L'Arca della solidarietà trova una nuova sede in Osimo

3' di lettura 30/11/-0001 -
L’Arca, associazione umanitaria marchigiana fondata nel 1993 con lo scopo di favorire il risanamento dei “bambini di Chernobyl “ dando loro l’opportunità di soggiorni di risanamento in ambiente incontaminato e salubre è tuttora in piena attività, impegnata nel prendersi cura dei più deboli e bisognosi.

da L'Arca onlus
www.arcaservigliano.it


26 aprile 1986 - sono passati quasi 22 anni, praticamente una generazione, ma siamo purtroppo ancora ben lontani dal poter mettere la parola fine alle conseguenze della catastrofe che quel giorno si scatenò nella centrale termonucleare di Chernobyl e che tenne col cuore in gola mezza Europa.

Sull’onda della “fame energetica” mondiale, paiono messe da parte le preoccupazioni per i rischi del potersi ripetere di casi analoghi, così come è stato quasi del tutto rimosso l’orrore per quell’evento, eppure ben vive rimangono molte delle piaghe umane e sociali che esso reca ancora con se. Fra l’altro, il famoso “sarcofago” sta rapidamente degradandosi e un’altra possibile tragedia incombe, se non saranno presi rapidamente provvedimenti dalla comunità internazionale .

La contaminazione da radio-nuclidi rimane un evento i cui effetti rimangono ancora in gran parte da studiare e quantificare, avendo la caratteristica non solo di durare per tempi lunghissimi, ma anche di ripercuotersi, in modo subdolo ma devastante, sulla catena genetica.

L’Arca, associazione umanitaria marchigiana fondata nel 1993 con lo scopo di favorire il risanamento dei “bambini di Chernobyl “ dando loro l’opportunità di soggiorni di risanamento in ambiente incontaminato e salubre è tuttora in piena attività, impegnata nel prendersi cura dei più deboli e bisognosi.

Centinaia sono le famiglie marchigiane che in questi anni hanno aderito ai progetti di ospitalità, sia nell’ambito dei propri nuclei familiari, sia svolgendo volontariato per le accoglienze in gruppo, presso strutture. Migliaia sono i bambini, alcuni di essi ora divenuti adulti, che hanno usufruito, per uno o più anni, di questa preziosa opportunità.

Con il recente rinnovo dei componenti del direttivo e con il trasferimento della propria sede sociale in Osimo, l’ARCA inaugura ora una nuova fase della propria “missione”: quella di affiancare ai progetti di risanamento, sempre più mirati sui soggetti più bisognosi (bambini già affetti da tumori e leucemie ed ora in fase di “remissione”, nonché orfani sociali in stato di abbandono e ospiti degli “Internat” statali), anche progetti di cooperazione umanitaria, in particolare la Bielorussia, Paese che ha visto contaminato il proprio territorio dal 75% delle emissioni causate dall’incendio del reattore n. 4 della centrale di Chernobyl.

Ciò è la naturale evoluzione di esperienze sul campo, incontri, frequentazioni, amicizie che questa attività umanitaria ha comportato negli anni, consentendo a molti dei volontari più impegnati e fedeli alla causa di maturare un patrimonio di relazioni, di capacità operative, di conoscenza approfondita delle situazioni, che certamente merita di essere valorizzato.

I nuovi obiettivi vedranno anche il coinvolgimento di aziende, organizzazioni del territorio, autorità religiose e pubblica amministrazione, proprio per le valenze che una cooperazione di carattere internazionale reca con se e per le sinergie che è in grado di generare in campo sociale, culturale, economico e del dialogo interreligioso.

L’Arca si propone di svolgere anche opera di “messa i rete” e coordinamento di altre piccole realtà associative esistenti nel territorio regionale, aventi finalità analoghe, al fine di condividere e unire sforzi operativi e capacità progettuale.



Accoglienza 2008

Progetto Natasha





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 04 febbraio 2008 - 2011 letture

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