L.U.P.O., associazioni: ci sono i figli e i figliastri

3' di lettura 30/11/-0001 -
Non capiamo perché, visto che di cemento ne è stato riversato a volontà, non si sia provveduto a realizzare una area adeguata alle manifestazioni per tutte le organizzazioni ed associazioni cittadine che ne hanno la necessità

da L.U.P.O.
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Abbiamo appreso senza neanche troppo sconcerto, visti i precedenti, dell’ennesima delibera approvata dall’amministrazione comunale riguardo le feste di partito o di associazioni in luoghi pubblici ed un particolare nell’unico sito attualmente adibito a tale scopo, poiché dispone dei necessari requisiti sia del prefetto, in materia di sicurezza, sia del buon senso perché si trova in una zona interna al tessuto urbano e relazionale cittadino.

I precedenti ce li ricordiamo tutti, ad es. quando gli stessi recidivi ebbero la brillante trovata di vietare manifestazioni pubbliche e volantinaggi nella piazza principale e nelle zone centrali, salvo consentire quelle patrocinate dal comune o indette dagli amici degli amici; allora la nostra risposta consistette in circa due anni di manifestazioni, presidi e volantinaggi abusivi fino a farli retrocedere dalla improponibile disposizione, anche grazie alla mobilitazione generale delle altre forze cittadine ancora legate ad un minimo di decenza oltre che di democrazia formale.

Anche questa volta, per una sorta di idiosincrasia o vocazione interna a questa giunta, ci dicono che nell’unico (all’oggi) spazio pubblico adibito a iniziative politico-culturali-ricreative pubbliche, spazio in cui finora l’amministrazione non ha potuto mettere il cappello, d’ora in poi realizzeranno le proprie bisbocce (o encomiabili e solidali iniziative) soltanto coloro che passeranno al vaglio della sponsorizzazione comunale o che sono da questa gradite; prevediamo che si verificheranno reazioni adeguate a ristabilire la normalità di una convivenza democratica messa in dubbio dall’arroganza di chi si è abituato a considerare la cosa pubblica come cosa propria, seppellendo sotto colate di cemento il nostro spazio fisico e sotto delibere fantasiose e paradossali lo spazio democratico.

Non ci nascondiamo poi che nello specifico tre feste nell’arco di un mese siano troppe per i residenti della zona di piazza Giovanni 23° e saremmo i primi a sollecitare uno spostamento in aree più adeguate e non capiamo perché, visto che di cemento ne è stato riversato a volontà, non si sia provveduto a realizzare una area adeguata alle manifestazioni per tutte le organizzazioni ed associazioni cittadine che ne hanno la necessità.

Detto questo però la soluzione non può essere quella di spostare le associazioni non gradite nella cattedrale nel deserto del Palabaldinelli o nel deposito d’amianto dell’ex Foro Boario, anche perché non otterrebbero i necessari permessi se tali aree non fossero prima rese idonee, né si può gravare tutto sul consiglio di quartiere di Campocavallo e sulla sua eventuale discrezionalità:

Caro sindaco, prima di lasciarci (con molto rimpianto) per il Parlamento vuoi proprio farci divertire per altri due anni? Avremmo altro da fare.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 05 novembre 2007 - 1784 letture

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