Confartigianato: Centri commerciali, è ora di regolamentare

2' di lettura 30/11/-0001 -
Dai problemi viabilistici, alla scomparsa delle piccole attività con l’omologazione totale: “L’invasione” della grande distribuzione ad Ancona sud. Necessario per Confartigianato perseguire una politica che porti alla rivalutazione delle botteghe.

da Confartigianato


Centri commerciali: è ora di regolamentare La Confartigianato : dai problemi viabilistici, alla scomparsa delle piccole attività con l’omologazione totale “L’invasione” della grande distribuzione ad Ancona sud Perseguire una politica che porti alla rivalutazione delle botteghe

Sono troppi i centri commerciali sorti negli ultimi anni ad Ancona sud e troppi sono quelli che si propongono di realizzare. Il piccolo commercio e l’artigianato, vera spinta della microeconomia locale ha già subito il peso di queste scelte negli anni passati. Pensiamo, sottolinea Giorgio Cataldi segretario della Confartigianato provinciale di Ancona , sia giunta l’ora di regolamentare la grande distribuzione, predisponendo un piano che consenta di favorire l’apertura di nuove piccole attività, in particolar modo nelle periferie, che nel tempo hanno perso molto a scapito della grande distribuzione.

E’ evidente, che se non si realizzerà un piano serio ed equilibrato che tenga conto della domanda e dell’offerta si rischia il declino di settori vitali come il piccolo commercio e l’artigianato.

La Confartigianato pone con forza anche il problema viabilità sulla Statale 16 dove c’è la massima concentrazione dei grandi centri commerciali .

Lanciando l’allarme, Confartigianato sottolinea come la crisi non solo investirà sempre più i piccoli commercianti, ma anche le attività artigianali collegate: dalla manutenzione, alle riparazioni, all’assistenza solo per fare qualche esempio.

L’aumento a dismisura di centri commerciali e della grande distribuzione comporta la distruzione del piccolo commercio e dell’artigianato e con esso l'impoverimento dell'economia cittadina perché c’è una perdita di posti lavoro non riassorbiti interamente dalla grande distribuzione e quelli recuperati spesso sono precari. Il consumatore è sempre più attratto dal prezzo e sempre meno dalla qualità, oggi ancor di più date le ristrettezze economiche. All'interno dei centro commerciale, nell'intento di attrarre una grande quantità di persone, si vendono beni non sempre di elevata qualità, ma di buon prezzo.

Non dimentichiamo poi che la maggior parte della grande distribuzione è nelle mani di società estere che vendono i prodotti provenienti dai loro Paesi . Tutto questo rende praticamente impossibile ai nostri produttori la vendita dei loro prodotti tramite questi canali distributivi.

Noi vogliamo perseguire, conclude Confartigianato, una politica che porti alla rivalutazione delle botteghe e delle produzioni locali.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 12 novembre 2007 - 1412 letture

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