Pasquinelli (PRC): lotta contro la costruzione dell'impianto di Passatempo

4' di lettura 30/11/-0001 -
Giovedì 19 aprile si è tenuto presso il centro sociale di Passatempo di Osimo un consiglio di quartiere in merito alla costruzione autorizzata dal Comune di un impianto per la produzione di calcestruzzo e conglomerato bituminoso; dal dibattito sono emerse importanti questioni sulle quali vorrei fare alcune riflessioni.

da Fabio Pasquinelli
Rifondazione Comunista - Osimo


1. L’Amministrazione comunale si è difesa in merito alla decisione di concedere l’autorizzazione adducendo risposte burocratiche da un lato, contrapponendo le sue opinioni tecniche ai rilievi presentati dai cittadini e scaricando su altri soggetti la responsabilità politica dall’altro.

L’argomento più ridicolo, se solo non fosse reale e tragico, è la tesi sostenuta dall’Amministrazione secondo la quale le decisioni in merito all’insediamento civile ed industriale sul territorio spettano al mercato (sic!).

Sebbene tale affermazione consista in una bugia bella e buona, in quanto la discrezionalità amministrativa e la responsabilità politica dei governanti è evidente, essa rappresenta anche una mezza verità, che rende pubblica la coscienza di come il nostro territorio sia stato gestito dalla giunta Latini. Il mercato, cioè gli interessi dei privati ed i profitti di imprenditori e palazzinari, hanno deciso cosa e come costruire, quali politiche sviluppare e che modello di governo della cosa pubblica sostenere.

“Ringraziamo” l’Amministrazione per la trasparente confessione, ma ce ne eravamo accorti da soli e, soprattutto, non ci basta. Poiché i governanti, nelle scelte strategiche della politica locale, tra le quali vi è la gestione dell’ambiente e del territorio, hanno grande potestà decisionale, si devono assumere le loro responsabilità ed invertire la rotta, sia per quanto riguarda la cementificazione selvaggia, che tanti danni ha causato e contribuito a causare sul nostro territorio – non solo l’alluvione del 16 settembre, come riconosciuto al Tg2 dal Capo della Protezione Civile Guido Bertolaso -, sia per quanto riguarda l’istallazione di attività insalubri sul territorio comunale.

2. I residenti di Passatempo hanno manifestato il loro disappunto per la mancanza di partecipazione democratica, soprattutto in merito a decisioni che riguardano direttamente la salute dei cittadini.

Infatti è emerso dalla protesta che l’Amministrazione ha concesso l’autorizzazione alla costruzione dell’impianto senza consultare preventivamente i soggetti più interessati, cioè coloro che abitano in prossimità del costruendo impianto; che il Sindaco precedentemente ha solo accennato all’opera in maniera sommaria, superficiale e (volutamente?) reticente; che la stessa convocazione del consiglio di quartiere di giovedì riportava due soli punti all’ordine del giorno: a) problematiche relative alla frazione; b) varie ed eventuali (ma vi rendete conto?!).

Non è difficile cogliere così la delusione di chi, sostenuto il progetto delle liste civiche pensando ad un esperienza di partecipazione diretta dei cittadini alla politica, si è trovato al governo un comitato centrale che decide il futuro della città sopra la testa e la vita dei cittadini e senza rispondere responsabilmente a nessuna istanza superiore.

Con forza siamo chiamati a sostenere la necessità che le scelte politiche strategiche siano assunte previa consultazione partecipata dei cittadini ed a lottare per ampliare gli spazi di democrazia nella nostra città, tanto simbolici, quanto materiali.

3. L’Amministrazione comunale non ha espresso alcuna volontà politica di sostenere la domanda collettiva dei residenti di Passatempo: trovare una soluzione con l’impresa affinché l’impianto non sia costruito né lì, né in altra località agricola del Comune.

Una posizione alta e pienamente condivisibile, che dimostra come i cittadini ben informati, anche autonomamente, possano, meglio di qualsiasi soggetto politico costituito, portare avanti – e vincere – battaglie giuste, non immediatamente egoistiche – come potrebbe insinuare qualche neoconservatore o riformista dell’ultima ora -, bensì di grande valore sociale e civile.

Infatti, oltre al NO senza se e senza ma all’impianto inquinante, gli intervenuti al consiglio di Passatempo hanno sollevato perplessità e dubbi su molti punti collegati al tema del giorno (potremmo dire che hanno arricchito la discussione di “varie” ed “eventuali”), tra i quali l’edificazione esagerata in quantità e scadente in qualità che ha interessato tutto il territorio comunale, i problemi ecologici legati al traffico ed al consumo di acqua, oltre al problema suddetto di mancanza di trasparenza amministrativa e partecipazione democratica.

A questo punto è chiaro che, se l’Amministrazione non si attiverà per l’immediata sospensione dei lavori e un cambio di rotta per quanto riguarda l’attuale gestione del territorio, bisognerà costruire una dura vertenza e mettere a valore, tramite una lotta democratica e partecipata, l’esperienza che i cittadini sono in grado di offrire al bene dell’ambiente e della salute.

Se le possibili vie legali, che portano alla luce evidenti irregolarità nell’esplicazione degli iter burocratici, non saranno sufficienti, con altre iniziative dovremo impedire la costruzione dell’impianto. Solo così impediremo ai “mercanti” di sopprimere i diritti di cittadinanza.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 21 aprile 2007 - 1184 letture

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