Diffida in Comune dal Comitato Senza Bitume: Latini chiede un incontro

10' di lettura 30/11/-0001 -
Per quanto riguarda l'impianto di betonaggio in Passatempo, farò valutare con estrema attenzione tutti gli ulteriori rilievi mossi. E se ci saranno le premesse appena sufficienti per intervenire legittimamente in merito, anche con scelte solo personali, lo farò. In tal senso, sarebbe opportuno un incontro per avere una migliore spiegazione di tutta la questione posta.

da Blog Sindaco Dino Latini
www.comune.osimo.an.it


E' pervenuta al Comune di Osimo la seguente diffida relativa all'impianto di betonaggio in Passatempo:

" Con la presente, in nome e per conto del Comitato di Passatempo, faccio seguito a tutte le pregresse comunicazioni - che il Dirigente del Dipartimento del Territorio non si è dato ancora carico di con le quali oltre a segnalare i vizi e le carenze istruttorie avevo eccepito in particolare:

-la mancanza almeno della preventiva procedura di verifica ex art. 6 della L.R. 7/2004 conseguente al fatto che le opere autorizzate rientrano tra le tipologie progettuali indicate nell'allegato B2, specificatamente alla letto q) -Torri piziometriche, serbatoi, silos di altezza superiore a 12 m. e g) Impianti destinati alla produzione di cemento ..... in altri tipi di forni aventi una capacità di produzione di oltre 50 tonnellate al giorno -fatto questo che da solo comporta l'immediato ordine di sospensione lavori ai sensi del comma 2 dell' art.18 della stessa legge regionale che dispone testualmente " nei casi di opere o interventi realizzati senza aver effettuato la procedura di verifica o senza aver acquisito il giudizio di 'compatibilità ambientale in violazione della presente legge, il Comune competente dispone la sospensione dei lavori nonchè la riduzione in pristino dello stato dei luoghi a cura e spese del responsabile, definendone i termini e le modalità ";

- la non ottemperanza da parte della ditta Calamante a quanto richiesto dell' ASUR - Dipartimento Prevenzione -Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro- nel parere del 12 settembre 2006 circa la fattibilità dell 'intervento in questione, nel quale è formalizzato anche quanto segue: "Inoltre, poiché la ditta Calamante svolge attività prevalentemente all'esterno e dà luogo ad emissioni di polvere e rumore, dovrà valutare l'impatto ambientale nei confronti degli stabilimenti e/o abitazioni circostanti ed attuare le conseguenti misure";

- il fatto che il Comune non solo ha rilasciato il provvedimento unico di che trattasi ancor prima del rilascio di tutti i pareri da parte degli Enti che erano stato chiamati ad esprimerli dal responsabile del SUAP del Comune di Osimo (alcuni dei quali infatti intervenuti successivamente al 19 giugno 2006 mentre quello inerente la concessione pluriennale di acqua pubblica è ancora mancante! l), ma, addirittura -anche quando il responsabile del suddetto Dipartimento ASUR, con nota del 25 giugno 2007, diretta al Sindaco, ha " fatto rilevare che la ditta Calamante non aveva ancora provveduto all'inoltro di quanto richiesto -non ha nemmeno chiamato la ditta stessa ad ottemperare;

- il fatto che non solo non era stato emanato il necessario ordine di sospensione lavori per quanto già sopra evidenziato ma anche che la ditta stava avviando i lavori realizzativi dell 'impianto quando il provvedimento autorizzatorio rilasciato il 19 giugno 2006 era ormai decaduto, decadenza questa che inoltre ha travolto anche la successiva variante, rilasciata il 19 luglio 2007 e cioè quando il titolo originario era ormai privo di ogni e qualsiasi ulteriore efficacia;

- il fatto che per le opere in variante non erano stati richiesti i necessari pareri a tutti gli enti chiamati ape legis ad intervenire al procedimento, tra questi l'Asur ed il Servizio Ambiente - Area Ecologia - della Provincia;

- il fatto che né nel parere favorevole reso dal Sindaco il 9 marzo 2006, né negli atti istruttori del S.U.A.P. inerenti l'istanza avanzata dalla ditta Calamante, nonché nella stessa domanda a firma dei tecnici progettisti incaricati da detta ditta, è stata fatta menzione dei vincoli che gravano sull'area (compreso quello a tutela e conservazione del parco posto immediatamente a ridosso della zona d'intervento), con tutto quanto ne consegue anche in termini di possibile falsità ideologica delle dichiarazioni rese.

