Addio Ricky, addio campione: l\'ultimo saluto degli amici

3' di lettura 30/11/-0001 -
Addio Ricky, addio campione. Non è sufficiente l’intera chiesa della S.S.Annunziata di Crocette per raccogliere tutti coloro che hanno voluto essere presenti martedì 6 per l’ultimo saluto a Riccardo Bruglia, 15 anni appena.



Addio Ricky, addio campione. Non è sufficiente l’intera chiesa della S.S.Annunziata di Crocette per raccogliere tutti coloro che hanno voluto essere presenti per l’ultimo saluto a Riccardo Bruglia, 15 anni appena, strappato alla vita dopo due infinite settimane di agonia, da quel terribile incidente, quando nel pomeriggio dello scorso 18 ottobre in sella al suo scooter si schiantò contro un palo ai margini di via Musone, ad appena 50 metri dalla propria casa in via Villa Poticcio.

Un manto di fiori disposti ai piedi dell’altare centrale e della bara, fiori tutti diversi, in colore e specie, un sorta di riflesso di quanto composita è la folla accorsa all’ultimo commiato: giovanissimi, anziani, uomini e donne di ogni età, stretti però dallo stesso dolore, accumunati dal desiderio di esserci e dare segno della propria presenza.

A caratteri azzurri, dipinto su di uno striscione bianco, li accoglie all’ingresso della chiesa il saluto degli amici per il piccolo campione scomparso: “Ricky, non smettere mai di giocare la tua partita... Campione, sarai per sempre parte di noi!” Hanno gli occhi lucidi i ragazzi della Splendorvitt di Loreto, la squadra di calcio con cui Riccardo giocava, in mano ognuno di loro ha un fiore bianco, tutti indossano la gialloverde divisa della squadra.

Le letture sacre invitano alla speranza: “Il giusto, anche se muore prematuramente, troverà riposo – recita il Libro della Sapienza– La sua anima fu gradita al Signore; perciò egli lo tolse in fretta da un ambiente malvagio.” E ancora, la lettura del Vangelo di Giovanni 14,1-6 “Io sono la via, la verità e la vita. Solo per mezzo di me si va al Padre\": Gesù e l’applicazione della morale cristiana sono le uniche vie per il Regno dei Cieli.

“Da dove certamente Riccardo ci osserva, colmo di pienezza –il parroco Don Franco Saraceni si rivolge direttamente al giovane Ricky– “Tu sei stato come una stella cadente: la tua vita è stata breve ma luminosa, intensa. Eri un ragazzo silenzioso, badavi ai fatti, all’essenziale. Vedi quanta gente è qui per te in tuo ricordo, vedi i tuoi genitori, Mario e Antonietta, tuo fratello Federico; a loro dico: cercate le stelle, poiché tu sei ora fra di esse, cercatelo dentro di voi, nella riflessione, nella preghiera, fuori dalla confusione del vivere quotidiano. Addio Riccardo, addio nostro angelo dai capelli neri.”

Nel momento dell’offertorio viene deposta sulla bara una scatola bianca: dentro di essa sono contenuti i messaggi stilati da tutti i suoi amici nella triste sera di lunedì, una volta appresa la definitiva notizia che Riccardo non ce l’aveva fatta, che dopo due settimane da quel maledetto giovedì il suo cuore aveva cessato di battere.

Due di loro prendono la parola per salutare Ricky: “Tu hai lottato fino alla fine e ti siamo stati vicini. Ora tu sii vicino a noi: resterai sempre nei nostri cuori”; “Tu, che eri un ragazzo timido, ma generoso, sempre pronto a aiutare i compagni in difficoltà: vogliamo ricordarti quando correvi per il campo, pallone al piede, capelli al vento, la tua eleganza, la tua grinta. Addio, capitano.”

Al termine della funzione i ragazzi della Splendorvitt hanno posato ciascuno il proprio fiore sulla bara di Riccardo come ultimo omaggio. Pianti sommessi e lacrime hanno squarciato il cielo novembrino giunto ormai all’imbrunire. Il corteo è quindi partito per accompagnare la bara di Riccardo fino al cimitero di Loreto, dove è stato sepolto all’interno della tomba della famiglia.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 12 novembre 2007 - 3869 letture

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