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Dopo due settimane di agonia muore 15enne di Castelfidardo

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Non ce l’ha fatta il giovanissimo Riccardo Bruglia, quindici anni appena, schiantatosi lo scorso 18 ottobre mentre era in sella al proprio scooter contro un palo ai margini di via Musone.

di Michela Sbaffo
redazione@vivereosimo.it
Non ce l’ha fatta il giovanissimo Riccardo Bruglia, quindici anni appena, schiantatosi lo scorso 18 ottobre mentre era in sella al proprio scooter contro un palo ai margini di via Musone. Dopo una lunghissima agonia, un coma prolungatosi per più di due infinite settimane, si è spento domenica 4 nel reparto di Rianimazione dell’Ospedale Regionale di Torrette di Ancona, dove per tutto questo tempo è rimasto in cura, vegliato dall’affetto dei proprio parenti e amici.

I politraumi e le lesioni interne riportate nell’urto tremendo si sono rivelate alla fine fatali, nonostante il fisico adolescente, nonostante gli interventi chirurgici su di lui operati e il continuo monitoraggio medico.

La sua giovane vita si era già spezzata quel giovedì maledetto quando perse il controllo del proprio motorino in seguito, sembrerebbe, al contatto con una vettura e si schiantò rovinosamente prima contro un cordolo di una recinzione privata e poi contro un palo. Accadeva proprio il giorno successivo alla morte del coetaneo Michele Olivastri di Camerano, deceduto in seguito a un incidente analogo con lo scooter. Inutile il casco che il giovane Riccardo indossava regolarmente.

Teatro della tragedia, la zona Cityper di Villa Musone, ad appena 50 metri dalla propria casa, un’abitazione di campagna in via Villa Poticcio, dove il ragazzo abitava con il padre Mario Bruglia, la madre Antonietta Principi e il fratello maggiore Federico. Proprio di fianco risiede lo zio di Riccardo, Marco, che, con i fratelli Mario e Lorenzo, era cotitolare di una rinomata e ben avviata impresa familiare di produzione di calzature da donna, il Calzaturificio F.lli Bruglia, sito nella zona industriale Squartabue di Recanati. Messaggi di cordoglio alla famiglia Bruglia-Principi sono giunti anche dall’Istituto di Istruzione Superiore Enrico Mattei di Recanati dove il giovanissimo Riccardo studiava, dal dirigente Marabini e dai docenti tutti.

Nell’intero pomeriggio di lunedì la famiglia ha vegliato sulla salma e si sono susseguite fino a tarda serata celebrazioni rituali per Riccardo nella Chiesa della SS.Annunziata di Castelfidardo, parrocchia a cui lui e la famiglia appartenevano. Hanno partecipato i familiari di Riccardo e tanti, tantissimi suoi amici e compagni di scuola.

Proprio nella stessa chiesa della SS. Annunziata si sono tenuti martedi 6 i i funerali solenni alle ore 15, officiati dal parroco Don Franco Saraceni; la salma è stata tumulata nel cimitero di Loreto all’interno della tomba di famiglia.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 12 novembre 2007 - 2882 letture