Ebbene, nonostante tutto quanto sopra, alla ditta Calamante è stato permesso di procedere nei lavori che, perdipiù, sono del tutto difformi a quelli previsti nel progetto di variante e che sono stati e sono condotti in tutta fretta (sui quali andrò a rendere, con separa nota, esaustiva illustrazione evidenziando la ratio di un simile, .~brigativo, intervento e come esso sia connesso ai puntuali rilievi che la Provincia -Settore Urbanistica- aveva già reso relativamente alla non fattibilità dell'intervento stesso sull'area sulla quale è stato previsto e poi illegittimamente assentito) e ciò solo in quanto il Responsabile del Servizio del Territorio non risulta aver ancora provveduto ad emettere alcun ordine di sospensione lavori sebbene espressamente previsto e prescritto dalla surrichimata legge regionale e sebbene ricorrano, nel caso di specie, anche i presupposti per intervenire ai sensi dell'art. 27 del D.PR n.380/2001 e s.m.i.

Fatto ancor più grave è che lo stesso non sia intervenuto con un ordine di sospensione nemmeno in via cautelativa onde far esperire tutti i dovuti approfondimenti circa i rilievi mossi da me scrivente e fino a quando non fossero intervenute tutte le dovute pronunce da parte del Servizio Urbanistica della Provincia di Ancona circa la mancanza del suddetto parere preventivo ex L.R. 7/2004, come pure da parte del Servizio Tutela dell' Ambiente che il 6 settembre 2007 ha espressamente invitato il Comune di Osimo a trasmettere tutti gli elaborati della variante onde valutame la portata e che, in mancanza di riscontro, con nota del 25 settembre u.s. lo ha sollecitato a provvedere.

Se a tutto ciò si aggiunge:

che l'area sulla quale è stato previsto ed assentito l'impianto è interessata anche dell'ambito di tutela delle "Fascia della Continuità Naturalistica" così come individuata nel vigente Piano Territoriale di Coordipamento_(approvato con Del n. 117/2003);

che il Comitato Provinciale del Territorio ha espressamente eccepito che " non è in alcun modo compatibile con il territorio agricolo, la localizzazione delle industrie insalubri, che la L.R. 13/90 stabilisce di localizzare in apposite zone .. ", è che quindi per localizzare una industria insalubre di prima classe come quella di che trattata si era richiesta una " specifica e speciale zonizzazione produttiva degli insediamenti industriali, con la conseguenza che al di fuori di tale specifico azzonamento l'insediamento di un 'industria nociva in zona agricola è da considerare vietato ",' che, per di più, l'area di che trattasi è prossima a nuove zone residenziali di espansione previste nel P.R.G. adottato dal Comune nel novembre 2005 ed a nuclei residenziali già da tempo ivi insediati;

che sempre il suddetto Comitato Provinciale per il Territorio ha anche fatto rilevare come "la previsione" di cui al comma 4.02/bis della NTA del PRG adottato che "stabilisce una sorta di esenzione alle norme di salvaguardia, facendo salvi ... gli interventi edilizi diretti già depositati presso il Comune di Osimo alla data di adozione della .. variante al PRG ... non è conforme alla normativa vigente relativamente alle norme di salvaguardia, ed in particolare rispetto al!' art. unico della Legge 1902 del 3.11.1952 e all'art. 39 della L.R. 234/1992",

resta ulteriormente comprovato ed acclarato il fatto che sull'area stessa un intervento così invasivo, come quello di cui trattasi, non era né è assolutamente possibile e quindi rileva in tutta la sua gravità la circostanza che ad oggi non solo alla ditta Calamante non è stato eccepito nulla di quanto sopra ma che addirittura sia ancora permesso alla stessa di procedere tranquillamente nei lavori (per di più ormai abusivi ed in ogni caso difformi al progetto assentito) in " baldanzoso" spregio anche delle puntuali disposizioni di legge vigenti in materia.

