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CNA, strada di bordo: Comune e Provincia tornino a dialogare

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Dopo il giudizio negativo della Provincia di Ancona sul PRG osimano, in particolare sulla strada di bordo, l'associazione di categoria ritiene indispensabile un incontro tra comune e provincia per la costruzione di un'arteria stradale che permetta di decongestionare il traffico dal centro di Osimo.

di CNA Ancona Sud
Estrema preoccupazione da parte della CNA di Osimo sull'evoluzione delle opere infrastrutturali nella città. Dopo il giudizio negativo della Provincia di Ancona sul PRG, in particolare sulla strada di bordo, l'associazione di categoria ritiene indispensabile un incontro tra comune e provincia per la costruzione di un'arteria stradale che permetta di decongestionare il traffico dal centro di Osimo.

La situazione, infatti, vede un eccessivo "carico" di mezzi pesanti e non sulla ss 361: la strada osimana è oggi l'unica via che colleghi Ancona a Macerata. Una strada che non può essere più lasciata a se stessa e che necessita urgentemente di interventi per permettere lo scorrimento del traffico in maniera efficiente e sicura.

Per tale ragione l'associazione di categoria degli imprenditori artigiani chiede con forza un tavolo di concertazione tra provincia e comune per promuovere al più presto una rapida soluzione a questa problematica che non può più attendere.

"Le osservazioni del vicepresidente provinciale sembrano a noi condivisibili - commenta Maurizio Bertini, segretario della CNA di Zona Sud di Ancona - Questa situazione di stallo non può portare ad un muro contro muro che farebbe perdere ulteriore tempo e soprattutto denaro. In questa fase, invece, occorre ritornare ad un tavolo per riaprire il dialogo e vedere come poter uscire da questa situazione di empasse.

Infatti il rischio è quello di non vedere realizzata nessun tipo di opera, né la strada di bordo né il potenziamento della Valmusone. Riteniamo che in questa baruffa a rimetterci siano i nostri imprenditori ed in generale tutti i cittadini osimani che si ritroveranno una viabilità che è la stessa ormai da decenni.

Ritengo – conclude Bertini – che questo caso ricalchi le vicissitudini dell’ospedale di rete, dove ancora una volta lo scontro tra enti locali fa perdere il territorio".

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EV

Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 05 novembre 2007 - 1571 letture