo, non hanno ancora trovato risposte istituzionali adeguate da parte della Regione Marche, ma neanche la fattiva e solidale collaborazione, tanto auspicabile quanto attendibile, delle istituzioni comunali interessate, le quali stanno dando, oltre ogni plausibile tatticismo, l\'impressione che il Comitato agisca in piena solitudine - che è ben diverso dall\'agire in piena autonomia! -.


Da parte del Comitato Pro Ospedale emerge una posizione propositiva che non può non avere un riconoscimento ufficiale dalle istituzioni locali e non può non essere la sola posizione condivisa da tutti i cittadini della Riviera del Conero e della Valle del Musone, nonché dalla maggioranza delle associazioni politiche e sociali. In particolare nel comunicato, dopo l\'individuazione dei fondi che potrebbero essere da subito disponibili per la costruzione dell\'opera (un finanziamento di circa 24 milioni di euro) si procede ad illustrare le modalità per realizzare efficacemente ed efficientemente (nell\'arco di due anni) l\'Ospedale di Rete nella sua ubicazione ormai naturale, cioè San Sabino.


A questo punto i Comuni della zona a sud di Ancona devono fare propria unitariamente ed ufficialmente la proposta del Comitato; i partiti politici sia a livello regionale che a livello locale devono assumere posizioni chiare ed inequivocabili; la Regione Marche (e la ASUR Marche) deve comunicare apertamente cosa intende fare, dopo di che, deve darne immediata conferma fattuale. Il silenzio, l\'attesa, l\'enunciazione pacata delle \"buone\" intenzioni sono condotte ormai intollerabili, così come le parole rassicuranti non bastano più.


Circa un anno fa intervenni con un altro comunicato di cui oggi intendo rettificarne parzialmente il contenuto. Sostenni che l\'accorpamento dell\'Ospedale di Rete con l\'INRCA non era condivisibile, per ragioni funzionali e perché avrebbe rallentato l\'inizio dei lavori e, forse, affossato ancora una volta la prospettiva per la comunità dei cittadini residenti a sud di Ancona di avere una efficiente ed adeguata struttura sanitaria. Oggi, a differenza di allora, voglio essere più fiducioso, affermando che l\'accorpamento all\'INRCA può significare un ulteriore potenziamento dell\'Ospedale di San Sabino ed un risparmio (a parità di servizi) per le casse regionali. Oggi voglio pensare che il ritardo nell\'inizio dell\'opera sia dovuto esclusivamente alle presunte irregolarità sul project financing (di per sé strumento di finanziamento complesso e delicato, di cui in generale non ne condivido la ratio ed in molti casi ne contesto la funzionalità e l\'efficienza economica, tranne in alcune singole applicazioni, particolarmente virtuose e ben gestite), in relazione alle quali, chi di dovere, dovrà verificarne le responsabilità di vario genere.


Tuttavia voglio ribadire gran parte del senso di quel mio comunicato, vecchio di un anno ma ancora, purtroppo, attualissimo. Se per permettere l\'accorpamento con l\'INRCA dell\'Ospedale di San Sabino i tempi si dovessero dilatare in modo indefinito - tanto da mettere in discussione la realizzazione dell\'opera stessa - o se, nell\'attesa di tempi tecnici limitati e prestabiliti, si dovesse assistere al depotenziamento o lo smantellamento dei presidi ospedalieri esistenti, l\'unica soluzione possibile per i cittadini che abitano a sud di Ancona sarebbe la costruzione subito dell\'Ospedale di San Sabino o, in alternativa, una dura vertenza con chi ostacola questa opera necessaria e ne frustra da anni la legittima aspettativa.


Per le ragioni sopra esposte vorrei invitare la CNA della Zona Sud di Ancona e il Comitato Pro Ospedale di Rete a promuovere rispettivamente due iniziative pubbliche aperte alla cittadinanza dedicate alla strada di scorrimento veloce e all\'ospedale di San Sabino, in cui siano invitate ufficialmente le amministrazioni pubbliche interessate ed i loro massimi esponenti (Amministrazione comunale e, relativamente alla questione, provinciale e regionale), in occasione delle quali, in seguito alla presentazione delle relative proposte, le stesse possano dissentire, argomentare e proporre pubblicamente. Lo scopo delle iniziative sarebbe quello di rilanciare costruttivamente il dialogo istituzionale e politico sulle questioni che interessano direttamente i cittadini, non in base ad accordi tra ceti politici, bensì sotto il peso di una ineludibile pressione popolare e di una rinnovata partecipazione democratica. In questa occasione, inoltre, le amministrazioni avranno la possibilità di assumere impegni seri e precisi con la comunità dei cittadini, a differenza del passato, in cui son state sempre vaghe, contraddittorie e trincerate all\'interno di scenari costruiti dalle singole fazioni politiche.


Infine, colgo la gradita occasione per ricordare a tutti che non esistono due ecologie contrapposte, una del \"fare\" e l\'altra del \"non fare\". O si è per l\'ecologia, sostenendo attivamente forme di progresso sostenibile, o si è per il profitto a scapito dell\'ambiente, atteggiamento nel quale non si manifestano mai, se non a parole, i principi della sostenibilità. Per comprendere ciò che è giusto fare e ciò che è giusto non fare, non sono necessari \"vangeli ideologici\", ma risulta più che sufficiente un uso cosciente della ragione e del libero arbitrio. Alcuni esempi: è giusto fare l\'ospedale d\'area vasta, ma non è giusto stanziare un bitumificio ed un maxi-canile a Passatempo; è giusto fare la strada di scorrimento veloce, ma non è giusto cementificare tutta il territorio di Osimo; è giusto fare la raccolta differenziata, ma non è giusto aprire nuove discariche; è giusto fare impianti di selezione dei rifiuti secchi, ma non è giusto costruire inceneritori; è giusto produrre energia dal sole, ma non è giusto costruire centrali nucleari. Quindi \"SI può fare\", ma anche NO.


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da Fabio Pasquinelli 
 

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-05-2008 alle 01:01 sul giornale del 31 maggio 2008 - 1013 letture