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Che fa l’Astea? Acquambiente verso Macerata?

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Il presidente di Acquambiente Carancini ritiene grave l'atteggiamento dell’Astea, perché disattende tutte le programmazioni elaborate e concertate con l’ATO3 nella prospettiva di una gestione comune e di una graduale integrazione fra le due aziende.

da Acquambiente

Acquambiente Marche, unitamente ad Astea, costituisce il consorzio Centro Marche Acque, titolare dell’affidamento provvisorio dell’ATO3 per la gestione del servizio idrico integrato nel territorio.

Tale consorzio avrebbe dovuto essere trasformato, secondo le direttive ATO, in una società per azioni da costituirsi nel rispetto delle norme di legge.

La difficoltà nasceva dalla presenza di un socio privato (in Astea) che poneva dubbi di legittimità all’affidamento della gestione del servizio alla società derivante dal consorzio. Dai pareri dei vari tecnici si era ottenuto un indirizzo che prevedesse una società partecipata dai soli comuni in grado di garantire l’affidamento definitivo del servizio da parte dell’Autorità d’Ambito.

L’Astea ha deliberato, nella propria assemblea generale, di rivolgere una domanda all’Autorità d’Ambito per ottenere il riconoscimento dell’attuale concessione nella forma della salvaguardia prevista dalla legge per consentire ad Astea di proseguire nella gestione anche oltre il 31-12-2006.

Acquambiente Marche, socia del consorzio con Astea, è venuta a conoscenza solo per via indiretta, dall’ATO, di questa iniziativa assunta autonomamente dall’azienda Osimo-Recanati e senza far pervenire alcuna comunicazione.

Il presidente Carancini ritiene molto grave questo modo di procedere dell’Astea, perché disattende tutte le programmazioni elaborate e concertate con l’ATO3 nella prospettiva di una gestione comune e di una graduale integrazione fra le due aziende. L’azione di Astea rischia, pertanto, di essere gravemente lesiva degli interessi di Acquambiente Marche e dei comuni rappresentati.

Non solo. Non sono stati salvaguardati neppure i normali canoni del buon rapporto tra soci. Pertanto, si è ritenuto doveroso porre all’attenzione dell’Autorità d’Ambito un’eventuale soluzione alternativa per Acquambiente Marche.

“Ci siamo stancati veramente di subire gli strappi determinati da interessi particolari che danneggiano la volontà e lo spirito aggregativo previsto dalle leggi in materia” afferma Isidoro Carancini , che anticipa la possibilità di una scelta verso SIMarche, di cui fanno parte anche Macerata e Civitanova e in cui Acquambiente ritroverà anche Castelfidardo. In questo modo si potrà avviare un lavoro di definitiva sistemazione delle prospettive gestionali, che consentirà una continuità ventennale.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 22 marzo 2007 - 1357 letture