PRG: facciamo chiarezza, iniziativa dell'Unione

2' di lettura 30/11/-0001 -
Le forze politiche dell’Unione di Osimo, come anticipato nei giorni scorsi, hanno invitato i responsabili e i tecnici della Provincia affinché ci illustrino il PRG osimano. Giovedì 6, sala Astea, ore 21,15.

da Il coordinamento del centro sinistra di Osimo


Non si può sempre asserire che l’opposizione vuole fare strumentalizzazione. E’ sotto gli occhi di tutti ad Osimo il dilagare senza precedenti in questi anni di case e cemento, in 10 anni tutto quello che era costruibile in base al piano regolatore in vigore dal 1996 è stato costruito.

L’amministrazione Latini appoggiata dalle sue liste civiche ora ha voluto un nuovo PRG con previsioni di crescita enormi, ancora case per 17.000 abitanti, quasi quanto dovrebbe crescere l’intera Provincia di Ancona nei prossimi 10 anni.

Un PRG non conforme ai piani provinciali fatti per dare uno sviluppo sostenibile al nostro territorio, e che prevede un consumo enorme di terreno naturale: 187 ettari a nuove destinazione residenziale! 125 ettari di accrescimento nelle aree esistenti! 103 ettari di aree per ulteriori edifici industriali. Cifre spropositate.

La Provincia, secondo le competenze attribuite dalla legge, è stata costretta ad intervenire e porre i rilievi del caso, presentando un volume di ben 180 pagine. Come prevedibile, l’amministrazione comunale ora la accusa di voler creare ostacoli non ammettendo invece che questo PRG è viziato in partenza.

Per questo le forze politiche dell’Unione di Osimo, come anticipato nei giorni scorsi, hanno invitato i responsabili e i tecnici della Provincia affinché ci illustrino con la massima obiettività possibile come stanno realmente le cose, con imparzialità e senza voler fare propaganda di parte.

L’invito è stato accolto e l’incontro pubblico è fissato per giovedi 6 dicembre presso la sala Astea di via Guazzatore. Invitiamo quindi i cittadini a cogliere questa occasione per capire e valutare le scelte di gestione del territorio che vogliono essere fatte nella loro città e che potranno incidere profondamente anche per le generazioni future.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 03 dicembre 2007 - 1330 letture

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