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Giacco: l'Ospedale di Rete è un diritto acquisito

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Riguardo alle dichiarazioni del Presidente della Regione Marche Spacca e dell’assessore regionale alla sanità Mezzolani sulle sorti dell’ospedale di rete di San Sabino vorrei pubblicamente fare alcune considerazioni sul metodo con cui i suddetti rappresentanti del governo regionale stanno affrontando la questione sia sul merito delle loro esternazioni.

da Luigi Giacco
Presidente Commissione Consiliare Sanità

Sul metodo dico che non si può accettare che decisioni su questioni così delicate e fondamentali vengano rese note attraverso interviste sulla stampa. In democrazia le scelte già fatte se messe in discussione debbono vedere prima il coinvolgimento delle popolazioni coinvolte. Così facendo si acuisce quel distacco ormai incipiente tra politica e cittadini. Non ci si lamenti poi della crisi della politica.

Ritengo sia stato molto più opportuno prima dell’approvazione del piano sanitario regionale una consultazione dei Sindaci e del territorio interessato e non come dice l’assessore Mezzolani prima l’ok al piano poi le consultazioni.

A questo proposito voglio rendere noto che da diversi mesi sono a chiedere un incontro col l’assessore che puntualmente cerca di evitare. Nel merito mettere in discussione l’ospedale di rete di Osimo è un errore poiché la struttura è destinata ad un bacino di utenza di oltre 100.000 persone e ad un territorio la cui concentrazione industriale, commerciale e di altre attività economiche è tra le più alte delle Marche e d’Italia ed è in continua espansione.

Vorrei ricordare che la zona sud di Ancona ha già chiuso due ospedali, quello di C.Fidardo e il Muzio Gallo, e che la nuova struttura vedrà la chiusura di tre presidi esistenti: Osimo, Loreto e Chiaravalle. Il nuovo ospedale che sorgerà a San Sabino farà da “filtro” al polo ospedaliero regionale di Torrette che dovrà sempre più specifiche e avanzate specializzazioni per arginare quel fenomeno di mobilità sanitaria passiva dei marchigiani verso altre regioni che tanto costa alla sanità regionale e di cui lamentava Spacca.

Rispetto all’INRCA si rammenta che questo è un istituto a carattere scientifico, con finalità di ricerca, formazione e ricovero solo in funzione della sperimentazione. In una fase storica in cui il problema degli anziani è di importanza fondamentale occorre sempre più portare l’INRCA alla sua vera missione originaria e non considerarla una semplice struttura ospedaliera. Vi sarebbero delle contraddizioni assurde: come potrebbe giustificarsi la presenza di reparti come Pediatria e Ginecologia in un istituto per anziani?

Invito le forze politiche a regionali a riflettere prima di prendere decisioni. Infine invito le liste civiche locali a non fare una battaglia di parte ma di attivarsi insieme agli altri Comuni coinvolti per raggiungere l’obiettivo.

Come Presidente della Commissione Consiliare Sanità convocherò quanto prima una riunione per approvare spero all’unanimità un ordine del giorno riguardo l’ospedale di rete.

Mi auguro che tutti insieme si possa far valere le ragioni ormai acquisite per diritto di 100.000 persone.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 20 giugno 2007 - 1156 letture