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Bitumificio: il Sindaco tace e tutta Osimo è minacciata dall'ossido di zolfo

4' di lettura 30/11/-0001 -
Appello al Sindaco del Comitato delle Mamme di Osimo: "Vogliamo credere che questo del bitumificio sia stato solo un “incidente di percorso” e le chiediamo a gran voce di bloccare immediatamente la costruzione di questo scempio".

da Comitato mamme osimo


«Sono contento di cuore del successo del Comitato di Passatempo. La loro candidatura è un atto costruttivo e la nomina un mezzo in più di dialogo proficuo con l’Amministrazione».

Così si è espresso il Sindaco di Osimo, Dino Latini, sul suo blog, commentando l’elezione nel Consiglio di Quartiere di Passatempo di più componenti del Comitato antibitumificio e della sottoscritta, rappresentante del Comitato delle Mamme di Osimo.

Approfittiamo dell’invito al dialogo che ci ha rivolto, per ricordarle che la battaglia che stiamo conducendo non riguarda soltanto la salute dei cittadini di Passatempo, ma quella dell’intera comunità osimana, lei incluso. Se lei non ci darà ascolto nel bloccare la costruzione del bitumificio in via Cola, la ciminiera alta 20 metri che sorgerà nell’impianto, emetterà nella nostra atmosfera ogni giorno 226 kg di ossido di zolfo, per un totale di 82.490 kg ogni anno.

L’ossido di zolfo è una sostanza, come si può leggere su qualunque enciclopedia «fortemente irritante per gli occhi e il tratto respiratorio. Un’esposizione prolungata a concentrazioni anche minime (alcune parti per miliardo) può comportare faringiti, affaticamento e disturbi a carico dell'apparato sensorio.

Per inalazione può causare edema polmonare ed una prolungata esposizione può portare alla morte. La principale fonte di inquinamento è costituita dalla combustione di combustibili fossili (carbone e derivati del petrolio) in cui lo zolfo è presente».

E lei, caro Sindaco, sa benissimo che – una volta immesse nell’atmosfera – le sostanze nocive vanno dove le porta il vento, magari anche dalle parti di casa sua.

L’intero territorio osimano sarà interessato da questo impianto che, lo ricordiamo, la legge classifica tra quelli maggiormente inquinanti. A che vale dunque vivere in un piccolo centro immerso nella campagna, se poi si fa di tutto per omologarlo alle grandi città? Che cosa ci guadagnano i cittadini osimani? Lo stesso inquinamento di una metropoli, senza i servizi che una grande città offre.

È questa l’eredità che vuole lasciare ai piccoli osimani che, un domani, si ritroveranno a fare i conti con i disastri ambientali, che lei si ostina a fare passare come «sviluppo del territorio», perpetrati dalla sua Amministrazione? Anche noi del Comitato vogliamo lo sviluppo, ma uno sviluppo sostenibile, in armonia con l’ambiente e non mirato a distruggerlo.

Ci chiediamo anche, Sindaco Latini, come mai una strada pubblica in via Cola che porta al cantiere sia stata interclusa con un cancello e come mai il cartello che fino a qualche giorno fa era esposto ora non vi sia più. A che titolo, poi, la ditta Calamante ha posto il divieto di accesso in una strada comunale?

La Provincia, il 17/10/07, invitava il Sindaco a riferire con urgenza in merito ai rilievi mossi nell’esposto del nostro avv. Tina Fusari, e la quarta Commissione Consiliare ha esaminato con estrema attenzione gli atti ritenendo i rilievi estremamente gravi. Che cosa risponde il Sindaco in merito?

Vogliamo credere tuttavia, che questo del bitumificio, sia stato solo un “incidente di percorso” e le chiediamo a gran voce di bloccare immediatamente la costruzione di questo scempio, che oltre a danneggiare la salute nostra e dei nostri figli, danneggerà irrimediabilmente anche quel piccolo patrimonio archeologico (la Fonte Giana e il bachifico, già sotto la tutela dei Beni Ambientali), che appartengono non soltanto ai cittadini di Passatempo, ma all’intera città di Osimo.

In caso contrario, Lei dimostrerebbe di non avere a cuore la vita, e nemmeno la storia, dei suoi cittadini, compresi quelli che l’hanno votata, cancellando – come sta facendo - luoghi e memorie, lasciando al loro posto torri e ciminiere a imperitura testimonianza del potere suo e dei suoi fedelissimi.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 29 ottobre 2007 - 2510 letture

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