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Coppie di fatto: 5 emendamenti, 4 ore di dibattito in Sala Gialla

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Coppie di fatto sì, coppie di fatto no. Un tema che inevitabilmente divide poiché, data la sua delicatezza, risente delle tante interpretazioni dell’antichissimo termine e concetto di “famiglia”. Il documento proposto in mozione alla Sala Gialla lunedì 29 dal gruppo Liberi e Forti non ha mancato di sollevare infinite e accese discussioni.

di Michela Sbaffo
redazione@vivereosimo.it
Coppie di fatto sì, coppie di fatto no. Un tema che inevitabilmente divide poiché, data la sua delicatezza, risente delle tante interpretazioni dell’antichissimo termine e concetto di “famiglia”. Il documento proposto in mozione alla Sala Gialla dal gruppo Liberi e Forti (Giovanni Beccacece e Candido Donato; firmato anche da Giovanni Strologo, ora però tra le fila di FI) non ha mancato di sollevare infinite e accese discussioni. Qui il testo: Mozione "Liberi e Forti". In sintesi, una difesa della famiglia intesa come ‘tradizionale’ patto monogamico tra uomo e donna e un fermo diniego contro i PACS (la mozione è stata depositata il 5 Febbraio 2007).

Ben 5 gli emendamenti proposti. Due speculari: il primo, proposto dal consigliere Claudia Domizio (capogruppo UDC) in cui si invita a modificare il dispositivo finale in “Il Consiglio Comunale di Osimo IMPEGNA il Sindaco e la Giunta Comunale a NON istituire nel Comune di Osimo il registro delle unioni civili (coppie di fatto) che rappresenterebbe un primo passo verso una piena legittimazione di forme di convivenza diverse da quella tradizionale basata sul matrimonio tra un uomo e una donna”. Il secondo, di intenzione diametralmente opposta, proposto da Sandro Cittadini (PRC-Verdi). Entrambi non passano ai voti. Il Sindaco Dino Latini spiega che una forma simile a un registro delle unioni civili esiste già in tutti i comuni italiani e che solo un provvedimento nazionale può di conseguenza modificare lo status quo.

Il terzo emendamento viene presentato da Mirco Gallina e Roberto Francioni: in esso si chiede di cassare tutta la mozione da “visto che” e sostituire “ribadendo a tutt’oggi la centralità della famiglia come istituto fondante della società civile, INVITA il Comune di Osimo a una sempre maggiore attenzione e tutela della famiglia mediante ulteriore finanziamento, da prevedere nel prossimo bilancio di previsione, da destinare per gli aiuti di carattere economico alle famiglie in difficoltà e in particolare alle giovani coppie.” Spiega Gallina: “Non condivido lo spirito della mozione che, per difendere una istituzione, quale il matrimonio, si contrappone a altre istanze. Accettare i DICO non significa deligittimare la famiglia.” L’emendamento passa.

Quarto emendamento, proposto da Mauro Pellegrini e Luigi Giacco (DS). Accusano che la mozione di Liberi e Forti parte sì dall’art. 29 della Costituzione, ma gli attribuisce sentenze e valori (la definizione di famiglia naturale quale legame di coppia tra uomo e donna siglato dall’atto ‘giuridico e solenne’ del matrimonio) non in realtà in esso esplicitamente espressi. L’emendamento perciò propone che la mozione citi l’art.29 nella sua forma pura (“La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”), in modo tale che ognuno possa vedere salvaguardata la propria nozione soggettiva di famiglia, e quindi cassare il dispositivo finale accettando quello dell’emendamento Gallina-Francioni (tutela economica per le famiglie in difficoltà e giovani coppie). L’emendamento Pellegrini – Giacco non passa.

Di fronte alla difesa espressa a più riprese dal centro sinistra del diritto degli omosessuali al riconoscimento della propria dimensione affettiva e familiare, non sono mancate da parte di alcuni le ovvie battute da bar e commenti impropri fuori microfono. In contrasto a tanta povertà spicca l’articolato e deciso intervento di Graziano Piergiacomi (DS) in merito allo scopo generale della mozione: “La costituzione europea afferma che la società europea si basa non sulla famiglia ma ‘sulle famiglie’ intendendo per famiglie tutte quelle diverse articolazioni di cui stiamo discutendo e che in Europa hanno diritto di esistere. A dover cambiare la costituzione italiana in questo senso non ci vedrei nulla di male....Questo che voi volete è un atto di prepotenza nei confronti di tante persone che hanno deciso di fare un vita senza bandiere, senza ideologia, senza timbri, solo esclusivamente sotto il segno dell’affetto, dell’amore e della solidarietà.”

Modificata la mozione secondo quanto proposto da Gallina e Francioni, Strologo e Beccacece scelgono di riproporre il testo originale della mozione (con il suo attacco ai PACS e la difesa delle radici cattoliche dell’istituto familiare) con un quinto emendamento. Critiche dell’opposizione nei confronti del Presidente del Consiglio Achille Ginnetti per aver permesso la presentazione di un emendamento, che, nei fatti, ripropone un testo già cassato dal voto del Consiglio. L’emendamento Strologo-Beccacece passa.

Con undici sì passa anche il testo finale, una giustapposizione che vede convivere in sè tanto l’attacco contro i PACS quanto la disponibilità di venir incontro economicamente alle famiglie in difficoltà e alle giovani coppie.

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EV

Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 05 novembre 2007 - 2118 letture