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Cervello Okupato: lettera aperta al Sindaco Latini

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Chiediamo al Sindaco Latini, in qualità di Primo Cittadino osimano, di assumere realmente la nostra questione che ha una specifica e legittima cittadinanza nel territorio che amministra.

da Cervello Okupato
La precarietà sembra dover essere la condizione coatta di questo vivere contemporaneo, specialmente per i sociologistici “giovani”. Noi del “cervello occupato” lo apprendiamo ancor meglio oggi, quando la nostra giovane esperienza di costruzione in comune di uno spazio di socializzazione e cultura autonome dai due mercati (quello del politico e quello consumistico del Valore-profitto) viene posta sotto minaccia di sgombero.

Ma non per questo ci pieghiamo di fronte a questo “stato di necessità” presunto. Il deterioramento del convivere sociale attuale e l’inadeguatezza delle risposte della politica istituzionalizzata dei partiti è sotto gli occhi di tutti, con il panico socializzato e i deliri identitari rigonfiati attraverso il ciclone neo-emergenzialista.

A problemi reali della vita si risponde esclusivamente con l’isteria repressiva, con la cultura delle ruspe e dello sgombero, con il rinfocolamento delle più bieche fobie sicuritarie per ogni “diverso” e con tanta buona pace della civiltà democratica costruita sul diritto. Noi ci opponiamo a questo tipo di interventismo nichilista e chiediamo il riconoscimento dei nostri diritti, quello ad esistere in primo luogo.

Pensiamo che il richiamo alla Legalità diventi lettera morta quando si traduce con l’imposizione forzosa e giudiziaria di volontà e regole non condivise da tutti. Pensiamo che una legge senza un consenso reale e rispettoso dei diritti di ognuno non possa avere piena legittimità. Pensiamo che di fronte a problemi reali occorra costruire soluzioni pratiche con una intelligenza comune.

Chiediamo al Sindaco Latini, in qualità di Primo Cittadino osimano, di assumere realmente la nostra questione che ha una specifica e legittima cittadinanza nel territorio che amministra.

Auspichiamo che nell’incontro fissato per giovedì 15 novembre alle ore 11:30, Latini sappia prendere una posizione equa di mediazione tra le nostre istanze e quelle della Camera di Commercio anconetana (proprietaria dell’immobile finora in disuso e abbandonato che noi occupiamo), che si è rivolta all’autorità del Prefetto per ingiungere lo sgombero dello stabile sito nel territorio osimano.

Confidiamo che un tale provvedimento, se reso effettivamente esecutivo, possa avere una ragionevole dilazione di tempi adeguati anche alle nostre necessità di riorganizzazione. A tale scopo, chiediamo di nuovo al Sindaco di fornirci soluzioni alternative praticabili, ovvero congrue all’esperienza che fino adesso stiamo sperimentando e costruendo.

In altri termini, chiediamo al Sindaco Latini di indicarci idonei locali alternativi a quelli attuali, capaci cioè di ospitare le iniziative di autogestione che proponiamo garantendo la nostra autonomia.

Nell’auspicio che il sig. Sindaco non eluda le nostre richieste e non si mostri inerte di fronte a una soluzione drastica del “nostro problema”, attendiamo sue concrete proposte a partire dall’incontro di giovedì 15 novembre.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 19 novembre 2007 - 1831 letture