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“Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce”

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Cronaca del Family Day: il risveglio di una foresta silenziosa che quotidianamente nella fatica di ogni giorno fa crescere la nostra società.

di Rosalia Alocco
Capogruppo Consiliare Centro per l’Ulivo

Io c’ero ieri in P.zza San Giovanni a sostegno del Family Day ed ho visto il risveglio di questa foresta silenziosa che quotidianamente nella fatica di ogni giorno fa crescere la nostra società.

Migliaia di famiglie con tanti bambini assieme ai nonni ma anche tantissimi giovani e coppie senza figli, in piazza, per ribadire che la famiglia naturale è il nucleo fondante della società, per chiedere allo Stato politiche serie a sostegno della famiglia, per dire allo Stato di avere coraggio ed investire nel futuro perché la famiglia è il futuro.

E loro hanno creduto nel futuro perché c’erano molte famiglie numerose; anche nel mio pulman organizzato dalla comunità neocatecumenale di Osimo-Castelfidardo c’era una famiglia con papà e mamma giovani e sei figli accompagnati dai nonni.

E’ stata la giornata della gente comune, della società civile ma soprattutto dei movimenti cattolici e delle associazioni (ce n’erano più di cinquanta), i politici c’erano, partecipavano anche loro ma per una volta non erano al centro dell’attenzione, stavano sotto il palco.

Sono stata già altre volte a P.zza San Giovanni a manifestare, c’ero anche la volta dei 3 Milioni contro la finanziaria del 1° Governo Berlusconi ma ieri era diverso, era la manifestazione della gioia, dell’amore di essere famiglia e si chiedeva fortemente, in un clima pacato e disteso, più politiche familiari e più rispetto per la famiglia naturale fondata sul matrimonio.

Asili nido, case popolari per famiglie numerose, tassazione su quoziente familiare, mense scolastiche sono le richieste che venivano dalla piazza, richieste assolutamente semplici ma che stranamente la politica disattende da troppo tempo. Non sono ne di destra ne di sinistra ma pongono il problema dei bisogni.

E’ più facile cavalcare la protesta piuttosto che fare proposte e questa è la grande differenza che ho riscontrato ieri rispetto alle altre giuste e ben riuscite manifestazioni alle quali ho partecipato.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 17 maggio 2007 - 1666 letture