Strologo (FI): l'Astea e gli errori dell'amministrazione

3' di lettura 30/11/-0001 -
Sulla questione Astea in considerazione alle ultime dichiarazioni e alla luce anche dell’introduzione della finanziaria 2008 credo che mia sia consentito una attenta riflessione.

da Giovanni Strologo
Capogruppo consigliare Forza Italia


Sulla questione Astea in considerazione alle ultime dichiarazioni e alla luce anche dell’introduzione della finanziaria 2008 credo che mia sia consentito una attenta riflessione.

Il comune di Osimo nel luglio del 2005, all’assemblea dell’ATO, esprimendo voto contrario al documento programmatico dell’Ente, di fatto perdeva il proprio rappresentante all’interno del consiglio di amministrazione.

Da allora non si è voluto dar corso all’unica soluzione praticabile e cioè quella di affidare in house la gestione del servizio idrico per i prossimi 20 anni. ad una società completamente pubblica, formata cioè da soli comuni.

Si è scelto di costituire il consorzio Centro Marche Acqua, società costituita da ASTEA e Acqua Ambiente Marche.

L’ATO ha quindi affidato il servizio in questione al consorzio per 20 anni. Ma essendo il consorzio costituito anche da soci privati (G.P.O.), veniva disposta una moratoria sino al 31.12.2007 al fine di consentire al consorzio di adottare tutti i provvedimenti necessari per avere un capitale interamente pubblico.

Il problema in realtà riguardava la sola ASTEA che nell’assemblea dei soci del 10 dicembre u.s.(assente Osimo) ha deliberato di cedere tutte le quote azionarie del Consorzio ai soli Comuni azionari ASTEA, liquidando il privato.

Stesso iter seguito da Acqua Ambiente Marche.

Pur avendo attivato tutte le procedure per regolarizzare la propria posizione, il Consorzio ad oggi non ha ancora modificato la propria composizione societaria, pertanto la concessione ventennale rischia di andare in fumo.

Infatti la nuova Finanziaria ha attribuito le competenze che prima erano comunali, alle provincie con tutte le conseguenze del caso:

Sottrarre ai comuni o ai consorzi di comuni il potere di decidere le tariffe e le modalità di servizio; Creare nuove aziende pubbliche che gestiscano il servizio ovvero di scegliere imprese esterne a cui affidare il servizio stesso.

La Finanziaria però precisa che sono fatte salve le convenzioni e gli affidamenti in essere, pertanto l’affidamento del servizio idrico al consorzio Centro Marche Acqua rientra nella norma di salvaguardia purchè in tempi brevi si regolarizzi la nuova società con la partecipazione interamente pubblica coinvolgendo tutti i comuni interessati (magari ridefinendo le quote di partecipazione da calcolarsi sulla base degli abitanti e dei consumi).

Gli errori da parte di questa amministrazione sulla conduzione dell’Astea negli ultimi anni sono stati molti, primo fra tutti il rapporto sempre conflittuale con il socio ex AST, poi con la decisione nel 2004 di riacquistare circa il 5 % delle quote di Astea impegnando l’amministrazione comunale con una spesa di circa 6 milioni di Euro tramite l’accensione di un mutuo che grava pesantemente sulle finanze osimane !

Tra l’altro questa operazione non ha consentito un potere maggiore all’interno dell’Assemblea ASTEA, regolata da patti parasociali, quindi un investimento che si è rivelato inutile per l’amministrazione osimana.

Ora non resta che affrettarsi a costituire la nuova società dei comuni che così garantirà una buona potabilità dell’acqua ad un prezzo equo, così come avviene oggi.

Ancora una volta metodi di contrapposizione nella gestione dei rapporti in ambito intercomunale laddove la città di Osimo paga un isolamento politico che inizia a diventare pericoloso, mettendo in serio rischio anche il futuro della stessa Astea SpA, da sempre fiore all’occhiello del Comune di Osimo, che non dimentichiamo conta 180 dipendenti e ha un fatturato che è seconda nelle Marche solo dietro all’Aspes di Pesaro.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 14 gennaio 2008 - 1450 letture

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