belvedere ostrense: I Nomadi dagli anni '60 a oggi: intervista a Beppe Carletti

7' di lettura 30/11/-0001 -
In occasione del concerto dei Nomadi del 12 Luglio allo Stadio Comunale di Porto Potenza Picena Vivere Osimo ha intervistato Beppe Carletti.

di Lorenzo Possanzini
lorenzo.possanzini@vivereosimo.it


Come sono cambiati musicalmente i Nomadi dagli anni 60 ad oggi?

Abbastanza, sono cambiati gli elementi…

E’ rimasto solo lei della formazione originale…

Si, sono rimasto solo io, come ho già detto sono cambiati gli uomini, sono cambiati i musicisti però lo spirito è rimasto quello di una volta; il modo di fare le canzoni è sempre lo stesso e proprio per questo penso che attualmente abbiamo una delle formazioni più belle musicalmente.

State attraversando quindi uno dei periodi migliori?

Diciamo di si, è un impressione che sto traendo da tempo.

Come ricorda il primo disco “Donna la prima donna” assieme a Daolio?

E’ nato un pò per gioco…

E’ il primo 45 giri…

Si, non pensavamo mai al successo, abbiamo fatto questo 45 giri perché c’è stata offerta la possibilità di farlo, ma non aspiravamo o pensavamo che avremmo avuto una buona affermazione.

Quale è il segreto per rimanere sempre nei primi posti delle hit parade?

Segreti per me non ce ne sono, è molto importante la coerenza e l’affetto che ci dimostra la gente.

Venendo ai vostri concerti?

Esatto, non mi stancherò mai di dire che coerenza e semplicità sono le cose più importanti. Per coerenza significa essere fedeli con le canzoni che si fanno, che siano consone a noi stessi, no che cantiamo una cosa e agiamo in un altro modo.

A Sanremo i Nomadi avevano proposto per il 2001 "Trovare Dio"e nel 2002 "Sangue al cuore” per quale motivo pensi che non siete stati accettati dagli organizzatori?

La mia impressione è che non facevamo parte del loro business o meglio, pensavano che in quel momento non eravamo adatti a Sanremo.

A vincere?

Neanche a vincere ma a partecipare, ci hanno considerato così…Comunque non è che è andata male “Sangue al cuore” è stato prima in classifica per diverso tempo ed è una delle canzoni più importanti che abbiamo inciso dopo di Augusto; sicuramente chi ha sbagliato non credo siamo stati noi.

Nel 2006 invece grazie al brano “Dove si va” siete arrivati primi nella categoria gruppi e ricevuto il premio “sala stampa radio e tv” è stata una bella soddisfazione per voi…

Si, il fatto stesso che ci abbiano invitato dicendo fate voi la canzone che credete più giusta penso sia una nota positiva, secondo me il lavoro deve essere così, l’artista deve presentare il proprio brano, la canzone deve piacere a chi la canta.

Nel cd dedicato a Battisti “Innocenti Evasioni”, avete interpretato la canzone “Prigioniero del mondo”, Come è nata la scelta di questo brano? Vi e’ stato imposto?

No, l’ho scelto io personalmente. Nel 1968 Battisti cantava questa canzone ad “Un disco per l’estate” e mi è sempre piaciuta. Quando mi è capitata questa occasione ho detto facciamo questa poi è anche una bella canzone, come del resto tutte le sue canzoni.

Da tempo nei vostri concerti si ascolta il cavallo di battaglia “Io vagabondo” nella parte conclusiva della vostra esibizione. E’ una sorta di rito tradizionale o una vostra scelta personale?

No, non ci sono riti, non puoi fare “Io vagabondo” a metà , lo devi fare alla fine… come si dice… dulcis in fundo. La gente se la aspetta in chiusura per cantarla e salutarci tutti assieme..

A parte il bellissimo tour che state facendo, ci sono in corso progetti per il futuro?

C’è un doppio cd live inciso con una grande orchestra sinfonica che uscirà a metà Ottobre con due inediti, una bella cosa, un bel progetto che stiamo realizzando.