Sono quindi, per l'ennesima volta, a richiedere l'emissione dell'ordine di sospensione lavori, come pure un pronto e fattivo intervento da parte di tutti gli Enti in indirizzo, ciascuno per quanto di rispettiva competenza, perché gli ambiti di tutela ed i vincoli che gravano sull' area vengano salvaguardati e perché sia impedito alla ditta Calamante di proseguire oltre nei lavori.

Affinché la Procura della Repubblica possa avere piena ed immediata cognizione delle questioni sollevate allego alla presente le pregresse note a mia firma nelle quali è già stata resa illustrazione dell'intera pratica, precisando che per ogni più puntuale disamina di tutte Ìe eccezioni mosse si provvederà a trasmettere con ogni urgenza una specifica memoria-esposto nella quale saranno analiticamente evidenziati, punto per punto, partendo dalla domanda introduttiva del 7 novembre 2006:

gli atti istruttori e le loro carenze; le atte stazioni rilasciate; il fatto che la ditta Calamante non ha preventivamente provveduto, come invece tenuta, nemmeno alla procedura di verifica prevista dall'art. 6 delle L.R. 7/2004, quando per la presenza dei vincoli gravanti sull'area sarebbe stata necessaria addirittura la V.LA; il fatto che sino a tutto il 16 settembre 2006 sull'area erano state eseguite solo opere di pulizia del terreno, con scoticamento ed apposizione di un piccolo strato di ghiaia, e quindi sole opere di semplice accantieramento che (come ben sa il Responsabile del Servizio del Territorio) non costituiscono inizio dei lavori, con conseguente intervenuta decadenza del titolo abilitativo rilasciato il 19 giugno 2006 ed inefficacia della variante in data 19 luglio 07 e quindi abusività delle opere in corso; la difformità di quelle sin qui realizzate; i puntuali rilievi che la stessa Provincia di Ancona, Settore Urbanistica, ha espresso sull'area d'intervento stante i quali l'intervento stesso non poteva essere assentito, né tantomeno realizzato; la mancata emanazione dell' ordine di sospensione lavori e le gravi conseguenze che detta omissione è atta a determinare in favore della ditta Calamante ed in danno della popolazione ivi residente che assiste con preoccupazione e sconcerto al fatto che detta ditta, con tanta baldanza, possa ancora proclamare ai quattro venti che tanto l'impianto si farà e che deve constatare ad oggi, oltre alla mancata adozione dei dovuti provvedimenti da parte del Comune finalizzati ad impedire il compiersi di un vero e proprio scempio su un'area sulla quale insistono più vincoli- la mancanza di deciso e pronto intervento anche degli Enti chiamati, per quanto di rispettiva competenza, ad intervenire in merito. Dalla disamina della redigendo memoria-esposto ben emergerà la fondatezza di tutto quanto sin qui eccepito e la stessa rilevanza penale di alcuni dei fatti esposti. "


In questa sede preciseremo solo quanto riguarda la verifica di impatto ambientale e le prescrizioni provinciali.

1) l'intervento non è soggetto a verifica di impatto ambientale in quanto non presenta torri piezometriche, serbatoi, silos di altezza superiore a 12 metri e in quanto non sono previsti impianti destinati a produzione di cemento o forni;

2) per quanto riguarda le prescrizioni provinciali così come affermato nella diffida, il Comune di Osimo si riserva di verificare la bontà giuridica rispetto alla normativa nazionale del presunto rilievo della Provincia che stabilisce che le industrie insalubri di prima classe debbono essere ubicate in zona agricola, nonchè la comparazione delle prescrizioni analoghe della Provincia di Ancona con gli strumenti urbanistici degli altri Comuni. Da una prima indagine, infatti, non risulta certo quanto affermato dalla Provincia.

Per quanto riguarda l'impianto di betonaggio in Passatempo, farò valutare con estrema attenzione tutti gli ulteriori rilievi mossi. E se ci saranno le premesse appena sufficienti per intervenire legittimamente in merito, anche con scelte solo personali, lo farò. In tal senso, sarebbe opportuno un incontro per avere una migliore spiegazione di tutta la questione posta.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 22 ottobre 2007 - 1532 letture

In questo articolo si parla di





logoEV
logoEV