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Antonelli: ''Ho agito sempre per il bene dell'Ente e degli ospiti''

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Romeo Antonelli raggiunto dalla notizia: “Bisogna chiarire quale sia la normativa nazionale che disciplina questi rapporti”. Il principio che sembra sotteso alla sentenza del Tar “di fatto azzera l’autonomia degli enti.”

di Michela Sbaffo
redazione@vivereosimo.it

Dopo due anni il TAR decide: Romeo Antonelli presidente della Fondazione Grimani Buttari e il dottor Lorenzo Gatto devono accettare la revoca dei loro incarichi e lasciare il Consiglio di Amministrazione della Fondazione.

La vicenda legale trae le sue origini da un duro testa a testa intercorso nel Dicembre del 2005 tra il Sindaco di Osimo, Dino Latini, e Romeo Antonelli. In quei mesi argomento di accesa discussione era il progetto per la fusione delle case di riposo Buttari-Bambozzi.

Antonelli si era dimostrato contrario in quell’occasione non tanto all’idea in sé quanto alla valutazione espressa dal Comune per i tempi necessari al procedimento.

Per l’Amministrazione l’avvio della procedura doveva essere fissato già per fine anno; il presidente del Buttari invece si dimostrò a favore di un iter dalla tempistica più dilatata, di almeno un paio d’anni.

In risposta, il Sindaco inviò una lettera ad Antonelli, in cui lo invita a rassegnare le proprie dimissioni dichiarando perso ogni rapporto fiduciario, poiché era stato assunto dai due consiglieri Antonelli e Gatto un “atteggiamento di palese contrarietà rispetto agli indirizzi impartiti loro dagli organi comunali”.

Di qui il ricorso al Tar di Antonelli contro la revoca dell’incarico. L’annuncio della vittoria in sede legale del Comune è stato dato ieri da una nota dell’amministrazione dove è espressa soddisfazione per il verdetto emanato dal Tribunale che consoliderebbe “il principio da sempre sostenuto: gli incarichi assegnati in enti e fondazioni, direttamente o indirettamente legati al Comune di Osimo, sono di nomina fiduciaria e, come tali, revocabili con adeguato provvedimento.”

La risoluzione legale non manca di risvolti economici: “Rimane da definire –continua la nota del Palazzo- se, per quanto riguarda gli aspetti economici della vicenda, le ricadute partono dalla data di emissione dei provvedimenti (delibera n°200 29/12/2005 del Consiglio Comunale e Decreto del Sindaco di revoca dell’incarico ndr) o dalla data della sentenza. Nel primo caso, gli interessati dovrebbero restituire anche i rispettivi indennizzi.”

Romeo Antonelli, raggiunto dalla notizia, ha riferito che deciderà sul da farsi consultando i propri avvocati. Si dice comunque tranquillo: “Io ho sempre agito per il bene dell’ente e degli ospiti, perciò non ho nulla da rimproverarmi”.

In merito alla sentenza ha detto: “Bisogna chiarire quale sia la normativa nazionale che disciplina questi rapporti”. Il principio che sembra sotteso alla sentenza del Tar “di fatto azzera l’autonomia degli enti.”


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 05 luglio 2007 - 1181 letture