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Analisi di una società allo sfascio: Broch secondo Luca Ronconi

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Dopo lo strepitoso successo registrato a Milano (tutto esaurito per trenta recite) lo spettacolo prodotto dal Piccolo “Inventato di sana pianta” approda al Teatro Persiani di Recanati. Un testo di viva attualità tra spregiudicati intrighi finanziari, truffe internazionali, intrecci erotici e (tentati) suicidi.

da Comune di Recanati
www.comune.recanati.mc.it

Lo spettacolo “Inventato di sana pianta, ovvero gli affari del Barone Laborde”, prodotto dal Piccolo Teatro di Milano e diretto da Luca Ronconi, approda venerdì 13 aprile (ore 21) al Teatro Persiani di Recanati. Repliche sabato 14 (ore 21) e domenica 15 aprile (ore 16). Sul palco attori di grande richiamo come Massimo De Francovich, Massimo Popolizio e Anna Bonaiuto.

“La commedia arriva nelle Marche – spiega il sindaco Fabio Corvattadopo il debutto, con trenta recite da tutto esaurito, a Milano. Per la città leopardiana è un grande evento, che corona una stagione di straordinari successi. Lo spettacolo è l’ultimo appuntamento di prosa del cartellone organizzato dal nostro Comune in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano.

La stagione proseguirà con i laboratori e i progetti portati avanti con le scuole, mentre stiamo già lavorando con il Piccolo per le proposte dell’autunno prossimo, che saranno ancora una volta di grande qualità e richiamo”
. “Inventato di sana pianta” rappresenta un fiore all’occhiello nella produzione del Piccolo Teatro. “Dopo Professor Bernhardi di Arthur Schnitzler”, sottolinea Sergio Escobar, direttore del Piccolo, “Luca Ronconi prosegue la propria indagine del mondo letterario mitteleuropeo, in cui ancora si percepisce, palpitante, lo sdegno dell’uomo giusto in rivolta contro un mondo allo sbando, proponendo una spassosa commedia di Hermann Broch scritta nel 1934 ma rappresentata per la prima volta soltanto negli anni Ottanta in Germania”.

Si tratta di un testo che, pur ambientato negli anni Trenta del Novecento, presenta spunti di viva attualità. La trama è percorsa da spregiudicati intrighi finanziari, da truffe internazionali, da intrecci erotici e tentati suicidi. La magistrale lettura di Luca Ronconi mette in luce la “globalità” di una società fortemente in crisi, sull’orlo dell’abisso, nella quale non esistono più valori. L’imbroglio e la truffa sembrano essere l’unico legame possibile fra i personaggi, sia dal punto di vista economico che sentimentale.

In Inventato di sana pianta si raccontano le tragicomiche vicende di una famiglia di banchieri, i Seidler, implicati in traffici poco chiari e del loro incontro con un imbroglione, il Laborde del titolo, che vive di espedienti millantando fortune mai possedute. Elegante, ben educato e affascinante, Laborde riesce a mettersi in buona luce con Seidler e a scalzare Walther Ruthart, direttore della banca di Seidler, nel cuore della bella Agnes, che di Seidler è la figlia.

Obiettivo di tutta la manovra è, naturalmente, la fortuna del banchiere, compromessa però da alcune azzardate speculazioni finanziarie, come l’acquisto di azioni di una società dall’inquietante nome di Teheran Oil Syndacat. Ambientata in un albergo, tra porte di camere da letto che si aprono e si chiudono - e conseguenti scambi di letti e intrecci di coppie - suicidi continuamente annunciati (ma mai messi in pratica), direttori e portieri d’hotel che parlano con saggezza da filosofi, fughe precipitose e conti non pagati, Inventato di sana pianta è una satira sottile e spietata di una società in crisi.

Amore, matrimonio, rapporti d’affari, politica: niente e nessuno si salva in una guerra senza esclusione di colpi. E se nella Vienna di Bernhardi si poteva ancora combattere una battaglia in nome dell’etica, nell’albergo di Broch si può solo cercare di adeguarsi nel modo migliore al vaudeville di un’epoca in declino.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 12 aprile 2007 - 1786 letture