Noi pensiamo di aver fatto un buon lavoro; le canzoni hanno assunto un altro aspetto con l’orchestra sinfonica, molto bello, non dovrei dirlo io, ma ne siamo soddisfatti, l’orchestra ha dato veramente un grande sostegno e importanza alle nostre canzoni.

Dal 1998 per quanto riguarda le case discografiche avete deciso di autoprodurvi, come mai questa scelta?

Il produttore se ne andato dopo 30 anni e ora produco io ma non è cambiato niente. Il produttore è un po’ l’allenatore di una squadra. E’ colui che ti dice che ruolo devi avere in campo e così faccio io, assegno il ruolo: il chitarrista fa il chitarrista, il cantante fa il cantante e, il terzino non lo faccio giocare da centravanti.

Quindi ricopre questo ruolo anche durante le partitelle di calcetto che spesso effettuate?

Noooo (ride) io non so giocare partecipo solo per dare un senso alla squadra.

Dal 1993 fino adesso abbiamo visto i Nomadi e in particolare Lei impegnato nelle azioni di solidarietà? Cosa pensa a riguardo?

Io mi diverto a fare queste cose. E’ strano dire “mi diverto” ma è la verità.

L’abbiamo visto sparso in tutto il mondo anche nelle foto del sito…

Diciamo che il 90% dei viaggi me li sono fatti da solo. Sono stato in Cambogia, Vietnam, Laos e tanti altri. Mi piace molto viaggiare, sono le mie vacanze e nel frattempo portiamo avanti iniziative umanitarie. L’ultima che ho fatto è stata in Madagascar ad Ottobre e mi è piaciuta molto visitarla.

Non posso dire la stessa cosa della realtà che ho trovato, però riuscire a fare qualcosa per questi bambini, che purtroppo hanno bisogno di tutto, è una bella soddisfazione. Non hanno nulla quindi qualsiasi cosa riesci a portare va bene…

Diciamo che si tocca con mano la realtà..

Esatto tocco con mano e poi mi piace anche vedere se le donazioni veramente vengono fatte o meno. Io sono schietto, offro ma voglio anche vedere se questo che noi diamo è veramente usato nel modo giusto.

Ora può darci un aggettivo per ogni suo collega?

Certamente…

Danilo Sacco

Beh Danilo è un mistico!

Cico Falzone

È un grande simpaticone!

Daniele Campani

Un grande uomo.

Massimo Vecchi

Un grande rockettaro dei nomadi!

Sergio Reggioli

Eheh il maestro eheheh…

Ho letto che Cico Falzone ha ascoltato una cassetta di Danilo dove suonava nella comitiva Brambilla. E’ bastato questo per inserirlo come cantante?

No, sono andato a sentirlo personalmente insieme a Cico in una birreria; noi chiaramente stavamo cercando un cantante perché purtroppo Augusto era scomparso e da quel giorno è nato il tutto.

Ne avevate selezionati diversi?

No No, siamo andati a colpo sicuro senza cercarne altri, Danilo è stato l’unico; l’unico perché non mi piacciono i provini; capito che faceva al caso nostro, abbiamo scelto lui.

Della tua vita privata non sappiamo quasi nulla, riesci a stare accanto ai tuoi cari con la tua vita da “Nomade”?

Riesco a starci poco in ogni modo credo che sia sufficiente, a volte mi piacerebbe starci anche di più però nella vita bisogna fare delle scelte, non puoi fare quello che vuoi, come del resto penso in tutte le cose, non solo chi fa questo mestiere.

Finiamo ormai da tempo le nostre interviste alla Marzullo. Si faccia una domanda e si dia una risposta. Cosa chiede Beppe a se stesso e cosa si risponde?

Io penso di aver dato tanto a me stesso ma continuo tuttora a dare tanto. Mi diverto a fare questo, non ho niente da chiedere a Carletti in particolare; in fondo penso che più o meno sa quello che fa e ciò che deve fare; ho realizzato tanti sogni e spero di continuare. Poi, quando ne hai realizzati tanti dopo devi anche accontentarti…

Grazie è stato gentilissimo!

Grazie a voi!

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Si ringraziano inoltre: Associazione Musicale Pentagramma, in collaborazione con la Croce Rossa provinciale di Macerata






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 07 agosto 2007 - 3334 letture

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