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arcevia: Nel cuore dell'emergenza: intervista alla dott.ssa Antinori, guardia medica

5' di lettura
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Abbiamo proposto qualche domanda alla Dott.ssa Antinori Katia -medico chirurgo e guardia medica presso la Zona Territoriale 8- su come si svolge il servizio di guardia medica e in quali casi è indicato.

di Lorenzo Possanzini
lorenzo.possanzini@vivereosimo.it

Gentile Dottoressa, innanzitutto la ringraziamo per aver accettato questa intervista e Le porgo i più cordiali ringraziamenti da tutta la redazione di Vivere Osimo.

Grazie a voi. Siete stati gentilissimi.

Ci può spiegare bene come funziona il servizio di guardia medica?

Il servizio di guardia medica è attivo tutti i giorni dalle ore 20.00 alle 8.00 e dalle 10.00 del sabato alle 8.00 del lunedì e in tutti i giorni festivi e prefestivi (a partire dalle 10.00). Viene garantito un servizio di urgenza (in assenza del proprio medico curante) per le visite domiciliari e le prescrizioni dei farmaci.

Per quanto riguarda questi ultimi però c’è da precisare che non viene effettuata ogni tipo di ricetta ma solo quelle che abbiamo caratteristica di “urgenza” in base alla visita appena effettuata. In sostanza non si possono effettuare prescrizioni per farmaci assunti abitualmente (vedi terapie croniche), farmaci richiesti da specialisti su ricetta bianca, esami strumentali o di laboratorio, richieste di ricovero programmato e effettuazione di terapie iniettive.

A chi è rivolto precisamente?

Il servizio è rivolto a tutta la popolazione senza nessuna distinzione. Come già sottolineato si può chiedere l’aiuto della guardia medica per condizioni cliniche insorte in assenza del proprio medico curante e per prestazioni che richiedono un intervento immediato in quanto preoccupanti o invalidanti.

Ma in realtà succede sempre così?

No, purtroppo la maggior parte delle persone non agisce correttamente; vengono richieste e addirittura pretese visite domiciliari per patologie croniche o veramente banali creando falsi “allarmismi” e preoccupazioni inesistenti. Molti pazienti addirittura detestano aspettare molto tempo dal medico curante e si rivolgono al servizio di continuità assistenziale per ovviare a questo problema.

Se invece accade qualcosa di veramente grave?

Qualora ci si renda conto di trovarsi di fronte a condizioni in cui sono compromesse le funzioni vitali o gravi traumatismi è opportuno rivolgersi direttamente al 118 in modo di ottenere un intervento con maggior personale sanitario e attrezzature adeguate.

In ogni modo però la guardia medica stessa una volta intervenuta sul posto e valutata la gravità della situazione può chiamare lei stessa il 118 e richiedere un ambulanza con ulteriore medico e infermiere a bordo.

Viceversa, se siamo di fronte ad un caso non eccessivamente serio e viene contattato per primo il 118 potrà quest’ultimo inviare la guardia medica come accesso primario.

E’ possibile usufruire del servizio soltanto per un consiglio telefonico?

Senza ombra di dubbio, siamo sempre disponibili per qualsiasi tipo di consulenza telefonica qualunque sia il quesito clinico.

Come sono strutturati i vostri turni?

Ad ogni guardia medica vengono assegnati turni di 12 o 24 ore, raramente (per necessità gestionali dell’ASUR) possono essere svolti turni anche di 36 ore. Salvo imprevisti ogni medico dovrà svolgere 24 ore settimanali per un minimo di 96 ore mensili.

Orientativamente, di che patologie si tratta per la più parte dei casi?

I motivi delle chiamate sono soprattutto “stagione dipendenti”. In inverno prevale la febbre elevata e il mal di gola con tosse. A periodi alterni si evidenziano anche parecchie gastroenteriti virali, otiti, dolori addominali, cistiti e purtroppo anche richieste di “pillole del giorno dopo” da parte di giovanissime ragazze.

Ci può spiegare come mai ha deciso di rivestire questo ruolo?

Ho scelto di effettuare questo lavoro perché sono innamorata della mia professione e di conseguenza qualunque specialità professionale (nel mio ambito) devo ricoprire sono ben disposta a farlo. Per quanto riguarda la guardia medica ho accettato questo incarico come una sfida personale: appena laureata mi hanno subito assegnato questo servizio e senza tanti tremori ho accettato.

Dopo tanti anni di studio e fatica credo che finalmente ho potuto mettermi alla prova dimostrando a me stessa e agli altri quanto veramente sono capace di fare. Consapevole dei miei limiti ma nello stesso tempo anche delle mie certezze mi sono “messa in gioco” in questo nuovo mondo dove, per gioia e per amore, farà parte della mia vita.

Del servizio di continuità assistenziale mi affascina molto “l’urgenza”, grande o piccola che sia. Ogni volta sono sempre io, da sola, di fronte a tante richieste d’aiuto a dover sbrigare e formulare, la diagnosi più giusta per risolvere i problemi di salute delle persone chiamanti.

Nelle 12 ore di turno la gente potrebbe avere bisogno di me e io senza ausili tecnici se non con la mia conoscenza devo essere pronta a tutto, che tutto mi può aspettare.

Preferisce il turno di mattino, pomeriggio o sera? Perché?

I turni di notte sono un vantaggio perché consentono di avere le giornate libere ma dipende molto anche dalla forza di resistenza che ognuno tiene dentro di sé. Personalmente il turno di mattino mi piace maggiormente anche se questo comporta un maggiore carico di lavoro e un sacrificio di sabati, domeniche e festività.

Concludendo può dirci cosa pensa del servizio di guardia medica nelle Marche? E ben servito e funziona perfettamente o si potrebbe migliorare qualcosa?

Per quanto riguarda il nostro servizio offerto mi ritengo soddisfatta anche se credo sia molto importante informare meglio la popolazione in modo da evitare spiacevoli situazioni di rifiuto ad accessi domiciliari. Non sottovalutabile sarebbe anche una maggiore copertura della nostra professione per quanto riguarda i limiti delle nostre prestazioni o la tutela personale e lavorativa.

La ringraziamo di cuore per il tempo che ci ha dedicato, è stata cordialissima.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 10 marzo 2007 - 2429 letture